Convegno di Donna in Affari sul Fondo Futuro

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Illustrazione del primo bando della Regione Lazio per fondi europei a lavoratori autonomi e professionisti

Con l’entrata in vigore della Legge regionale n. 12 del 10 Agosto 2016, il Consiglio Regionale del Lazio ha attuato quell’equiparazione del lavoro autonomo alle micro e piccole e medie imprese che rappresenta un traguardo nel riconoscimento del valore delle libere professioni all’interno dei territori. La Legge infatti, in materia di “Disposizioni per la semplificazione, la competitività e lo sviluppo della Regione”, all’art. 15 terzo comma prevede che «tutte le disposizioni contenute nelle vigenti leggi regionali che prevedono la concessione di contributi, benefici o utilità comunque denominati, finanziati con risorse regionali e fondi europei e finalizzate allo sviluppo delle micro, piccole e medie imprese si intendono estese anche ai lavoratori autonomi titolari di partita Iva, anche in associazione tra loro, di cui al libro quinto, titolo III, del codice civile».
Nel DdL sul lavoro autonomo in discussione in Parlamento il medesimo provvedimento, che nella Legge Regionale si riferisce alla programmazione dei fondi europei nel settennio 2014-2020, è ripreso per estenderlo universalmente a tutte le programmazioni future.

In questo scenario si colloca il primo passo concreto che la Regione Lazio ha fatto verso i lavoratori autonomi, con l’istituzione del bando Fondo Futuro, dedicato a tutte le PMI e ai titolari di partita IVA considerati non bancabili. Soggetti quindi che non abbiano accesso a finanziamenti bancari e prestiti, a causa di condizioni economiche sfavorevoli. Sono considerati soggetti non bancabili – e possono di conseguenza accedere ai finanziamenti – anche quelli che non hanno ancora avviato un’attività o che lo hanno fatto da non più di due anni.
I fondi, quantificati in 35 milioni di euro, provengono dalla programmazione 2007-2014, finalizzati alla realizzazione di progetti di autoimpiego, avvio di nuove imprese, nuove attività promosse da imprese già esistenti.
Il bando scadrà per la presentazione delle domande il 14 Ottobre 2016, salvo proroghe. Se i finanziamenti non verranno utilizzati, i milioni di euro non utilizzati dovranno essere restituiti all’Europa ed andranno persi, con conseguenze negative anche per il futuro poiché la norma stabilisce di non fornire nuove risorse alla stessa regione quando quelle precedenti non sono state sfruttate.

L’evento organizzato da Donna in Affari

Per facilitare la comprensione tecnica del bando e chiarire le modalità di accesso, Donna In Affari ha organizzato un convegno divulgativo su Fondo Futuro, nella sede romana del Cnog (Consiglio nazionale dell’Ordine dei Giornalisti).
All’iniziativa, gratuita e aperta a tutti i cittadini interessati, hanno partecipato come relatori Andrea Dili, Presidente Conf Professioni (Confederazione Italiana Libere Professioni), Benedetto Di Iacovo Coordinatore nazionale di CONF.I.A.L (Confederazione Italiana Autonoma Lavoratori), Sabrina Fattori Commercialista e revisore contabile titolare dell’omonimo studio, Danilo Bracaglia, Direttore commerciale di Fidimpresa Lazio, che è anche il principale soggetto erogatore accreditato (colui che valuta le proposte, compie le verifiche e di fatto eroga le somme per conto della Regione) alla Regione Lazio per Fondo Futuro. A coordinare gli interventi Daniela Molina, Direttrice Responsabile di Donna in Affari.

Il bando, come ha sottolineato Andrea Dili, rappresenta l’applicazione di un principio non discriminatorio nella sua accessibilità a tutti i liberi professionisti , senza distinzione tra ordinisti e non ordinisti, che si presentino in forma societaria o come singoli. L’equiparazione dei liberi professionisti con le PMI, per quanto possa creare concorrenza nella fruizione dei fondi, come tiene a precisare Di Iacovo, di fatto è la traduzione di direttive europee che ci troviamo anche in ritardo ad ottemperare e la Regione Lazio è la prima ad essersi organizzata in tal senso senza porre criteri di esclusione.
Il finanziamento erogabile è un prestito e ciò costituisce il rischio che l’imprenditore o la PMI devono assumersi. Il tasso di interesse è all’1% e l’inizio della restituzione è a partire da un anno dopo l’erogazione. Per ogni progetto si ha diritto ad un minimo di 5.000 euro fino ad un massimo di 25.000 euro ed il progetto deve essere realizzato entro 12 mesi dall’ottenimento del prestito stesso. L’idea alla base pertanto deve essere strutturata, con una previsione realizzabile di costi e di profitto.

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Il Business Plan

Sabrina fattori ha spiegato il contenuto del bando, con particolare attenzione proprio a quella che è la preparazione del progetto: il business plan. Questo è il documento programmatico e di controllo dell’idea imprenditoriale che deve riportare le caratteristiche, le finalità e le aspettative di sviluppo ed economiche in modo da essere valutabile dai soggetti che erogheranno il contribuito.
Nella progettazione occorre tenere conto di quali siano le spese ammissibili, non ammissibili e i limiti di spesa previsti dal bando.
Spese ammissibili sono quelle relative alla costituzione, per quelle imprese non ancora formate alla data di presentazione della domanda, al funzionamento (canoni di locazione, consulenze, software, personale, corsi di formazione), agli investimenti necessari (ristrutturazione locali, brevetti, ricerca e sviluppo, sito web, sostenibilità).
Nei limiti di spesa rientrano le voci relative al funzionamento: canoni di locazione per massimo 6 mesi, consulenze fino al 20% della somma erogata, stipendio di dipendenti e soci (per esempio di cooperative di professionisti) fino a 6 mensilità con un massimo del 50% delle spese totali.
Le spese non ammissibili sono tutte quelle che vengono sostenute precedentemente ai 12 mesi in cui il progetto deve essere realizzato. L’unica deroga alle spese pregresse è quella sulla consulenza per la redazione del business plan che è ammissibile fino a € 300,00.
Importante mettere in evidenza che non sono accettabili domande per consolidamento di debiti (ovvero usare i soldi di questo finanziamento per coprire altri finanziamenti) e per passaggi di attività ma solo per attività nuove (non si possono considerare progetti nuovi quelli che prevedono l’acquisto di un’attività già esistente).

Elementi pratici per richiedere il finanziamento

A Danilo Bracaglia, direttore di Fidimpresa Lazio, il principale soggetto erogatore accreditato, il compito di chiarire le modalità di accesso al prestito.
La preclusione di Fondo Futuro ai soggetti bancabili (quindi tutti coloro che hanno possibilità di ottenere un finanziamento dagli istituti di credito) e alle grandi imprese a partire dalle Srl (come imprese sono ammesse infatti solo ditte individuali, Snc, Sas e Società Cooperative), è una mossa a beneficio di quelle categorie svantaggiate che hanno un’idea ma non i mezzi per realizzarla. È bene chiarire però che per l’accesso al fondo permane la necessità di non avere protesti, non essere quindi registrati come cattivi pagatori.
La non bancabilità viene verificata direttamente dal soggetto erogatore. Le imprese costituende sono considerate di default soggetti non bancabili.
Nella presentazione del bando sul sito www.lazioinnova.it sono elencate anche delle categorie prioritarie nell’accesso al fondo (come gli over 50), ma attualmente le priorità non hanno valenza in quanto le risorse sono pienamente disponibili per garantire a tutti uguale trattamento.
Per la domanda è necessario rivolgersi direttamente ad un soggetto erogatore accreditato.
Una volta presentata la domanda, l’apertura della partita Iva per le imprese costituende può essere rimandata fino alla conferma dell’accettazione, la quale arriva in un tempo di circa 30 giorni lavorativi.
All’accettazione della domanda, avviene l’erogazione della somma su un conto corrente vincolato (a costi zero). Di questa somma il 20% è utilizzabile immediatamente, l’80% è vincolato, ovvero si dà ordine di pagare direttamente le fatture al soggetto erogatore. La gestione delle somme diviene più semplice se divise in conti separati dedicati, di cui uno è utilizzato per la somma vincolata e l’altro è il conto ordinario per l’importo movimentabile, dal momento che sul conto vincolato il professionista non può agire direttamente né avere carte di credito o blocchetti di assegni mentre sul conto ordinario si può far tutto normalmente.
L’idoneità a Fondo Futuro non preclude la partecipazione ad altri bandi purché per spese diverse.
La restituzione del prestito è esente da rivalsa sugli eredi in caso di decesso del beneficiario.

Questo strumento a disposizione è l’inizio di una politica di attenzione ai lavoratori autonomi, con la prospettiva di proseguire con un bando simile per soggetti bancabili e senza dimenticare il lavoro parallelo sulla parte legislativa, per arrivare alla costituzione di norme che stabiliscano anche per i liberi professionisti ammortizzatori sociali, previdenza ed equo compenso.