Incentivi in Toscana a chi assume disoccupati, donne o pensionandi

firenze

 

La Regione Toscana ha dato il via alle misure rivolte alle aziende delle aree di crisi che hanno assunto o assumeranno personale nel corso del 2016. Si tratta di oltre 2,6 milioni di euro destinati ai territori di Piombino, Livorno, Massa Carrara e all’area dell’Amiata. 300.000 euro sono destinati ad eventuali altre aree di crisi di prossima attivazione

La proposta di delibera, presentata dall’assessora al lavoro Cristina Grieco, è stata approvata dalla giunta, che contemporaneamente ha stanziato 1.839.000 euro di ulteriori incentivi anche per il 2015 in quanto la cifra stanziata lo scorso anno (5.192.000 euro) non era risultata sufficiente per finanziare tutte le domande valutate ammissibili. Le domande che non si riusciranno a finanziare ora saranno coperte con eventuali risorse e revoche di contributi sul fondo sociale europeo che si renderanno disponibili in seguito.

 

“Il lavoro è la nostra ossessione” ha dichiarato il presidente Enrico Rossi – ed è al centro delle politiche regionali. Stiamo impegnando risorse importanti per favorire l’occupazione, con una attenzione particolare alle aree che hanno subito maggiormente la lunga crisi di questi anni. Un sostegno concreto alle aziende che hanno il coraggio di assumere per contribuire alla ripresa produttiva dei nostri territori”.

 

“Nessuno deve rimanere indietro” ha aggiunto l’assessora Cristina Grieco “perché non potrà esserci ripresa piena se chi ha pagato i prezzi più alti della recessione non troverà occasioni nuove e concrete di reinserimento nel mondo del lavoro. Così come è una vitale necessità del sistema produttivo l’ingresso di giovani con una formazione alta e qualificata”.

 

Per il 2016 sono sette le assunzioni tipo che saranno incentivate:

1)      lavoratori delle aree di crisi rimasti dopo il 1 gennaio 2008 senza lavoro e non ancora ricollocati,

2)      disoccupati,

3)      lavoratori in mobilità, privi di ammortizzatori, con meno di cinque anni alla pensione,

4)      disabili e persone svantaggiate,

5)      donne over 30 disoccupate,

6)      giovani laureati,

7)      dottori in ricerca (solo per le piccole e medie imprese).

 

Il contributo varia di caso in caso e diventa più pesante nel caso di assunzione o di trasformazione del rapporto di lavoro a tempo indeterminato. Vediamo qualche esempio:

 

Le imprese che offriranno un posto di lavoro a tempo indeterminato ai pensionandi (con meno di cinque anni alla quiescenza) riceveranno un bonus di 3.000 euro l’anno: per tre anni, se a quell’epoca saranno già in pensione, o cinque negli altri casi.

 

Per favorire l’inserimento nel mondo del lavoro di persone con disabilità, svantaggiate, disoccupate o iscritte negli elenchi di collocamento mirato, gli incentivi oscillano da 2.000 (per contratti a termine di 6 mesi) a 10.000 euro (per assunzioni a tempo indeterminato).

 

Le donne over 30 disoccupate, se assunte a tempo indeterminato, porteranno in dote all’azienda da 3.000 a 6.000 euro, a seconda della tipologia di contratto, a tempo pieno o parziale.

 

Per le piccole e medie imprese che assumeranno giovani laureati a tempo indeterminato gli incentivi saranno di 3.000 (part-time) e 6.000 euro (full-time). Per le assunzioni a termine la cifra sarà più bassa: 2.000 per il part-time e 3.000 per il full-time.

 

Per i dottori in ricerca, sempre nel caso di piccole e medie imprese che storicamente sono poco propense ad investire su personale altamente formato, l’incentivo sarà ancora superiore: 6.500 e 3.250 euro per contratti a tempo indeterminato, 3.250 e 2.200 euro (tempo pieno e tempo parziale) per assunzioni a termine.

(D.M.)