Lavoro, il settore nautico a caccia di professionisti

Dal project manager all’ingegnere elettronico, ecco tutti i profili richiesti dal settore nautico

Il project manager, che deve unire le competenze tecniche e produttive con un forte orientamento al cliente; l’ingegnere elettronico, esperto nel sistema di bordo; il responsabile commerciale, con forti competenze tecniche ed elevata esperienza. Sono alcuni dei profili più richiesti nel settore nautico, un comparto che non conosce crisi.

Ma l’elenco dei professionisti non si ferma qui. Molto richiesto anche l’architetto di commessa, che affianchi il project manager, soprattutto in cantieri che producono barche fino ai 35 metri; mentre per i cantieri che producono barche dai 60 metri in sù la figura chiave risulta essere il project engineer, focalizzato sulla gestione dell’ufficio tecnico che si occupa di realizzare il progetto passando dalla fase di design all’industrializzazione e produzione.

Negli ultimi anni il mercato nautico globale ha riservato sempre più attenzione alle nuove tecnologie e allo sviluppo eco-compatibile, tendenze che hanno richiesto e richiederanno un continuo aggiornamento delle competenze e nuove figure professionali, soprattutto nell’area della ricerca e sviluppo.

A differenza di altri comparti, il settore mostra segnali di ripresa4. Dati alla mano, nel 2015 il fatturato globale si è attestato a 2,9 miliardi di euro, in crescita del +17,1 per cento rispetto al 2014. Non solo, per quest’anno si attende una crescita attorno al 7,5 per cento. “Dopo anni di depressione del mercato nautico domestico – commenta Carlo Caporale, amministratore delegato di Wyser Italia, società internazionale di Gi Group specializzata nella ricerca e selezione di middle e senior management specializzato –, stiamo finalmente registrando segnali di ripresa.

Molte aziende si stanno riposizionando e i cantieri si muovono anche in termini di riorganizzazione interna per disegnare nuovi processi e affrontare al meglio le sfide del nuovo mercato. In questo scenario è evidente l’esigenza di reperire manager, direttori generali e amministratori che siano in grado di pianificare strategicamente le attività al fine di far crescere le aziende, uscendo da una visione troppo spesso conservativa del settore”.