Arbitri di calcio: si rinnova il vertice AIA

L’associazione italiana arbitri si è riunita a Roma, presso l’hotel Hilton dell’aeroporto di Fiumicino, in assemblea generale per eleggere i propri vertici

Il 24 settembre 2016 si sono riuniti in assemblea gli associati dell’AIA (Associazione Italiana Arbitri), per eleggere le proprie cariche di vertice. Nel pomeriggio sono stati proclamati presidente Marcello Nicchi (riconfermato per i prossimi 4 anni) e vicepresidente Narciso Pisacreta. Al momento della proclamazione, dopo lo scrutinio dei voti, nella sala dell’Hilton si è levato un boato di soddisfazione da parte degli oltre 200 soci presenti. Infatti il presidente uscente – ora riconfermato in carica – Nicchi ha ottenuto una maggioranza schiacciante con i suoi 245 voti (oltre il 66%) contro il pur temibile concorrente Antonio Zappi, che ne ha ottenuti 95.
I votanti erano 337 e la maggioranza si sarebbe raggiunta già con 170 voti.

Subito dopo la proclamazione, avvenuta alla presenza del Presidente della FIGC (Federazione Italiana Giuoco Calcio) Carlo Tavecchio, il neo eletto presidente Nicchi ha preso la parola (riportiamo la maggiorparte del discorso sul video che segue) dando indicazioni su quella che sarà la sua linea di presidenza. Nel suo discorso, anche un forte accenno alla violenza contro gli arbitri da parte di pseudotifosi: “gli arbitri, specialmente i più deboli, non si toccano” ha detto. “Non voglio arrivare a fermare le partite perché questa sarebbe una sconfitta per la Federazione, ma voglio arrivare a colpire esattamente chi è colpevole”. Dopo di lui, anche Tavecchio ha sottolineato che “questo è un Paese in cui la violenza è legata a un tifo scalmanato”. Il mestiere di arbitro che – lo ricordiamo – è una forma di volontariato, dovrebbe essere divertente, come ha precisato Nicchi, invece da noi può diventare pericoloso se non si cambia la mentalità da guerriglia di alcuni personaggi che usano il calcio come sfogo per le proprie frustrazioni. Come abbiamo detto in passato, questo non è tifo ma delinquenza.

Lo “sfidante” alla presidenza, Antonio Zappi, cinquantenne padre di due figli, è nativo di un paese in provincia di Viterbo. Arbitro della stagione 84-85, promosso alla Can D nel 92-93, dal 2001 è componente CRA Veneto, di cui è divenuto vicepresidente nel 2005. Dal 2009 è responsabile del Servizio Ispettivo Nazionale dell’AIA. Nel suo programma – non premiato dall’elettorato – si legge, tra l’altro, la proposta di riunificazione delle Can A e B, la soppressione del terzo mandato per tutte le cariche elettive nazionali, la creazione di 2 direzioni (una tecnica e una amministrativa) come nuovo modello organizzativo dell’Associazione, l’adeguamento degli statuti sezionali per accedere al 5 permille, l’introduzione del diritto per ogni arbitro di rifiutarsi di dirigere le partite in cui calciatori o dirigenti si siano macchiati di episodi di violenza nei confronti di un dirigente di gara.

Marcello Nicchi ha potuto elencare una serie di impegni presi e mantenuti nella passata presidenza, come ad esempio quelli relativi alla formazione degli arbitri, alla comunicazione e alla semplificazione. Non ultimo la fase sperimentale della Video Assistant Referee (quella erroneamente chiamata Moviola in campo). E, ancora, le modifiche dei regolamenti interni e non solo.
Nel suo programma per il futuro leggiamo invece: iniziative di contrasto alla violenza; valorizzazione delle risorse AIA basate su meritocrazia e competenza; potenziamento delle modalità di comunicazione, anche attraverso i new media; ulteriore spinta nei confronti della formazione. Dulcis in fundo, la realizzazione dell’autonomia amministrativa e operativa sul budget assegnato all’AIA dalla FIGC. La finalità in questo caso è quella di poter reperire ulteriori risorse economiche incrementando così il budget a disposizione.

foto-marcello-nicchi Su questo ultimo punto dovrebbe aver ottenuto la fiducia della FIGC, visto che lo stesso presidente Tavecchio ha dichiarato: “Io lavoro 12 ore al giorno in Federazione, perché i problemi da risolvere sono tanti, ma quando si parla di AIA io non ho problemi, anzi: non ho mai visto tante facce pulite, oltre 200, come stamattina. Ho fatto il Sindaco, ho fatto il dirigente bancario e vi assicuro che non è facile trovare tante facce pulite tutte insieme”.

Infine, una notazione tutta del nostro giornale: in sala non c’era purtroppo quasi nessuna donna. Ma il futuro del mondo arbitrale è anche nella parità di genere, nella vita come nello sport. Sono sempre di più infatti le donne che intraprendono la carriera arbitrale. Mentre nel mondo del calcio c’è grande attesa per la modifica di una legge che non permette alle donne di diventare professioniste. E c’è molto fermento tra le donne della politica affinché questa ingiustizia venga sanata. Prima o poi.