Nonunadimeno, violenza donne: 200mila in corteo a Roma

In occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, le piazze della Capitale diventano il teatro della manifestazione Nonunadimeno

Sono circa 200 mila le persone che hanno preso parte alla manifestazione, svoltasi a Roma in occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne. Sotto lo slogan Nonunadimeno si sono riunite nelle piazze della Capitale donne di tutte le età, ma anche uomini, anziani e tanti bambini, segno che “il primo passo per contrastare la violenza – ha spiegato una partecipante al corteo – sta proprio nell’educazione dei più piccoli”.

I manifestanti di Nonunadimeno arrivano da Napoli, Grosseto, Modena, alcuni dalla Sicilia e dalle Sardegna, e non mancano alcuni gruppi provenienti da altri paesi europei. Tutti con in mano cartelli per denunciare medici obiettori, discriminazioni sul posto di lavoro, chiusura dei consultori; ma anche slogan storici delle manifestazioni femministe degli anni ’70, dal rifiuto del maschilismo o del patriarcato; e alcuni con un pizzico di ironia per rivendicare l’essere donne “erotiche ed eretiche”, discendenti di quelle streghe “che non siete riusciti a bruciare”. Non manca uno striscione con le foto e i nomi delle 116 donne italiane vittime di violenza nel 2016.

“Una giornata per dire basta alle violenza maschile contro le donne”, ha commentato Titti Carrano, presidente della Dire, associazione che unisce 77 centri antiviolenza di tutta Italia, definendo la manifestazione Nonunadimeno come “il primo passo” e annunciando che nei prossimi giorni “ci riuniamo in assemblea con una serie di tavoli tematici per formulare dal basso un piano nazionale contro la violenza sulle donne. Non accettiamo più che sia condannata solo a parole”. Oltre all’associazione Dire la manifestazione è organizzata dall’Udi, Unione donne d’Italia e dalla Rete ‘Io decido’; per Tatiana Montella, della Rete ‘Io decido’, questa manifestazione vuole dimostrare che “non siamo disposte a perdere altre donne per colpa della violenza maschile, per non lasciare indietro nessuno. E’ una questione trasversale e culturale, non è un fattore emergenziale”.

In prima fila a Nonunadimeno tra i manifestanti anche la leader della Cgil, Susanna Camusso, che ha ricordato come la violenza sulle donne rappresenti “una sconfitta per tutti. Io sono qui perché giustamente è un tema che ci accomuna”. La sindacalista si aspettava una massiccia partecipazione alla manifestazione: “era facile prevedere che ci fosse molta voglia di reagire, di riprendere la parola in questa condizione in cui crescono forme di violenza e accanimento contro le donne”.