Premio “Nostalgia di Futuro” 2016

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La congiunzione tra tradizione e nuovi media. Il premio “Nostalgia di futuro” a chi opera nel settore del giornalismo e della comunicazione

Si è svolta a Roma nella sede Fieg (Federazione Italiana Editori Giornali) di via Piemonte, l’ottava edizione del Premio “Nostalgia di Futuro”, organizzata dalla Rivista “Media 2000” e dall’Osservatorio “Tutti i Media”, in ricordo del loro fondatore nonché Ex Presidente Fieg Giovanni Giovannini, insigne giornalista e scrittore, scomparso nel 2008 (dall’anno successivo venne quindi istituito il Premio “Nostalgia di Futuro” a lui intitolato).

Il Premio è dedicato a giornalisti e neolaureati che si siano distinti per il loro impegno nell’integrazione dell’innovazione con la comunicazione, nello spirito che lo stesso Giovannini contemplava, volendo mettere in contatto tutti gli operatori del settore ed i media in modo che interagissero ed evolvessero insieme nell’inesorabile avanzamento della digitalizzazione.
Profeticamente Giovannini aveva già visto lontano nel 1983, quando fondò la Rivista “Media 2000” e nel 1996 quando fondò l’Osservatorio “Tutti i Media”, preannunciando la necessità di essere pronti a cambiare modi e mezzi di comunicazione.
A sottolineare la lungimiranza di Giovannini il Presidente dell’Osservatorio “Tutti i Media”, Franco Siddi, che ha ricordato come il giornalista fosse consapevole che per fronteggiare il futuro si dovessero“liberare conoscenze, allargare orizzonti, non temere ma gestire le nuove opportunità che stavano nascendo alla portata di tutti, perché quelli che ci attendono sono i cambiamenti più significativi di tutte le tecnologie di tutto l’ultimo secolo. Dobbiamo essere pronti all’integrazione con la rete”.

Mai titolo per il Premio in sua memoria può essere più adatto. “Nostalgia di Futuro” infatti vuole richiamare ciò che rappresenta il nostro passato dal quale ripartire per poter cavalcare il futuro adeguatamente.

Il pomeriggio di premiazione di questa ottava edizione ha visto la partecipazione di personalità illustri e note del mondi del giornalismo e della comunicazione, nonché rappresentanze istituzionali da sempre al fianco del progresso consapevole e eticamente corretto.
Ad introdurre i panel costituenti l’evento l’attuale Presidente Fieg, Massimo Costa, che ha riassunto lo spirito e l’obiettivo con cui vengono portate avanti iniziative come questo Premio: “il futuro è adesso ed è fatto di un’importante trasformazione, l’informazione da risorsa ristretta è divenuta in un tempo relativamente breve abbondante e spesso anche ridondante, complice l’avvento dei nuovi media digitali, che hanno disintermedializzato l’informazione, offrendo una miriade di fonti e di dati. In questo panorama ci chiediamo quale sia il ruolo attuale dell’editoria, se questa non sia più necessaria nel suo ruolo di analisi o se invece si debba riposizione con maggior rigore, maggiore apertura alle novità e minore autoreferenzialità per cogliere le tendenze profonde che si muovono nella società. Ecco, noi crediamo in questa seconda direzione e riteniamo che non si possa prescindere da un’ informazione professionale, dove si sia attenti alla qualità dei contenuti, alle verità dei fatti ed alla verifica delle fonti, cose che nella disintermediazione si perdono con facilità estrema se non si sanno gestire ed usare i nuovi mezzi. Servono anche regole nazionali ed internazionali che sostengano la professionalità dell’informazione”.

L’Onorevole Valeria Fedeli, Vice Presidente del Senato, intervenuta durante l’evento ha enfatizzato questi concetto espressi da Costa: “Vorrei riaffermare tre cose che sono figlie della mia cultura: l’innovazione che nessuno può fermare e si può solo governare, l’importanza dei contenuti, la costruzione di un’armonia in cui i diversi interessi possano coniugarsi per costruire. Le istituzioni hanno la responsabilità di fare le regole che difendano la libertà e la qualità della convivenza”.
Proprio l’educazione, che consente di governare l’uso dei nuovi mezzi e modi di comunicare portati dal web, è il fulcro in cui si fondono presente e passato e futuro.

L’evoluzione della comunicazione verso l’attuale scenario è stata rappresentata da Derrick De Kerckhove, che ha mostrato come già l’avvento della Televisione avesse profondamente destabilizzato l’epoca di riferimento. Il lavoro e lo studio di giornalisti e intellettuali ha consentito di integrare la TV con il mondo dell’informazione. Lo scoglio si ripresenta oggi, con i social media e social network. Eppure già alla nascita di queste nuove forme di informazione qualche acuto analizzatore come Umberto Eco da noi e Nora Torres ed Evan Risko all’estero, avevano messo in guardia dai meccanismi destrutturanti dei nuovi strumenti tecnologici. Amnesia digitale, Google Effect, Cognitive Offloading sono i rischi più evidenti: internet è diventato ormai una sorta di archivio esterno sempre a portata di mano che non ci fa più impegnare a ricordare.
La divergenza che si crea tra memoria operativa (sapere dove cercare i contenuti) e memoria produttiva (conoscere e trattenere in mente i contenuti) è una della cause dell’incapacità di analizzare gli eventi che conduce a fenomeni come la confusione mediatica sulla Brexit o sulle elezioni americane.
Come risolvere? De Kerckhove sostiene che si debba operare in tre direzioni: ridare un ruolo centrale all’insegnamento come trasmettitore di contenuti, aumentare e curare la presenza dell’Italia in rete con l’educazione all’uso, rendere il giornalismo in tutte le sue forme sempre più responsabile nel creare senso comune.

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Dove andremo? Una domanda che non può avere oggi una risposta precisa, come hanno sottolineato il Prof. Alessandro Vizzarri, dell’Università di Tor Vergata, la Dott. ssa Gina Nieri, Direttrice degli Affari Istituzionali e membro del comitato esecutivo di Mediaset, l’Ing. Andrea Penza, di Aict, il Dott. Raffaele Lorusso, Segetario Fnsi e il Dott. Enrico Bellini, di Google. Nel dibattito moderato da Giampiero Gramaglia si sono mostrati concordi nell’affermare che dove stiamo andando non sia prevedibile vista la velocità con cui le tecnologie si evolvono, ma possiamo decidere come andare verso questo futuro, per essere meno incerti e più capaci di mettere la tecnologia a servizio dell’umanità e non subirla. Quindi la giusta domanda è come andremo incontro al futuro digitale della comunicazione? Oltre che con l’educazione, che deve essere proposta nelle scuole per le nuove generazioni, anche attraverso quelle regole di etica e trasparenza che siano adattabili alle trasformazioni ma inflessibili nel rispetto.

Tutto è pericoloso se non si sa usa e se si lascia andare in un’anarchia di comportamenti e vaghi vademecum. Trarre insegnamento dal passato e rielaborare la tradizione in un’ottica futuribile è la base per non perdersi e per saper sfruttare coscientemente i risultati del cambiamento.
Per questo nell’edizione 2016 i riconoscimenti sono andati a coloro che maggiormente hanno saputo mettere in luce aspetti etici ed edificanti del rapporto tra comunicazione e tecnologia per valorizzare ciò che già abbiamo e accompagnarlo nella trasformazione in ciò che avremo.

Il Premio nella categoria “Innovazione” è andato a Gianmarco Veruggio, ideatore della Roboetica che tratta gli aspetti etici, legali e sociali applicati alla robotica in un’ottica di condivisione interculturale.

I Premi nella categoria “Tesi di Laurea” sono andati a Teresa Rosatto del Corso di Laurea specialistica in Informazione ed Editoria all’Università di Genova, per l’elaborato “Heritage e Social media: promozione e comunicazione del patrimonio culturale con le nuove tecnologie”, dove l’autrice ha saputo spiegare come i nuovi media abbiano cambiato il modo di fruire la cultura, e a Stefano Maria Pantano del Corso di Laurea Specialistica in Produzione Culturale, Giornalismo e Multimedialità, per l’elaborato “L’evento culturale come valorizzazione territoriale: un’esperienza nel Lazio Meridionale”, dove l’autore ha mostrato concretamente il ruolo dell’innovazione nel dare rilievo alla tradizione.

Il Premio nella categoria “Giornalismo” è andato a Marcello Gelardini per l’articolo “Innovazione e cultura, l’arte italiana rinasce grazie alla tecnologia”, pubblicato su Repubblica.it il 15 Agosto 2016 nel canale “Tecnologia”.