Scuola – impresa: presentato in Italia “The European Pact for Youth”

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Per rafforzare l’occupabilità dei giovani è stato presentato in Italia il progetto che porterà a realizzare 10.000 partnership Scuola-Impresa entro il 2017 in tutta Europa

Alternanza scuola-lavoro, educazione all’imprenditorialità, apprendistato e formazione professionale. Sono questi gli argomenti di forza del Patto Europeo per la Gioventù, impegno sottoscritto dalla Commissione Europea e da CSR Europe, la rete europea delle società socialmente responsabili – European Business Network for Corporate Social Responsibility.

Il Patto, sottoscritto a fine 2015 come seguito attuativo del “Manifesto Enterprise 2020” lanciato a Milano lo scorso anno, è stato presentato sempre a Milano il 16 giugno 2016 durante l’evento “Scuola e impresa: una partnership strategica”. I suoi obiettivi prioritari, da realizzare entro il 2017, sono i seguenti:
1) realizzare 10.000 partnership di qualità tra imprese e sistema educativo;
2) offrire almeno 100.000 nuove opportunità di inserimento nel mondo del lavoro, addestramento o tirocinio;
3) mettere a punto 28 Piani d’azione nazionali per la competitività e l’occupabilità nei Paesi dell’Unione.

I contributi degli attuali 28 Paesi dell’Unione Europea a realizzare “The European Pact for Youth” saranno presentati nel 1° Summit Europeo Impresa-Scuola il 23 novembre 2017. Per quell’epoca probabilmente si tratterà dei contributi dei 27 Paesi dell’UE, visto il risultato referendario della Gran Bretagna. In ogni caso l’attuazione del patto può contare sulla leadership di un primo gruppo di firmatari che comprende parlamentari europei, business leader e realtà di riferimento in Europa sulla sostenibilità d’impresa, tra cui per l’Italia: Diana Bracco (Gruppo Bracco e Fondazione Sodalitas), Francesco Starace (Enel), Marco Tronchetti Provera (Pirelli), Gianluca Vacchi (IMA).
A guidare l’attuazione del Patto ci sono Marianne Thyssen, Commissaria Europea all’Occupazione, ed Etienne Davignon, Presidente di CSR Europe.

In Italia si tratterebbe di un intervento importante, dal momento che è proprio il nostro Paese ad avere il triste primato del maggior numero di NEET (giovani che non studiano, né lavorano, né cercano lavoro, né sono in formazione, né fanno volontariato). Si tratta di ben 2,4 milioni di giovani di età compresa tra i 15 e i 24 anni.
A questo dato va aggiunto il fatto che sempre in Italia, il 17% dei giovani abbandona gli studi prematuramente e che la disoccupazione giovanile (pari al 39,3%) è ormai strutturale e dovuta a un disallineamento tra sistema educativo e sistema produttivo.

Fondazione Sodalitas e Impronta Etica, le due organizzazioni partner di CSR Europe, di concerto con il MIUR (Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca) e con il Ministero del Lavoro, guidano la messa a punto del Piano di Azione Italiano per dare attuazione all’European Pact for Youth.

Hanno già aderito al Patto le seguenti imprese e le seguenti organizzazioni:
– Enel,
– Gruppo Bracco,
– IMA,
– Pirelli,
– ABB,
– Accenture,
– CAMST,
– Granarolo,
– Hogan Lovells,
– IBM Italia,
– Mellin Danone Nutricia Early Life Nutrition,
– Randstad,
– Ricoh,
– Sanofi,
– Telecom Italia,
– TNT,
– UBS,
– Assolombarda,
– Fondazione per l’Educazione Finanziaria e al Risparmio,
– Junior Achievement Italia,
– Unindustria Bologna.

Sono già stati avviati 3 tavoli dedicati ai tre obiettivi primari:
1) Tavolo “Alternanza Scuola Lavoro”
Con la finalità di identificare e attuare modelli efficaci, strutturando percorsi funzionali allo sviluppo delle competenze e facilitando l’accesso alle imprese e la collaborazione in varie forme;
2) EE-HUB “Educazione all’imprenditorialità”
promosso e coordinato da Junior Achievement Italia, prima organizzazione non profit per la promozione della cultura economico-imprenditoriale nella scuola, è un Hub multi-stakeholder che metta in rete gli attori impegnati su questo tema e permetta la diffusione di modelli virtuosi di educazione all’imprenditorialità su scala nazionale;
3) Tavolo “Apprendistato e formazione professionale”
La finalità è cogliere le nuove opportunità introdotte dalle riforme per il rilancio dei 3 livelli di apprendistato, compreso quello terziario.

Jan Noterdaeme, Senior Advisor di CSR Europe, ha così commentato l’iniziativa: “le competenze e il futuro dei giovani sono ciò su cui più dobbiamo investire nei prossimi 40 anni, e il rendimento sarà più alto di qualunque fondo speculativo. Le imprese di oggi che si battono per il successo devono essere molto egoiste. Come? Prendendosi cura delle prossime generazioni – sempre più ‘smart’ e creative – di lavoratori, consumatori, clienti e cittadini”.

(D.M.)