Scuola, tempi certi per pagamento supplenze

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Il ministro Giannini: “è svolta, ora tempi certi”. Dubbi della Flc-Cgil sulla copertura delle risorse: “vigileremo affinché alle parole seguano i fatti”

Il lavoro del supplente oltre ad essere precario è da sempre retribuito con attese bibliche. Da oggi però si cambia musica: è stato firmato il decreto del presidente del Consiglio dei ministri, di concerto con i ministri dell’Istruzione e dell’Economia, che prevede tempi certi per il pagamento delle supplenze brevi e saltuarie del personale scolastico.

“Finalmente diamo sicurezza sui pagamenti ai docenti e un sistema di regole definito alle scuole – ha commentato il ministro Stefania Giannini, che di recente ha presentato il Piano Triennale Università –. Si tratta di una vera e propria svolta che eviterà che si ripeta di nuovo quanto accaduto troppe volte in passato, e cioè che chi lavora con contratti a termine nelle nostre scuole, solo perché supplente, riceva con ritardo quanto gli è dovuto”.

“Con questo decreto abbiamo dato ascolto alle esigenze degli insegnanti – ha aggiunto il sottosegretario Davide Faraone –. Abbiamo ribadito che non facciamo in alcun modo distinzioni tra insegnanti di serie A o di serie B. Ancora una volta, stiamo dando alle scuole un segnale di riconoscimento dell’importanza della professionalità di ogni insegnante”.

A quanto pare finora non esisteva una scadenza limite per il pagamento dei supplenti. Con le nuove regole, invece, scatta l’obbligo di pagamento degli stipendi entro al massimo 30 giorni dalla fine del mese in cui si è svolto il servizio. Facciamo un esempio pratico: se un insegnante ha fatto 15 giorni di supplenza nel mese di ottobre dovrà attendere al massimo fino alla fine di novembre per vedere accreditata la propria retribuzione. La procedura avrà tempi scanditi per ciascun passaggio. Non solo, è anche previsto il monitoraggio dell’efficacia del nuovo sistema.

Eppure la Flc-Cgil ha espresso dubbi riguardo le coperture del provvedimento: “è bene aspettare i fatti per verificare questa procedura che, pur dovendo essere ordinaria, viene fatta passare per straordinaria – fanno sapere dalla segreteria -. Perché una delle cause dei ritardati pagamenti è stata sempre l’errata previsione, da parte del governo, dell’ammontare finanziario necessario alle supplenze. Vogliamo sperare che il Miur e il Mef, magari pensando che il ricorso all’organico potenziato riduca la necessità delle supplenze, non abbiano fatto anche per quest’anno lo stesso errore degli anni passati, di aver cioè stanziato risorse inadeguate. La Flc-Cgil, che si è battuta da anni per questo risultato, vigilerà come sempre perché alle parole seguano i fatti”.

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