Fiera delle Utopie Concrete 2016

A Città di Castello la terza edizione della Fiera delle Utopie Concrete: accelerare la conversione ecologica

A un anno dall’EXPO di Milano e dal vertice sul clima di Parigi la Fiera delle Utopie concrete 2016 (dal 3 al 6 novembre) discuterà come accelerare la conversione ecologica in Italia in tre campi d’azione chiave: agricoltura, cibo e clima. In tutti e tre gli ambiti i percorsi sono ben delineati. Non si tratta più di capire dove vogliamo andare ma di come allungare il passo.
Che cosa impedisce alle culture politiche tradizionali dominanti, ma anche al discorso pubblico in generale, di riconoscere l’urgenza ma anche le opportunità di una conversione ecologica dell’economia, del lavoro, della gestione dei territori e delle città? Agricoltura, cibo e clima saranno i tre temi per capire meglio di come rimuovere gli ostacoli che contribuiscono all’arretratezza dell’Italia e di come far arrivare il discorso ecologico sulla via maestra del dibattito politico ed economico.
Il ruolo fondamentale dell’agricoltura

L’agricoltura produce cibo, si prende cura del territorio, ha dato forma al nostro paesaggio ed è la base della nostra cultura. Questa centralità deve essere riaffermata nel segno e a favore di un’agricoltura innovativa, sana, multifunzionale e vicina alla natura, a favore della sovranità alimentare, dell’economica rurale e delle opportunità per i giovani. La Fiera delle Utopie concrete 2016 rivolgerà l’attenzione sulla sfida del miglioramento delle performance ambientali nell’agricoltura in un processo economicamente e socialmente sostenibile.
Il cibo, la salute e la sovranità alimentare

Il cibo è da considerare un diritto umano universale e non una merce. La lotta allo spreco alimentare, la promozione di modelli alimentari sani e della sovranità alimentare nel rispetto dell’ambiente globale e locale contribuiscono all’eliminazione della fame nel mondo e alla salute delle cittadine e dei cittadini nei paesi ricchi. Riprenderemo quest’anno il discorso sulle mense biologiche insieme a quello sullo spreco alimentare.
Solo una politica climatica di mitigazione e adattamento garantisce lo sviluppo sostenibile

L’uscita dal carbone, dal petrolio e dal metano entro la metà del secolo è impegno consensuale della comunità internazionale. Siamo alla fine dell’inizio dell’uscita dall’era fossile, manca però un dibattito pubblico sui possibili percorsi locali verso un territorio al 100% rinnovabile. Al contempo gli effetti dei cambiamenti climatici si faranno sentire per i prossimi anni e decenni. La Fiera delle Utopie Concrete rivolgerà la sua attenzione sulla necessità di adattamento nel settore agrario sulla base degli scenari di impatti climatici prevedibili.