Erasmus per giovani imprenditori: l’esperienza della Camera di Commercio Belgo-italiana

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E’ un’esperienza che sicuramente porta frutti: stiamo parlando dell’Erasmus per giovani imprenditori. Sentiamo in questa intervista l’esperienza della Camera di Commercio Belgo-italiana

Fra le Camere di Commercio Italiane all’estero, una delle più attive sul fronte della progettazione europea è sicuramente la Camera Belgo-italiana di Bruxelles. Da molti anni la Camera partecipa a progetti finanziati dalla Commissione europea, toccando svariati temi, dall’apprendimento permanente alle relazioni commerciali con Paesi extra-UE fino alla promozione dei prodotti del territorio. Fra i molteplici progetti realizzati nel corso degli anni, vorremmo porre l’attenzione su Erasmus per giovani imprenditori, nell’ambito del quale la Camera è stata Leader partner in più occasioni.

Per capire di più su questo programma e sugli impatti positivi e negativi che esso può avere su una Camera di Commercio Italiana all’Estero, abbiamo parlato con Marco Iacuitto, Project manager e Responsabile dell’area consulenza europea della Camera di Commercio Belgo-Italiana.
Com’è iniziata la partecipazione della Camera di Bruxelles al programma Erasmus per giovani imprenditori?
La nostra partecipazione al programma è iniziata grazie ad un nostro partner, l’Università di Fulda. Come spesso accade nel mondo dei progetti europei, l’Università ci propose di inserirci nel consorzio che si stava costruendo per un progetto da presentare nell’ambito del programma Erasmus per Giovani Imprenditori, e noi accettammo con entusiasmo. Era il 2009, secondo anno di vita del programma, che si presentava dunque come una realtà nuova ed ancora in fase di formazione. Da allora, la Camera ha partecipato ad ogni ciclo annuale del programma, diventando anche leader partner in occasione del 5° e del 7° ciclo. E torneremo ad essere leader partner anche nel corso del 9° ciclo.

A cosa si deve questa alternanza nel ruolo di leader partner?
Con l’Università di Fulda si è sviluppata un’ottima collaborazione, anche al di là del progetto Erasmus per giovani imprenditori. Si potrebbe dire che siamo diventati dei fedeli partner! Nel caso specifico, ci alterniamo con loro come leader partner per alleggerire il carico di lavoro. Il leader di progetto si assume, infatti, responsabilità più gravose da un punto di vista soprattutto burocratico, dalla rendicontazione delle spese alla gestione del consorzio di progetto, ed è dunque più agevole alternarsi in questo ruolo.
La Camera di Bruxelles ha costantemente partecipato al programma, fin dal secondo ciclo. Qual è stata l’evoluzione del programma in questi anni?
La nostra Camera ha accumulato un bagaglio di esperienza importante in questi anni, riconosciuto anche dalla Commissione europea e dall’EASME (Agenzia esecutiva per le Piccole e Medie Imprese, responsabile del programma per conto della Commissione, n.d.r.). A conferma di ciò ci è stato chiesto di partecipare a una task force delle organizzazioni intermediare (IO) del Programma finalizzata ad individuarne i punti critici e proporre dei miglioramenti. Negli anni, il budget di Erasmus per giovani imprenditori è sempre aumentato e la sensazione è che la Commissione Europea stia puntando sempre di più su questo programma per il futuro.

Quali sono le attività della Camera nel progetto?
All’interno di Erasmus per giovani imprenditori, il ruolo dei membri del consorzio è quello di essere organizzazioni intermediarie (OI) che permettano di far incontrare giovani o nuovi imprenditori (New entrepreneurs – NE) con Imprenditori ospitanti (Host entrepreneurs – HE). La Commissione Europea fornisce un rimborso al nuovo imprenditore per trascorrere un periodo all’estero con l’obiettivo di acquisire nuove competenze imparando da un imprenditore già affermato. Per la Camera di Bruxelles, questo significa concretamente ricevere le richieste da parte di nuovi imprenditori di base in Belgio che vogliono partire per un’esperienza all’estero e gestire le richieste di nuovi imprenditori europei che cercano un imprenditore ospitante in Belgio.

Dunque partecipare a questo tipo di progetti può voler dire offrire un servizio aggiuntivo ai propri associati?
Certamente si, ma non si limita solo a questo. La partecipazione ad Erasmus per Giovani imprenditori permette di inserirsi in nuovi network, creare nuovi contatti utili alla Camera anche per promuovere gli altri servizi che offriamo, aumentare gli associati e conoscere il proprio territorio di riferimento. La nostra Camera si è impegnata molto nel potenziare i propri contatti con le Camere locali, gli incubatori di imprese, gli uffici regionali di import-export ed altre realtà del territorio di Bruxelles, della Vallonia e delle Fiandre. Il progetto è infatti occasione per di tessere molteplici relazioni a diversi livelli, avviando dinamiche territoriali molto interessanti e moltiplicando le opportunità di collaborazione, al di là della progettazione Europea.
Da un punto di vista degli imprenditori belgi, qual è l’accoglienza che riservano alle vostre proposte di ospitare nuovi imprenditori?
Devo dire che in Belgio abbiamo sempre avuto un’accoglienza positiva, probabilmente perché si tratta di un Paese abituato all’internazionalizzazione. In Italia risulta spesso più difficile convincere un imprenditore ad ospitarne un altro, ed in giro per l’Europa l’approccio al programma è molto differenziato. In Paesi come Italia e Spagna vi sono molti più nuovi imprenditori che vogliono partire rispetto ad imprenditori disposti ad ospitare.
E per quanto riguarda i nuovi imprenditori? Come li raggiungete?
Utilizziamo tutti i nostri canali di comunicazione, dai social media alla rivista InfoItalie e al nostro sito internet. Inoltre, sfruttiamo gli eventi che organizziamo nell’ambito delle altre nostre attività, nonché le attività di comunicazione e disseminazione di altri progetti europei. Inoltre, va detto che da noi non vengono solo italiani trapiantati all’estero (bastano sei mesi di residenza in Belgio per essere considerati nuovi imprenditori “belgi”), ma persone di ogni nazionalità, vista anche la vocazione internazionale della città di Bruxelles.

Se volessimo fare un bilancio costi-benefici della partecipazione al progetto, quale sarebbe il risultato?
La nostra esperienza è sicuramente positiva, poiché partecipare al programma in questi anni ci ha aperto nuove opportunità e ci ha permesso di espandere notevolmente il nostro network. Bisogna sottolineare, però, che le attività di progetto richiedono molto impegno, a tratti anche giornaliero, dalla gestione degli scambi alla valutazione delle candidature fino agli aspetti più burocratici della gestione dei rapporti con la Commissione. La nostra Camera per esempio, per gestire l’ingente mole di lavoro, ha coinvolto fino a 4 risorse nella gestione delle attività di progetto.

Consiglierebbe dunque alle altre Camere di provare ad inserirsi in un progetto?
Assolutamente sì. Le attività che vengono svolte come Organizzazione Intermediaria di un progetto Erasmus per giovani imprenditori sono perfettamente in linea con le attività e le priorità di una CCIE. Inoltre, le attività di progetto possono essere fonte di innumerevoli opportunità di collaborazione ed hanno sicuramente un impatto positivo sulla Camera stessa. Già due Camere hanno deciso di partecipare e spero che altre seguiranno il loro esempio. Le Camere di Lione e Salonicco sono coinvolte per il ciclo 8, che partirà dal 1° febbraio 2016 fino al 31 gennaio 2018. Invito le Camere interessate ad attivarsi per entrare in consorzi per il ciclo 9, in quanto la call è già stata pubblicata e scadrà il 5 aprile 2016 (si veda la sezione “Bandi europei aperti” per maggiori informazioni, n.d.r.). Io ovviamente sono a disposizione dei colleghi interessati ad approfondire l’argomento.