Iniziativa PMI: finanziamenti europei per il Mezzogiorno

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Il 17 ottobre al MISE è stata presentata “Iniziativa PMI”, che mette a disposizione delle micro e PMI italiane, e in particolare quelle del Sud e delle Isole, oltre 200 milioni di euro in finanziamenti agevolati

“Iniziativa PMI” (SME initiative), prevista dal regolamento europeo 1303/2013, è finalizzata a espandere il volume di finanziamenti concessi alle PMI dell’Unione Europea.

Si tratta di un’iniziativa congiunta della Commissione Europea e della BEI (Banca Europea degli Investimenti) alla quale gli Stati possono aderire volontariamente decidendo di destinare una quota delle loro risorse loro spettanti dei FESR/FEASR (rispettivamente Fondo europeo di sviluppo regionale e Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale) facendole confluire in un PONd, un Programma Operativo Nazionale dedicato gestito dal FEI (Fondo europeo per gli investimenti).

Al di là delle sigle che possono risultare complicate per le persone cui sono destinate le risorse economiche, ovvero le persone titolari di micro e piccole e medie imprese, basta chiarire che si tratta di un programma di accesso al credito.

L’Italia ha aderito, tramite il Ministero dello Sviluppo Economico, a tale programma previsto dalla programmazione 2014-2020 dell’UE. La grande novità è che per liberare denaro da prestare alle piccole imprese utilizza lo strumento della cartolarizzazione (la cessione di crediti già esistenti). Quindi i soggetti che erogheranno i prestiti alle PMI potranno avere a disposizione i capitali da concedere alle aziende e in particolare a quelle del Mezzogiorno (Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia), cui è destinato per la maggioranza lo strumento.
L’Italia è il primo tra gli Stati membri ad aver optato per questa soluzione finanziaria destinando a tale scopo 102,5 milioni di euro dal FESR e 100 milioni dal Fondo sviluppo e coesione.
Quello della cartolarizzazione è uno strumento finanziario innovativo che – come hanno affermato i relatori durante la presentazione – nel nostro Paese è ancora poco sviluppato pur avendo tutte le caratteristiche per avere successo.

A illustrare Iniziativa PMI nel dettaglio è stato Carlo Sappino, direttore generale per gli Incentivi alle imprese del MISE. “Obiettivo dell’iniziativa” ha spiegato “è l’espansione dei finanziamenti alle PMI utilizzando i fondi strutturali europei. Si tratta di un’iniziativa congiunta Commissione Europea e BEI cui gli Stati membri hanno facoltà (non obbligo) di aderire anche con fondi propri. L’Italia ha aderito con 100 milioni di euro (da aggiungere ai 102,5 milioni già resi disponibili dal FESR) presi dal Fondo sviluppo e coesione. Ulteriori risorse, pari a 4 milioni di euro, provengono dal COSME (il programma per la competitività delle PMI) e ci si aspetta che altre ne arrivino prossimamente, forse dalle Regioni”.

I finanziamenti verranno erogati in ambito territoriale e l’Italia ha scelto il sistema della cartolarizzazione (cessione di crediti non negoziabili) perché ha la caratteristica di non necessitare di garanzie e questo è ciò che più si rende utile per i finanziamenti delle PMI del Mezzogiorno e non solo. Si tratterà di finanziamenti a tasso agevolato che verranno offerti direttamente dal sistema bancario, da quello assicurativo, dai confidi, dagli istituti previdenziali, ovvero da tutti i soggetti intermediari che aderiranno all’iniziativa stessa. La call per la ricerca dei soggetti intermediari è stata aperta proprio il 17 ottobre e quindi entro un breve periodo di tempo le micro e PMI sapranno a chi rivolgersi per chiedere i prestiti a tasso agevolato e senza garanzie. Ricordiamo che già da tempo in Europa i professionisti e i lavoratori autonomi titolari di partita IVA sono equiparati alle PMI e di conseguenza questa iniziativa riguarda anch’essi. Non occorre alcun riferimento legislativo regionale poiché l’accesso ai fondi è diretto (o meglio mediato esclusivamente dai soggetti intermediari che presenteranno una dichiarazione di interessi nei prossimi giorni).

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Le risorse messe a disposizione grazie alle operazioni di cartolarizzazione dovranno essere utilizzate prevalentemente nel Mezzogiorno (almeno il 50%) e per l’80% da PMI. Vi sarà inoltre un meccanismo di premialità per quelle proposte che abbiano quote di finanziamento garantite dai Confidi. Il programma, in regime di aiuto de minimis, andrà avanti per 3 anni e l’erogazione avrà un effetto leva pari a 6, ovvero permetterà di sviluppare risorse per 6 volte la cifra erogata.

Grazie al sistema della cartolarizzazione – aggiunge Sappino – si liberano capitali che le banche dovranno dare alle PMI e visto che ci sono 205 milioni di euro con un effetto moltiplicatore pari a 6, l’aspettativa è che si sviluppino risorse per 1,2 miliardi di euro entro 3 anni.

Dario Scannapieco, vicepresidente BEI (Banca europea degli investimenti) e Presidente CdA FEI (Fondo europeo per gli investimenti), ha chiarito che si tratta di un’iniziativa anticrisi che riattiva l’uso dei fondi strutturali e rappresenta una sinergia tra risorse pubbliche, comunitarie e del Gruppo BEI. Con la sua adesione, l’Italia è il primo Paese ad aver optato per il sistema della cartolarizzazione dei portafogli esistenti ed è per questo che il FEI è stato chiamato in causa, essendo esperto proprio in operazioni di cartolarizzazione.

Secondo i calcoli basati sui dati storici si potrebbero finanziare tra le 4 e le 5.000 piccole e medie imprese del Mezzogiorno italiano. Ciò permetterà un rilancio degli investimenti, che in Italia hanno un trend calante da diversi anni – solo nel 2015 c’è stata una inversione di tendenza. E sono soprattutto le micro, piccole e medie imprese ad aver bisogno di capitali da investire, considerando che sono quelle che soffrono di più per la mancata erogazione di prestiti da parte delle banche. Quindi beneficeranno maggiormente dell’iniziativa le imprese più piccole e con connotazione domestica (locale, all’interno della nazione) e sarà su queste con ogni probabilità che l’operazione avrà il maggior impatto, con una conseguente maggior crescita della produttività”.

Ci si è focalizzati sulle PMI perché in Italia rappresentano il 99% delle imprese private e sono notevolmente più piccole rispetto alle altre imprese europee. Inoltre, esse impiegano l’80% delle risorse umane occupate nel settore privato. Ciò significa che questa iniziativa non avrà un impatto solo sulla produttività delle imprese ma anche sulla crescita occupazionale. “Iniziativa PMI” ha dunque anche lo scopo di supportare l’occupazione nel Mezzogiorno.
Scannapieco aggiunge che l’iniziativa serve a fornire prodotti di garanzia perché il sistema bancario italiano ha problemi di assunzione del rischio ed è per questo che hanno deciso di affiancarlo. E lo affiancano anche con sistemi di finanziamento alternativo, come il crowdfounding, l’aiuto dei business angels (investitori privati) e altre formule.

All’evento di lancio dell’iniziativa hanno partecipato, oltre a Pier Luigi Gilibert (AD FEI, di cui abbiamo registrato uno stralcio dell’intervento in video), anche Rudolf Niessler, DG REGIO per i programmi dei Paesi dell’Europa meridionale, e Ciprian Cristea, Capo unità DG GROW con responsabilità sugli strumenti finanziari del programma COSME. Infatti, l’Iniziativa PMI è uno strumento finanziario previsto proprio dai Fondi SIE (Fondi Strutturali e di Investimento Europei) che permette di combinare i fondi gestiti a livello nazionale (o regionale) con risorse del programma europeo COSME (Programme for the Competitiveness of Enterprises and Small and Medium-sized Enterprises) e, come già visto, risorse del Gruppo BEI.

I due relatori hanno presentato le opportunità offerte alle PMI grazie alle risorse messe a disposizione da questi programmi e fondi. Parlando della destinazione di tali risorse, i relatori hanno posto in evidenza le condizioni molto favorevoli di restituzione del prestito e la flessibilità degli strumenti per coprire i rischi di investimento. Nelle politiche europee dirette alle PMI – ha spiegato Ciprea – rientra anche il programma COSME, che supporta la nascita e la crescita delle piccole e medie imprese tramite gli investimenti che devono essere fatti anche allo scopo di far aumentare l’occupazione in Europa. Tra i punti del programma ci sono anche la digitalizzazione e l’internazionalizzazione che supportano le strategie delle aziende nei singoli mercati nazionali. All’interno del pacchetto di misure adottate per l’internazionalizzazione c’è anche l’Erasmus per le imprese. Grazie all’uso delle risorse messe in campo dall’UE per implementare le strategie di investimento delle aziende degli Stati membri solo in Italia sono state supportate oltre 16.000 PMI, con un impatto positivo su tutto il sistema, dunque anche per gli stakeholders. Le iniziative in Italia hanno già offerto molte opportunità alle PMI e con questo nuovo strumento – che aumenterà il numero delle garanzie disponibili – la platea si allargherà sempre più.

Il funzionamento della cartolarizzazione in questo senso non è complicato e non compete alle imprese che utilizzeranno il denaro conoscerne i dettagli ma per nostro zelo lo scriviamo: le banche (o gli altri soggetti sopracitati che erogheranno i prestiti alle PMI) potranno passare i propri crediti a una società creata ad hoc, una società veicolo (SPV – Special purpose vehicle) che si finanzierà tramite l’emissione di obbligazioni (ABS, asset backed securities) che verranno sottoscritte direttamente da BEI e FEI.
In questo modo i soggetti erogatori avranno in cambio i contanti che prima erano solo credito (dunque denaro “virtuale” o “carta”). In questo modo è lo Stato ad assumersi il rischio delle prime perdite di un portafoglio esistente (quindi dei crediti). Ma l’effetto è moltiplicatore per il Mezzogiorno per un motivo: le banche coinvolte dovranno impegnarsi a concedere nuovi prestiti alle PMI del Mezzogiorno (quando si parla di PMI vengono incluse sempre anche le micro imprese) per un importo pari a un multiplo di 6 delle risorse rese disponibili con la cessione dei loro crediti. Quindi da 200 e passa milioni si arriva a circa 1,2 miliardi di euro che dovranno concedere.

Il Ministro Carlo Calenda ha così commentato l’iniziativa: “Nel panorama dell’economia italiana le piccole e medie imprese sono le più colpite dal credit crunch: per molte di esse l’accesso al credito è problematico da anni, specialmente per quelle del Mezzogiorno. Con l’iniziativa che annunciamo oggi, il governo si attiva per ovviare a queste difficoltà: mettiamo a disposizione 200 milioni di risorse per generare, grazie all’intervento del gruppo BEI, uno stock complessivo di 1,2 miliardi di euro di nuovo credito. È una cifra importante, che avrà effetti positivi per migliaia di Pmi del Sud e per le persone che vi lavorano”.

Corina Crețu, Commissaria per le Politiche regionali della Commissione dell’Unione europea, ha precisato: “La SME initiative annunciata oggi sosterrà start-up e piccole e medie imprese nel Sud Italia. Permetterà loro di accedere a quelle risorse finanziarie di cui hanno un elevato bisogno e aumenterà la competitività dell’economia regionale”.