Lavoro, stanziati 163 milioni per ammortizzatori sociali

Con un decreto interministeriale sono stati assegnati fondi a 12 Regioni per il finanziamento di cassa integrazione e mobilità in deroga

Ammontano a quasi 163 milioni di euro le risorse assegnate a 12 Regioni per l’erogazione dei trattamenti di cassa integrazione e mobilità in deroga. Il decreto – firmato dai ministri del Lavoro e delle Politiche Sociali, Giuliano Poletti, e dell’Economia e delle Finanze, Pier Carlo Padoan – assegna per la precisione 162.828.217 euro alle Regioni Basilicata, Calabria, Campania, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Marche, Molise, Puglia, Toscana, Umbria e Veneto per il finanziamento degli ammortizzatori sociali in deroga, con riferimento alle competenze relative all’anno 2016.

Il tema degli ammortizzatori sociali in deroga rappresenta da sempre uno degli ambiti di lavoro su cui gli enti locali sono impegnati, a partire dall’accordo sottoscritto in Conferenza Stato-Regioni nel febbraio del 2009, nel tentativo di contrastare la crisi economica che ha investito il nostro Paese con evidenti ricadute occupazionali. Se è vero che gli ammortizzatori sociali non rientrano nelle competenze istituzionali ed amministrative delle Regioni, va detto però che queste hanno esercitato le competenze amministrative per delega, provvedendo ad effettuare le autorizzazioni e procedendo, attraverso la sottoscrizione di accordi regionali con le parti sociali, all’individuazione di beneficiari, settori e procedure, in coerenza con le specificità del mercato del lavoro territoriale. Ricordiamo che si tratta di un sistema di tutele creato per i lavoratori non rientranti negli strumenti di sostegno ordinari e che riguarda per la maggior parte le imprese al di sotto dei 15 dipendenti.

Nel decreto in questione è prevista anche una sorta di mini-riserva: le Regioni possono infatti disporre la concessione dei trattamenti di integrazione salariale e di mobilità, anche in deroga ai criteri stabiliti nel decreto dell’agosto 2014, nella misura del 5 per cento delle risorse ad esse attribuite.

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