Eventi socio-culturali

Professionisti che guardano ai giovani: le borse di studio del Rotary

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Un sostegno economico e morale ai figli dei caduti delle Forze del’Ordine: l’iniziativa che il Rotary Club porta avanti da 37 anni

di Amelia Vescovi, giornalista

Protagonista il futuro all’assegnazione di borse di studio ai figli dei caduti delle Forze dell’Ordine organizzata dal Rotary Club a giugno. Una cerimonia semplice e commovente, organizzata e curata nei dettagli dal Generale Bruno Simeone, che si è svolta nel salone d’Onore della Caserma Gen. B. Sante Laria a Roma, dove ad accogliere un pubblico numeroso è stato il Generale di Divisione Giancarlo Pezzuto, Capo di Stato Maggiore del Comando Generale della Guardia di Finanza. 

Presenti in sala i rappresentanti delle istituzioni coinvolte: Guardia di Finanza, Polizia di Stato, Polizia Penitenziaria, Vigili del Fuoco. Hanno partecipato: Lucia De Lemmi, Direttore della Prima Divisione del Servizio di Assistenza del Dipartimento della Pubblica Sicurezza; Pietro Buffa, Direttore Generale del Personale e delle Risorse del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria; Ugo Bonesso, Direttore Regionale dei Vigili del Fuoco delle Marche; Giuseppe Perrone, Governatore del Distrett o 2080 del Rotary International.

A consegnare le quattro borse di studio, del valore di 3.500 euro ciascuna, è stato il Presidente del Rotary Club di Roma Appia Antica, Alessandro Bani. “Con questa trentasettesima edizione della cerimonia” ha dichiarato “sono stati finora elargiti ben 168 riconoscimenti a giovani che sono stati duramente colpiti egli affetti più intimi”.
L’idea di destinare ogni anno una borsa di studio ai figli dei caduti delle Forze dell’Ordine e delle Forze Armate (ad anni alterni) nasce infatti nel 1978, quando il Rotary Club di Roma Est decise di assegnare un simbolico sostegno economico ai figli dei componenti di scorta armata uccisi durante il rapimento di Aldo Moro.

“Fra gli obiettivi che il Rotary persegue da oltre 110 anni, un posto speciale è riservato al supporto alla formazione culturale e professionale dei giovani” ha dichiarato Giuseppe Perrone. “Sono molte le iniziative intraprese in quest’ambito, tutte inquadrate a dare riconoscimento al merito di chi si impegna a costruirsi un futuro fondato su valori di concretezza ed onestà morale. Le borse di studio offerte dal Rotary ai figli dei caduti delle Forze dell’Ordine hanno in più l’obiettivo di sostenere giovani che devono affrontare le asperità della vita in modo più difficoltoso per la perdita insostituibile del loro congiunto.”

discorso-ragazzoIl denaro è stato raccolto con la formula dell’autofinanziamento dei soci di dodici Rotary Club romani: nella sola città di Roma operano circa 1.200 persone legate a questa associazione, che da anni organizza e collabora a progetti di volontariato e iniziative umanitarie, come ad esempio PolioPlus, il programma di eradicazione della polio nel mondo. Tra le attività, un ruolo importante è giocato dalla progettualità destinata al mondo dei giovani e al loro futuro: il Rotary International sponsorizza un ampio programma di borse di studio internazionali, permettendo ogni anno ad oltre 1.000 ragazzi, definiti “giovani ambasciatori”, di studiare all’estero. E in collaborazione con sette università internazionali, vengono finanziate borse di studio per un master in risoluzione dei conflitti e relazioni internazionali.

Sono stati premiati: Isabella Calabrese, di Tivoli, figlia di Massimo Calabrese della Polizia di Stato, deceduto in un incidente durante lo svolgimento delle sue mansioni in strada; Cristian Longo, di Sondalo (Sondrio), figlio di Gianenrico Longo della Guardia di Finanza, che ha perso la vita durante un’operazione di soccorso di dispersi in alta quota; Barbara Bruno, di Oristano, figlia di Augusto Bruno della Polizia Penitenziaria, deceduto in incidente stradale dopo aver effettuato servizio di scorta; Dario Latini, di Ancona, figlio di Gianluca Latini dei Vigili del Fuoco, deceduto durante le operazioni di spegnimento di un incendio. Quest’ultimo borsista ha chiesto inaspettatamente il microfono, per esprimere, non senza commozione, il valore che questo riconoscimento rappresenta per lui, quasi un’eredità spirituale del padre.

La cerimonia si è conclusa con il suono della celeberrimo brano reso noto da Nini Rosso “Il Silenzio” e con la lettura della preghiera ai Caduti da parte di Don Sergio Siddi, Capo Servizio Assistenza Spirituale della Guardia di Finanza.

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