Religion Today Filmfestival: religione e parità di genere

Dal 7 al 17 ottobre 2016 si terrà la 19esima edizione di Religion Today Filmfestival, il festival dedicato al dialogo tra cinema e religioni per una cultura di pace

Questa nuova edizione, in programma a Trento e in altre località del Trentino Alto Adige, porta il titolo “C’eravamo tanto amati. Religioni e relazioni di genere”. Un titolo particolare per un’edizione particolare. Già, perché per questa 19esima edizione è stato scelto un tema centrale di forte attualità e importanza: la parità di genere nell’ambito delle religioni. Da sempre il Festival ha a cuore la tematica femminile, ma quest’anno la pone in primo piano.

Storicamente la figura femminile ha avuto un ruolo in ombra nelle società civili. Un tempo la donna non poteva lavorare, non poteva votare. Il suo ruolo era quello di madre e moglie, i cui unici obiettivi dovevano essere la cura della casa e della propria famiglia. Non esisteva possibilità di affermazione personale – tantomeno professionale – né di istruzione e di coltivazione di interessi personali.

Questa era l’ideologia vigente e non era percepita come una visione anomala. Durante il secolo scorso sono stati tanti i progressi fatti grazie alle aspre lotte intraprese dalle donne (a volte anche a costo della vita) e, per fortuna, oggi la situazione è molto diversa. Ma sono progressi che non devono rappresentare un punto di arrivo, bensì un punto di partenza, perché ci sono ancora tanti aspetti su cui intervenire. Ancora oggi nel mondo del lavoro la donna non gode degli stessi privilegi dell’uomo, sia da un punto di vista economico che prettamente sociale e professionale. Sono noti i rischi che conseguono dalla possibilità di maternità per le donne. Insomma, non è una passeggiata. E questa disparità non è visibile soltanto nel contesto di lavoro, ma anche nei numerosi stereotipi – alcuni evidenti, altri più sottili – che contraddistinguono la nostra società civile.

Allo stesso modo le religioni millenarie del mondo vedono la figura dell’uomo come predominante. Preconcetti che non possono far altro che riflettersi, consapevolmente o meno, nell’ideologia e negli atteggiamenti della società civile. Ma queste ideologie ben radicate nei secoli – persino nei millenni – possono anch’esse essere sfiorate dal cambiamento? Perché ciò non potrebbe avvenire anche nelle religioni, promotrici di stili di vita, cultura e tradizioni? Questi sono gli interrogativi sui quali Religion Today Filmfestival vuole indagare.
E il Festival si è messo a disposizione in tal senso, aprendo le porte del concorso cinematografico a film, documentari e cortometraggi sulla tematica della parità di genere nelle religioni. Le iscrizioni sono state ben 270, di cui 53 film selezionati e ora in concorso, provenienti da 26 Paesi diversi.

L’indagine accompagnerà il Festival giorno per giorno: infatti è previsto un appuntamento quotidiano alle 17.30 dedicato alla narrazione del femminile e del maschile in un mondo diviso tra tradizione e cambiamento.
In particolare, nella serata di giovedì 13 ottobre si indagherà specificatamente sul binomio donne e istituzioni, con il tema dell’accesso allo spazio pubblico. Verrà infatti proiettato il documentario Measures of merit, che segue la recente campagna elettorale di Ruth Colian, prima donna ebrea ultraortodossa a candidarsi per il parlamento israeliano. A seguire verrà proiettato il film Radical Grace, girato nel 2012, che racconta la realtà di tre suore americane mal viste dal Vaticano per l’attenzione che ponevano ai temi femministi con una campagna organizzata per cambiare la politica americana e la stessa Chiesa Cattolica. Anche se ostacolate, le suore vanno avanti per un senso di giustizia sociale. E, anche se censurate, ricevono il sostegno della popolazione. Rappresentavano, infatti, il volto più umano della Chiesa Cattolica, grazie al loro lavoro in strada.
A tal proposito, Religion Today Filmfestival ha coinvolto soggetti differenti, tra i quali risulta fondamentale il rapporto instaurato con l’Assessorato alle Pari Opportunità, la Consigliera di Parità della Provincia Autonoma di Trento e con la Commissione provinciale Pari Opportunità.

Fanno parte della giuria internazionale Aruna Vasudev, fondatrice del Network for the Promotion of Asian Cinema (NETPAC) e madre del cinema asiatico; Sahraa Karimi, unica donna afgana ad aver conseguito un dottorato nel settore del cinema; Arnaldo Casali, direttore artistico di “Popoli e Religioni – Terni Film Festival”; Catherine McGilvray, autrice e regista sensibile ai temi delle religioni e del dialogo; infine Oren Tirosh, regista e docente di regia documentaria a Tel Aviv.

Verranno assegnati quattro premi principali (“Nello spirito della Fede”, miglior film a soggetto, miglior documentario e miglior cortometraggio) ai quali si aggiungerà il conferimento del premio della giura SIGNIS (World Catholic Assocition for Communication), presieduta da Magali Van Reeth, responsabile del SIGNIS Cinema Desk, e delle giurie speciali espresse da enti e partner del Festival sui temi della pace, delle migrazioni e del rapporto tra religioni e società.

Commenta Sara Ferrari, Assessora all’università e ricerca, politiche giovanili, pari opportunità, cooperazione allo sviluppo: “Questo non è un Festival per donne o credenti. Affronta un tema attuale, politicamente strutturato e manipolato. Si parte da un tema importante che poi diviene oggetto di strumentalizzazione politica, utilizzando la religione. È un tema molto discusso ma con poca preparazione.”
Prosegue l’assessora Ferrari: “l’obiettivo del Religion Today Filmfestival è il dialogo religioso, tra le popolazioni. La religione è fondamento di cultura, abitudini, tradizioni e condiziona la possibilità di dialogo. Con il mio lavoro ho avuto una grande risposta, ho percepito una voglia di cambiamento. Non ci si nasconde più dietro stereotipi o destini voluti dalla tradizione. L’argomento non è più ignorabile. Esiste oggi un nuovo modo di dialogare”.