Dl fiscale, primo ok della Camera

Dl fiscale: il testo passa ora al Senato in seconda lettura. Tra le modifiche dell’ultim’ora salta la norma salvagente per le partite Iva, ma con i nuovi adempimenti fiscali si profila una nuova tassa da 480 euro nel 2017

Rottamazione delle cartelle, addio a Equitalia e voluntary più elastica. Il cosiddetto Dl fiscale recante Disposizioni urgenti in materia fiscale e per il finanziamento di esigenze indifferibili collegato alla legge di Bilancio supera il primo esame parlamentare, ottenendo il via libera con voto di fiducia alla Camera.

Tra le novità più importanti, l’abolizione degli studi di settore, che vengono sostituiti dagli indici sintetici di affidabilità fiscale, accompagnati da livelli di ‘premialità’ per i contribuenti più affidabili, che prevedono la riduzione o l’esclusione degli accertamenti.

Quanto al rientro di capitali esteri, è possibile presentare istanza – limitatamente alle violazioni dichiarative per le attività detenute all’estero – anche se in precedenza è stata presentata domanda, entro il 30 novembre 2015, per le attività detenute in Italia.

Come anticipato, la rottamazione delle cartelle viene estesa anche a quest’anno e riguarda quindi il periodo 2000-2016. Il pagamento viene dilazionato ma entro il 2017 dovrà essere versato almeno il 70 per cento, mentre il restante 30 nell’anno successivo. Il termine per presentare la domanda viene prorogato al 31 marzo 2017 (era il 22 gennaio). Anche Regioni, Comuni e Province potranno introdurre la rottamazione delle cartelle che interessano i loro tributi.

Addio a Equitalia: dal 1° luglio scompare la società di riscossione, che sarà sostituita dall’Agenzia delle entrate-Riscossione; resta in vita, invece, Equitalia Giustizia.

Buone notizie per i contribuenti: dal 1° agosto al 4 settembre viene congelato il termine di trenta giorni per il pagamento delle somme dovute al fisco a seguito dei controlli automatici, dei controlli formali e della liquidazione delle imposte sui redditi assoggettati a tassazione separata.

Dal 1° al 31 agosto è prevista la sospensione dei termini per la trasmissione dei documenti e informazioni richiesti ai contribuenti dall’Agenzia delle entrate o da altri enti impositori. Sono escluse dallo stop le richieste effettuate nel corso delle attività di accesso, ispezione e verifica, nonché delle procedure di rimborso ai fini dell’imposta sul valore aggiunto.

Non solo, slitta dal 16 al 30 giugno il termine per il versamento a saldo dell’Irpef e dell’Irap. Viene inoltre spostata dal 16 giugno all’ultimo giorno del mese il versamento Ires e Irap.

Per gli inquilini, la mancata presentazione della comunicazione relativa alla proroga del contratto che consente di beneficare della cedolare secca sugli affitti, non comporta la revoca dell’agevolazione se il contribuente ha mantenuto un comportamento coerente con la volontà di optare per il regime.

Novità anche per le imprese: ai soggetti con volume d’affari non superiore a 50 mila euro è riconosciuto un credito d’imposta di 100 euro, per l’adeguamento tecnologico necessario a effettuare le comunicazioni periodiche; altri 50 euro andranno ai soggetti che effettuano la trasmissione dei corrispettivi giornalieri telematicamente.

Sono previste specifiche sanzioni, non penali, nel caso di: omessa, incompleta o infedele comunicazione delle fatture e dei dati delle liquidazioni. Per i professionisti viene eliminata la presunzione legale, in riferimento ai rapporti bancari, anche con riguardo ai versamenti; per le imprese viene indicato un parametro quantitativo, oltre il quale scatta la presunzione di evasione, per i prelievi o i versamenti di importo superiore a 1.000 euro giornalieri e a 5.000 euro mensili. Ha creato qualche problema la norma che estende il pagamento spontaneo delle entrate degli enti locali, oltre che attraverso il conto corrente di tesoreria, anche utilizzando il modello F24. La modifica introdotta dalle commissioni Bilancio e Finanze, una volta arrivata in Aula, non ha superato il test delle coperture. Il governo è quindi corso ai ripari, trovando i 15 milioni necessari nel 2017 per salvare la norma. Con un’altra modifica viene soppresso l’obbligo dell’F24 telematico per i pagamenti superiori a 1.000 euro.

Il decreto fiscale è finito al centro della bufera per le critiche mosse dai rappresentanti dei liberi professionisti e delle partite Iva e dalle associazioni dei commercialisti. Durante l’esame parlamentare del provvedimento, è saltata per mancanza di coperture la norma cosiddetta salvagente, che estendeva la platea di soggetti che operano nel regime forfettario consentendo il superamento parziale del limite di ricavi previsto.

Con una seconda norma è poi previsto che l’agenzia delle Entrate possa chiudere d’ufficio le partite Iva che negli ultimi 3 anni non hanno esercitato l’attività d’impresa. Ma la vera nota dolente del decreto è una tassa nascosta che graverà su imprese e liberi professionisti.

Dal 1° gennaio 2017 è abolita la comunicazione dell’elenco clienti e fornitori per i soggetti passivi Iva, il cosiddetto spesometro, ma al suo posto sono introdotti due nuovi adempimenti, da effettuare telematicamente ogni tre mesi: la comunicazione analitica dei dati delle fatture emesse e ricevute e la comunicazione dei dati delle liquidazioni periodiche Iva. Gli 8 nuovi adempimenti comportano costi stimati per ciascun soggetto in 480 euro annui nel 2017 e 720 a partire dal 2018.

L’accusa che viene dalle associazioni dei professionisti è che in questo modo si inflaziona un calendario di scadenze fiscali già fitto: “il governo prosegue nella politica delle semplificazioni, non soltanto ignorando professionisti e contribuenti ma affossando le stesse prospettive di crescita e sviluppo del Paese – lamentano le associazioni dei commercialisti –. Come commercialisti sentiamo il dovere di esprimere il nostro profondo dissenso verso provvedimenti che si rivelano inutili contro gli evasori e vessatori nei confronti di chi le tasse le paga già”. Il Dl fiscale è approdato ora al Senato per l’esame in seconda lettura, dove non è escluso possano arrivare modifiche o limature.