Meet in Italy for Life Sciences

 

Meet in Italy for Life Sciences: incontro internazionale business to business dedicato alle scienze della vita 

Meet in Italy for Life Sciences: punto di riferimento per l’innovazione a servizio della qualità della vita, il Meeting B2B potrà portare alla creazione di un network di finanziamento nell’ambito delle bioscienze.

A Roma, nel cuore dell’Eur, dal 25 al 28 ottobre 2016 si è svolta la terza edizione del più grande incontro internazionale dedicato alle Scienze della Vita (Biotecnologie, Medical devices, Farmaceutica, Nutraceutica, ICT per la salute e i servizi): il Meet in Italy for Life Sciences.
Il Salone delle Fontane ha ospitato i quattro giorni di b2b, workshop, brokerage events, conferenze, bootcamp e mentorship, che hanno visto coinvolte centinaia di persone tra delegati internazionali, startupper e imprese.

La creazione di network di finanziamento e sviluppo tra idee e attività nell’ambito delle Bioscienze è il risultato auspicato e promosso con questa manifestazione che Lazio Innova ha organizzato in collaborazione con le più avviate realtà operanti nel settore, come Unindustria, C.H.I.C.O., Enterprise Europe Network, Bic Lazio S.p.a., Agenzia ICE, Alisei, Assobiomedica, Assobiotec, Aster, Biopmed, Campania Bioscienze, Centro di Biomedicina Molecolare Friuli, Confindustria Toscana, Cluster Lombardo Scienze della Vita, Distretto toscano Scienze della Vita, Farmindustria, Fondazione ItaliaCamp, Startup Europe.

Un piano del Salone è stato interamente dedicato alla formazione degli startupper, facendo incontrare 20 sviluppatori di idee con esperti di comunicazione, marketing, crowdfunding, information technology, investimenti, materie mediche e Scienze della Salute per rendere i selezionati partecipanti pronti a presentare le proprie innovazioni davanti a platee di grandi investitori, curandone ogni aspetto, dal tecnico al grafico, al contenutistico. Questa vera e propria sessione di apprendimento, come ci ha spiegato Michela Michilli, dello Sviluppo Organizzativo di Lazio Innova, si è articolata in momenti di lavoro e momenti di valutazione, con particolare attenzione alla messa in atto delle migliorie discusse con i tutor.

Da questa sessione è emerso il futuro della medicina e della salute, con innovazioni che vanno dalla sperimentazione di farmaci che bloccano le metastasi cancerose a sistemi di assistenza digitale nelle terapie farmacologiche casalinghe a dispositivi interni di infusione della chemioterapia che ne abbattono gli effetti collaterali e preservano gli organi. Proprio di quest’ultimo ambito ha parlato a Donna in Affari la Dott.ssa Cecilia Melani della Fondazione IRCCS Istituto Nazionale dei Tumori: con il Dott. Raspagliesi ed un’équipe di medici di Ginecologia oncologica hanno sviluppato un device che, introdotto nella cervice uterina e fissandosi ad essa, rilascia il chemioterapico per il cancro del collo dell’utero direttamente sul tumore, bombardando solo le cellule tumorali e non invadendo l’intero organismo. Il device è studiato per non spostarsi dalla zona di posizionamento e può essere introdotto anche da personale medico non specializzato. Unisce in sé una rivoluzione scientifica e sociale poiché, proprio per la sua semplicità interventistica, sarebbe facilmente utilizzabile nelle aree in via di sviluppo.
Andando a rilasciare il medicinale solo dove serve, il device consente di raggiungere tre benefici fondamentali: diminuzione drastica degli effetti collaterali della chemioterapia, preservazione della fertilità della donna, maggiore efficacia del farmaco con riduzione dei casi di asportazione dell’utero.
Attualmente il piano sperimentale prevede l’arrivo, entro tre anni, alla sperimentazione umana. Servono fondi per proseguire la sperimentazione su piccoli roditori passando poi a mammiferi più grandi ed infine all’uomo.

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È proprio attraverso l’incontro con gli investitori che la ricerca può rendere concreto il progresso e favorire questo incontro è il passo fondamentale che una regione ed un Paese devono compiere. Ne è convinta Selene Baschieri, Senior Scientist di Enea, che ha sottolineato come trovare investimenti sia la difficoltà principale per la ricerca. Nel suo pensiero è il network on line il luogo principale in cui favorire gli scambi tra domanda e offerta e la presentazione di idee. “Abbiamo bisogno come ricercatori sia di luoghi fisici sia soprattutto in rete dedicati al match tra imprese, investitori, start-up, dove trovare vetrine per orientarci nel panorama di idee esistente, ma anche momenti di confronto per collegare chi vuole investire con chi ha il prodotto e per valutare i progetti e le reali intenzioni di investimento”.

Il crescendo di iniziative mondiali come Meet in Italy for Life Sciences dimostra come stia maturando la consapevolezza che innovazione, progresso e fondi siano un trinomio inscindibile in cui la probabilità di scambi virtuosi aumenta con il supporto istituzionale alle occasioni di incontro.
Mondiale è stata anche la messa a disposizione di fondi di investimento durante l’iniziativa, pervenuti da Gran Bretagna, Cina, Germania, Svizzera, Israele, Italia, Francia, Finlandia, Russia, Usa, Svezia, che hanno costituito un’imperdibile possibilità per tutte le realtà intervenute, dall’Università all’Industria.

Qualche numero delle Bioscienze

Investire in innovazione nelle Scienze delle Vita significa contribuire allo sviluppo di uno dei settori preponderanti nell’economia internazionale: nel 2015, considerando complessivamente tutte le branche (Farmaceutica, Biomedicale, Biotech e Nutraceutica) ha superato i 2.100 miliardi di dollari di produzione ed è prevista una crescita fino al 2019 per singola branca così distribuita: dal 1.100 a 1.400 miliardi di dollari la Farmaceutica, da 370 a 450 miliardi di dollari la Biomedicale e da 300 a 450 miliardi di dollari il Biotech.

In Italia il valore produttivo per la Farmaceutica è di 30 miliardi di euro (dati 2015), 10 miliardi di euro per il settore dei Dispositivi medici (dati 2014), 9 miliardi di euro per il Biotech (dati 2016) e 2,8 miliardi di euro per la Nutraceutica (dati 2015). L’Italia in quest’ultimo campo si configura come il mercato più sviluppato in Europa, segnale che la sinergia tra salute e biotecnologie riguardi sempre più il benessere della persona a 360 gradi e che ci sia voglia di ricercare e impegnarsi in settori nuovi ( pensiamo che la Nutraceutica è nata solo alla fine degli anni ’80).

Analizzando il Lazio in particolare troviamo che nella Farmaceutica ha prodotto oltre 9 miliardi di euro di export (dati 2015), nel settore Dispositivi medici è una delle Regioni con maggiore distribuzione di imprese (dati 2014), nel Biotech è la prima Regione italiana per fatturato medio ad impresa (dati 2016).

Meet in Italy for Life Sciences si colloca in questo processo di spinta economica e di internazionalizzazione volto a creare reti per realizzare nuovi modelli di sviluppo globali in ambiti fondamentali per l’esistenza dell’uomo. Continuare a scoprire e a progredire in questi ambiti significa sconfiggere malattie, migliorare le basi biologiche della vita, aumentare la qualità e la durata della stessa.