Lavoro: retribuzioni ferme ad agosto, ai minimi dal 1982

10/11/2011 Roma, nella foto l'edificio che ospita l'Istituto Nazionale di Statistica

Secondo l’Istat sono 2,9 milioni i dipendenti pubblici in attesa di rinnovo del contratto. Tutto quello che c’è da sapere sulle retribuzioni

Il mercato del lavoro italiano registra l’ennesima battuta d’arresto. Lo certifica l’Istat nel suo bollettino mensile, dove si legge che ad agosto l’indice delle retribuzioni contrattuali orarie rimane invariato rispetto al mese precedente e aumenta dello 0,6 per cento rispetto ad agosto 2015, restando al ritmo più basso registrato dall’inizio delle serie storiche, nel 1982.

Complessivamente, nei primi otto mesi del 2016 la retribuzione oraria media è cresciuta dello 0,7 per cento rispetto allo stesso periodo del 2015. Tra i macrosettori, le retribuzioni contrattuali orarie registrano un incremento tendenziale dello 0,8 per cento per i dipendenti del settore privato (0,4 per cento nell’industria e 1,2 per cento nei servizi privati) e una variazione nulla per quelli della pubblica amministrazione, a causa del blocco della contrattazione.

I settori che presentano gli incrementi tendenziali maggiori sono: tessili, abbigliamento e lavorazione pelli (3,1 per cento); commercio (2,0 per cento); trasporti, servizi postali e attività connesse (1,9 per cento). Si registrano variazioni nulle nei settori dell’agricoltura; del legno, carta e stampa; della metalmeccanica; dei servizi di informazione e comunicazione; delle telecomunicazioni e in tutti i comparti della pubblica amministrazione. Inoltre, si registra una variazione negativa dello 0,5 per cento nel settore dell’acqua e servizi di smaltimento rifiuti.

Calma piatta anche sul fronte rinnovi contrattuali. Nel mese di agosto la quota di dipendenti in attesa è pari al 68,2 per cento, invariata rispetto al mese precedente. I contratti scaduti sono 49, relativi a circa 8,8 milioni di dipendenti, di cui circa 2,9 milioni nel pubblico impiego, a causa del blocco della contrattazione. I mesi di attesa per i lavoratori con il contratto scaduto sono in media 39,2, in diminuzione rispetto allo stesso mese del 2015 (56,3); mentre l’attesa media calcolata sul totale dei dipendenti è di 26,7 mesi, in crescita rispetto a un anno prima (21,4).

Con riferimento al solo settore privato la quota dei dipendenti in attesa di rinnovo è pari al 58,9 per cento, invariata rispetto al mese precedente e in aumento rispetto ad agosto 2015 (19,9 per cento); i mesi di attesa per i dipendenti con il contratto scaduto sono 18,9, mentre l’attesa media è di 11,2 mesi considerando l’insieme dei dipendenti del settore.