Femminicidio, al via cabina di regia a Palazzo Chigi

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Parte il coordinamento tra governo ed enti locali contro la violenza di genere. Emilia Romagna in prima fila a fianco delle donne maltrattate

Si è messa in moto la macchina dello Stato per contrastare la violenza sulle donne. Si è svolta infatti a Palazzo Chigi la prima riunione della cabina di regia interistituzionale per il piano d’azione straordinario contro la violenza sessuale e di genere. Si tratta del primo organismo governativo di coordinamento politico mai istituito a livello nazionale, sede del confronto tra governo, Regioni ed enti locali, con l’obiettivo di mettere insieme le nuove strategie per il contrasto alla violenza di genere. Tra le prossime misure che saranno messe in campo, l’avvio di un ciclo di audizioni con le Regioni per migliorare i criteri qualitativi e l’istituzione di un osservatorio nazionale.

La cabina di regia garantisce la programmazione coordinata e sinergica dell’uso delle risorse disponibili in tema di violenza sessuale e di genere, inclusi i fondi strutturali 2014-2020 e gli altri finanziamenti europei. Le risorse finanziarie stanziate e assegnate per l’attuazione del piano ammontano a 10 milioni di euro per l’anno 2016; a tale plafond nella fase di nuova programmazione comunitaria 2014-2020 il dipartimento per le Pari opportunità ha previsto l’inclusione di apposite risorse dedicate ad azioni volte a contrastare il fenomeno della violenza maschile contro le donne, anche per lo sviluppo di specifiche misure volte al reinserimento sociale e lavorativo delle donne.

Nella prima riunione è stato fatto il punto sulle risorse in campo: complessivamente le azioni territoriali nei due anni passati hanno avuto la disponibilità di quasi 31 milioni di euro, di cui oltre 16 milioni trasferiti dallo Stato alle Regioni e oltre 14 milioni resi disponibili dalle Regioni stesse. Il completamento del monitoraggio dell’uso delle risorse finanziarie è propedeutico ai prossimi trasferimenti di ulteriori fondi statali alle Regioni, previsti dallo stesso piano, pari a circa altri 31 milioni di euro: oltre 18 milioni destinati alle azioni territoriali (centri anti violenza e case rifugio) e 13 milioni a precise finalità previste dal piano (formazione, autonomia abitativa e lavorativa, sistemi informativi).

Tra le Regioni più virtuose spicca l’Emilia Romagna, in prima fila nel contrasto alla violenza contro le donne, cui spettano circa 1,3 milioni di euro. “Come Regione abbiamo diversi impegni su cui lavorare nella cabina di regia, della quale fanno parte anche Lazio, Lombardia e Veneto” ha spiegato l’assessore regionale alle Pari opportunità, Emma Petitti. “In particolare il nostro impegno non è solo per il contrasto ma anche per la prevenzione e la diffusione della cultura del rispetto, attraverso un lavoro sul linguaggio e una campagna di comunicazione contro gli stereotipi. Resta fondamentale il nostro lavoro di ricerca di nuovi fondi europei”.