Lotta al femminicidio, bando in Emilia Romagna da 1 milione di euro

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La Regione Emilia Romagna dice “no” alle discriminazioni di genere, al femminicidio e alla violenza contro le donne. Per contrastare questi fenomeni stanzia 1 milione di euro in favore di enti locali, associazioni, mondo del volontariato che intendano proporre progetti sul tema

La Regione Emilia-Romagna ha stanziato un milione per progetti di diffusione delle pari opportunità e per il contrasto alle discriminazioni e alla violenza di genere. Il bando rientra nelle azioni previste dalla legge regionale 6/2014 e del “piano regionale contro la violenza di genere” e mette a disposizione risorse per sostenere e valorizzare l’attività degli enti locali e del mondo dell’associazionismo e del volontariato dell’Emilia-Romagna impegnati sul tema.

In particolare la Regione Emilia Romagna andrà a sostenere progetti e iniziative che nel territorio regionale promuovano la diffusione di una cultura della parità e il contrasto agli stereotipi di genere, ma anche che riescano a contrastare e prevenire fenomeni di violenza contro le donne

Tra le azioni che saranno finanziate, in base ai progetti presentati da enti locali e associazioni di volontariato, la tutela delle donne vittime di violenza, l’ospitalità in emergenza per donne vittime di violenza, attività di formazione per operatori, il rispetto delle pari opportunità.

I progetti proposti dai soggetti beneficiari del presente Bando dovranno avere carattere biennale ed essere avviati già a partire dal 2016 e concludersi entro e non oltre il 31/12/2017. Per questa prima fase di attività, il bando mette a disposizione 1 milione di euro.

“E’ un passaggio importante, fortemente voluto e condiviso strettamente con il territorio” ha detto l’assessore regionale alle Pari Opportunità, Emma Petitti (in foto) “perché non vogliamo tollerare episodi di violenza alle donne e perché crediamo che
questi fenomeni non siano un fatto privato. Con questo bando interveniamo in modo concreto, con risorse regionali, per rafforzare le politiche regionali di contrasto alle
discriminazioni di genere e alla violenza sulle donne e per rilanciare i temi della prevenzione”.

(A.F.)