Salute femminile: menopausa e dintorni

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Come affrontare la mezza età e l’avvicinamento della menopausa? I pareri scientifici di chi collabora al progetto You Donna

12 milioni di donne italiane sono interessate dal periodo della menopausa. E lo sono proprio nel momento in cui la loro carriera ha bisogno del massimo impegno. Che siano imprenditrici, dirigenti, professioniste o casalinghe, questo è il periodo della vita in cui da loro ci si aspetta il massimo.

Ma quali reazioni hanno quando sentono avvicinarsi la fine del loro periodo riproduttivo? Quando alcuni sintomi si fanno sentire e causano loro disagi e insicurezze? In un incontro presso il centro di medicina e benessere Rigenesi organizzato dal comitato scientifico di You Donna, l’associazione medico-scientifica presieduta dalla dott.ssa Michela Perrotta, si è parlato di come gestire il cambiamento della menopausa. Un cambiamento che avviene in un tempo ristretto, che supera la capacità di adattamento di una persona e per questo provoca uno stress psico-fisico.

Per affrontare la situazione con calma, innanzitutto bisogna capire quali sono i primi segnali di questo cambiamento. Il dott. Stefano Lello, ginecologo del Dipartimento Salute Donna e Bambino del Policlinico Gemelli di Roma, ci spiega che il primo segno sono le perdite ematiche tra un ciclo e l’altro, perché indicano un’ovulazione insufficiente. Anche le irregolarità delle mestruazioni in termini di quantità di sangue e di ritmo temporale sono un chiaro segnale di avvicinamento alla menopausa.
Il comportamento da tenere in questi casi è controllare subito i livelli ormonali e la tiroide. Poi controllare i livelli di vitamina D. Dopo di che iniziare a modificare il ritmo dei controlli ginecologici: fare un paptest e l’ecografia vaginale una volta l’anno.

Attenzione ai falsi miti

In menopausa si hanno le vampate. Macché! Non è vero. Non si devono avere aumenti di temperatura e sudorazioni in menopausa. E se li si hanno, vuol dire che si ha un problema di salute. La vampata infatti è un indicatore di possibili complicanze a lungo termine e porta a malattie cardiovascolari perché si tratta di un’improvvisa vasodilatazione seguita da una vasocostrizione che dura fino a 30 minuti. Non è un sintomo innocente dunque, bensì uno stress arterioso che ha delle conseguenze gravi. Si può intervenire con una terapia ormonale per migliorare questa situazione.

Altro falso mito è quello del bisogno di ormoni. Non è detto. Solo a chi soffre di vampate o ha una specifica carenza è indicata una cura ormonale. E le terapie ormonali comunque non aumentano il rischio di cancro alla mammella. C’è un altro motivo per la terapia ormonale, ovviamente. Quando l’eventuale insufficienza ormonale causata dalla menopausa (in particolare la carenza di estrogeni) provoca la cosiddetta secchezza vaginale che fa abbassare il desiderio sessuale nelle donne poiché elimina la libido, ovvero la capacita di raggiungere l’orgasmo. In termini medici stiamo parlando di atrofia vaginale, corrispondente all’impotenza maschile. Oggi la si cura associando alla terapia ormonale il trattamento al laser, efficace solo se abbinato al trattamento ormonale.

Non è una faccenda da prendere sottogamba, quella della secchezza vaginale, e non bisogna vergognarsi di portarne a conoscenza il proprio medico perché se non si corre ai ripari potrebbe causare vaginiti ricorrenti, incontinenza e prolasso uterino. La terapia ormonale pone un arresto a tutto ciò, infatti ricambia il ph che non è più acido a causa della mancanza di estrogeni.

Invecchiamento cutaneo e modifica della struttura anche ossea del volto

La mancanza di estrogeni causa un altro problema che fa capolino dopo la menopausa: l’invecchiamento della nostra pelle accompagnato da un rimodellamento osseo e la struttura – anche di tipo adiposo – del nostro volto si modifica. Come ci spiega la dott.ssa Rosanna Catizzone, Presidente dell’Accademia italiana di medicina estetica, si può verificare un appiattimento, possono apparire dei segni che scambiamo per rughe ma rughe non sono in quanto si tratta non di un segno dovuto al permanere di un’espressione, quindi legato alla mimica facciale, bensì di uno “scivolamento” dei tessuti.

Solitamente si verifica ai lati del naso e agli angoli della bocca. Sono quei due canaletti che ci ritroviamo un brutto giorno troppo accentuati perché sempre più profondi, delle crepe sul nostro viso che possiamo eliminare grazie alla medicina estetica, e in particolare con un trattamento a base di tossina botulinica. Certo, il nome fa un po’ paura e si pensa a quelle labbra sproporzionate a quei gonfiori e turgori del viso che vediamo in donne dall’aspetto raccapricciante ma – ci solleva la dott.ssa Catizzone – non è certo quello che fa la vera medicina estetica. Quella è la decisione di donne che non sanno più fermarsi, che derivano da una visione distorta sia di chi chiede quell’eccesso di trattamenti sia di chi, medico, acconsente e li pratica. “La medicina estetica vera e seria si discosta dagli eccessi” afferma con sicurezza Catizzone.

L’impatto psicologico

Il dott. Michele Procacci, psichiatra e psicoterapeuta membro del Direttivo della SITTC (Società italiana di terapia cognitivo-comportamentale) ci parla degli aspetti psicologici che devono affrontare le donne in menopausa, dovuti soprattutto al rifiuto perché ci si vede cambiare in peggio e alcune parti del corpo – proprio le più visibili – si modificano. Ma oltre a questo c’è il fatto che la percezione di sé stessi cambia e mina la propria sicurezza. Il ruolo sociale ne può risentire? ci si chiede.

Ad esempio una donna manager si chiede se continuerà ad essere all’altezza dei propri compiti, vivendo questo cambiamento con ansia, depressione e rifiuto.
Purtroppo la società odierna ci manda degli input ai quali è praticamente impossibile sottrarsi: c’è così l’adesione acritica a determinati modelli mediatici. E un altro feedback molto negativo ce lo danno proprio le persone di cui dovremmo maggiormente fidarci: le amiche, che possono essere – magari non volendo – così “cattive” da minare la fiducia in noi stesse. Tutto ciò in molti casi porta alla depressione, una patologia che non va sottovalutata.
E allora come reagire? La prima cosa – spiega il dott. Procacci – è quella di mediare un’immagine di sé con una socialmente accettabile. Ci vuole quindi autoironia, e dobbiamo vivere in un contesto sano e non di solitudine. È necessario dunque che i mariti siano vicini alle proprie mogli per sostenerle e che la famiglia e gli amici facciano sentire il proprio affetto e la propria immodificata stima nei confronti della donna che sta affrontando un cambiamento così delicato.

L’insonnia

Un sintomo parallelo è rappresentato dall’insonnia. Ce ne ha parlato il dott. Moroni, psicologo esperto in questo campo specifico, il quale ha spiegato che una componente scatenante dell’insonnia in menopausa potrebbe essere proprio quella delle vampate di calore, che impediscono alla donna di prendere sonno oppure la svegliano. Come abbiamo già detto si tratta di sintomi di una malattia e quindi non vanno presi alla leggera, ma sono perfettamente curabili.
Se però la motivazione dell’insonnia è quella della mancata accettazione del nuovo stato, si deve ricorrere a un centro di medicina del sonno.
Ricordando che più ci preoccupiamo per la mancanza di sonno ristoratore peggio è. Infatti molto dipende anche da come ci rapportiamo alla difficoltà di dormire: se ci si preoccupa molto delle conseguenze di non riuscire a farlo e si fa una valutazione catastrofica delle proprie prestazioni dell’indomani, l’insonnia persisterà. Stessa cosa se tentiamo di dormire a tutti i costi: se ci sforziamo di dormire – spiega il dott. Moroni – in realtà inibiamo il sonno.
E allora l’unico consiglio utile è di smettere di preoccuparsi e ridimensionare tutte le conseguenze che temiamo. In realtà la mancanza di una notte di sonno non ci ucciderà e non inibirà le nostre reazioni più di tanto quindi o ci alziamo e facciamo qualcosa di utile per non sprecare tempo, oppure restiamo a letto senza prendercela più di tanto, in modo che possiamo rilassarci e – magari all’improvviso e senza accorgercene – cadiamo addormentati.

La ginnastica

Il fisiatra presente all’incontro, chiamato in causa dalle domande delle donne presenti, spiega che per mantenere la propria forma fisica nell’età della pre e post menopausa, basta poco: non occorre l’ultimo ritrovato, l’ultimo tipo di ginnastica americana, bisogna solo fare attività fisica, ovvero movimento. E movimento significa anche semplicemente camminare. O, se si preferisce, ballare. L’attività deve essere aerobica e va praticata – aggiunge lo psicologico – la mattina poiché è provato che ciò mette di buon umore per tutta la giornata.

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Qualità di vita

Loredana Valentini, proprietaria della struttura che ha ospitato l’incontro, il centro medico polispecialistico, riabilitativo e idroterapico Rigenesi, ha realizzato proprio con il suo centro forse la dimostrazione di ciò che è stato detto durante l’incontro: l’approccio deve essere multidisciplinare. Il cambiamento della menopausa va affrontato sotto diversi aspetti. Per questo era presente anche Elvira Meola, makeup artist, che ha svelato i segreti del trucco in menopausa: “dobbiamo mettere in risalto il profilo emotivo perché quando si va in menopausa l’umore è altalenante e col trucco riusciamo a camuffarlo”.
L’approccio multidisciplinare mette al centro la persona partendo dagli aspetti dell’alimentazione (non sottovalutiamo la carenza di vitamina D e di calcio, che in questo periodo è essenziale poiché il rischio di osteoporosi è molto alto) e investendo man mano tutti gli altri aspetti come abbiamo visto. L’obiettivo è unico: raggiungere il benessere psico-fisico, puntare alla qualità della vita.

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Daniela Molina
Direttore di Donna in Affari.it