Terremoto: non tutti verranno rimborsati. Un articolo contro corrente a tutela della verità

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I danni subiti dai Comuni dell’Alto Maceratese sono esclusi. E non sappiamo se anche altri, pur avendo subito danni dal terremoto del 24 agosto, verranno esclusi e abbandonati a sé stessi. L’appello di 13 Sindaci

Acquacanina, Bolognola, Camerino, Castelsantangelo sul Nera, Fiastra, Fiordimonte, Montecavallo, Muccia, Pieve Torina, Pievebovigliana, Serravalle di Chienti, Ussita, Visso. Sono questi i Comuni colpiti dal terremoto del 24 agosto esclusi dal cratere sismico i cui Sindaci chiedono di non essere lasciati soli dopo che i loro territori, molto danneggiati, sono stati esclusi dal cratere sismico con il conseguente rischio di non accedere ad alcun finanziamento.

Si fa tanto parlare di denaro a centinaia di milioni di euro destinati a rimborsare le perdite degli abitanti e dei residenti dei luoghi colpiti dal terremoto ma evidentemente esistono diverse modalità di misura. Qualcuno è figlio di un dio minore.

Un intero territorio, costituito da piccoli paesi e borghi bellissimi, pieni di ricchezze ambientali e storico-artistiche, che vive di turismo e di “turismo di ritorno” (seconde case), verrà abbandonato a sé stesso, nascosto dal tanto bel parlare, dal bell’apparire, soprattutto da raccolte di denaro che vengono fatte per far bella figura, per mostrarsi buoni, magari sulla pelle degli altri, con i soldi degli altri.

La decisione politica di far finta di nulla, di non andare neppure a visitare quelle zone almeno per dare conforto ad abitanti e sfollati, significa condannare un intero territorio all’impoverimento materiale, oltre che morale perché intere famiglie dovranno recidere le proprie radici non potendo più tornare nelle proprie case lesionate a far vivere consuetudini e tradizioni amate.

Riportiamo di seguito l’appello dei sindaci di 13 Comuni dell’alto maceratese, forse non i soli ad essere stati abbandonati:

Non c’è un comune danneggiato dal sisma, ma c’è un intero comprensorio che ha subito danni importanti e che merita considerazione. O chi di dovere entra in questa logica, oppure il terremoto avrà prodotto più disastri di quanti ne abbiamo già contati.

Il nostro è un appello – ai vertici della Regione Marche, al Governo e a chi è stato chiamato a gestire l’emergenza e la ricostruzione – per evitare che una parte della nostra Provincia si trovi da sola a curare ferite profondissime.

La nostra gente è abituata a rimboccarsi le maniche, a lavorare senza pubblicismi e a non piangersi addosso, ma questa dignità e questo senso di orgoglio non possono essere usati da chi ci governa per minimizzare e sottovalutare i danni che il sisma del 24 agosto scorso ha provocato nei nostri comuni. Non accettiamo che il territorio che governiamo sia stato tenuto fuori dal provvedimento per le defiscalizzazioni in favore delle popolazioni terremotate e non accetteremo disegni arbitrari per inserire o escludere interi territori dalla cartina geografica già tristemente disegnata dal sisma in maniera inequivocabile e non interpretabile.

Il terremoto ha purtroppo provocato danni dove i danni sono evidenti e per questo invitiamo chi di dovere a fare visita ai nostri comuni, tra i nostri sfollati e tra le lesioni delle nostre abitazioni private e dei nostri edifici pubblici, tra le nostre attività commerciali in ginocchio. Vedremo, poi, chi avrà il coraggio (o la faccia tosta) di venirci a raccontare che i nostri comuni non sono nel così detto “cratere del sisma” e chi avrà il coraggio di escluderci da quei tavoli in cui si deciderà il da farsi e si programmerà l’auspicata ricostruzione.

Già a seguito del terremoto del 1997 abbiamo pagato a caro prezzo e sulla nostra pelle scelte scellerate in base alle quali sono stati destinati fondi a territori che il sisma l’avevano visto solo al telegiornale, privando invece i nostri comuni della possibilità di finanziare tutte le opere necessarie o anche, ad esempio, quelle per le seconde case.

Viviamo in piccole cittadine che vivono del così detto “turismo di rientro” e non tollereremo in nessun modo, questa volta, che la nostra economia venga bastonata e la nostra dignità umiliata. Quello delle seconde case (impropriamente chiamate così in quanto sono tali solo sotto il profilo fiscale e non patrimoniale) è solo un esempio e potremmo farne tanti altri.

Siamo, tuttavia, proiettati al futuro e al bene di questi nostri comuni in prospettiva e non intendiamo piangere o fare polemica sul passato, ma pretendiamo che il passato, con i suoi tremendi errori, sia tenuto in considerazione per agire in maniera diversa e più produttiva, liberando quindi opportunità per la nostra gente e per il nostro territorio ed evitando sprechi che l’Italia non può certo permettersi. Inserire Castelsantangelo sul Nera tra i sette comuni di “Fascia A” è sicuramente il riconoscimento dei tanti danni che questo comune ha avuto – risultando anche epicentro di alcune scosse – ma è nello stesso tempo un prendere in giro la gente della montagna, compresa quella della stessa Castelsantangelo, se poi ignoriamo che Visso e Ussita vivono la stessa situazione o se siamo, ad esempio, esclusi dalle defiscalizzazioni o dall’esenzione delle bollette per la fornitura dell’energia elettrica, come anche dai tavoli in cui si stabiliranno i criteri della ricostruzione.

Qui non c’è un comune con i danni, ma c’è un territorio intero danneggiato e troviamo imbarazzante dover precisare qualcosa che invece la logica, magari dando una occhiata ad una cartina delle Marche, avrebbe dovuto suggerire.

Siamo pronti, come sempre, a rimboccarci le maniche, a lavorare a testa bassa per ricostruire e liberare opportunità, ma chi pensa di escluderci – magari per una qualche incomprensibile dinamica politica – sappia che venderemo cara la pelle, con la stessa determinazione e la stessa dignità che da sempre caratterizzano la nostra gente.

Firmato: I sindaci di Acquacanina, Bolognola, Camerino, Castelsantangelo sul Nera, Fiastra, Fiordimonte, Montecavallo, Muccia, Pieve Torina, Pievebovigliana, Serravalle di Chienti, Ussita, Visso.