Stati Generali delle Donne: : un “Patto per le Donne” verso la rivoluzione ugualitaria

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Cos’è emerso nell’ultima seduta degli Stati Generali delle Donne

Nella riunione degli Stati Generali delle Donne, avvenuta a metà Novembre a Roma nella Sala Stampa Estera, è stato presentato il Patto per le Donne durante una giornata di incontri che ha mostrato come, in pochissimo tempo (due anni), le ispiratrici del movimento siano riuscite a creare una rete forte e ampia per promuovere l’occupazione e la valorizzazione del lavoro nei territori nonché ad avviare la formazione di un organismo, il Comitato Scientifico degli Stati Generali, che sarà la pietra miliare per consentire la stesura di progetti e l’accesso ai fondi di finanziamento per realizzarli, proprio nell’ottica di essere un sostegno a tutto tondo dell’universo femminile.

La testimonianza di donne che ogni giorno operano per aumentare le opportunità di ognuna non solo nel proprio territorio ma anche nel mondo, è partita dalla Consigliera della Valle d’Aosta Chantal Certan, che ha promosso nella sua Regione il premio “Donna dell’Anno” per donne rappresentative del valore femminile nello sviluppo economico e sociale.

L’esperienza di Eliana Levy è stata significativa nel mostrare l’imprenditoria come fonte di riqualificazione e riappropriazione di identità nel Terzo Mondo. Dal Mozambico al Benin, Levy ha diffuso la coltivazione e la lavorazione a scopo terapeutico dell’alga spirulina, portando occupazione, opportunità, formazione e salute per le persone del posto. Eliana Levy ha sottolineato l’importanza del dare alle persone la possibilità di restare dove sono nate e lottare lì per una vita diversa.

La scrittrice Vittoria Franco ha richiamato l’attenzione sulla funzione sociale della donna, con particolare riferimento alla responsabilità. La deresponsabilizzazione culturale del ruolo femminile ha reso per troppo tempo la donna parte non attrice negli eventi e ha contribuito a relegarla nella marginalità che oggi per molti versi ancora ci troviamo a vivere. Riprendere la propria responsabilità di azione è alla base della conquista della libertà e dell’autonomia della donna.

Elena Centemero, eletta a Gennaio Presidente della Commissione Equality and Non Discrimination del Consiglio d’Europa, ha voluto fare, nel suo intervento, una riflessione sul raggiungimento dell’uguaglianza femminile e maschile come naturale conseguenza di un modo di vivere e pensare sociale in cui la lotta per le pari opportunità non sia più necessaria. “Stiamo lavorando” ha dichiarato “per individuare le diverse azioni e le diverse misure messe in atto nei vari Paesi europei per l’uguaglianza di genere, in modo da realizzare direttive condivise che favoriscano la partecipazione bilanciata di donne e uomini in tutti i settori e creare politiche che arrivino ad affermare i diritti di donne e uomini all’interno di una società che rappresenti equamente entrambi. Analizzando le situazioni negli Stati membri, ci siamo accorti che l’approccio che funziona è un approccio olistico, un approccio che non metta le pari opportunità in un recinto. Dobbiamo infatti lavorare in un ambito relazionale e integrato, ascoltando i territori, per arrivare a attuare politiche ottimali che incidano su tutte le tematiche, dai servizi alla famiglia, alle migrazioni, alla violenza di genere”.

Relazione, condivisione, scambio e ricostruzione di un approccio integrato sono le caratteristiche della sharing economy, sulla quale l’On. Veronica Tentori, ha presentato in Parlamento una Proposta di Legge a sua prima firma. Semplificazione, razionalizzazione delle risorse, partecipazione dei cittadini e integrazione con il mercato tradizionale sono il modello proposto dall’On. Tentori per creare il bene comune. La stessa Tentori è prima firmataria anche di un’altra Proposta di Legge significativa per il mondo delle donne che è stata incardinata in questi giorni nei lavori parlamentari, quella sull’educazione sentimentale. Le proposte di Legge sul tema sono arrivate da più forze politiche e lo scopo è di inserire fin dalla scuola primaria un percorso comportamentale e ideativo volto alla costrizione di modelli sani di genere, di rispetto reciproco e di interazione.

La collaborazione come base più importante per fare qualcosa di concreto nello sviluppo e nell’innovazione è un concetto ripreso anche dall’Assessora all’Innovazione capitolina, Flavia Marzano. Collaborare significa recuperare quanto di buono realizzato nel passato e da altri e adattarlo alle nuove esigenze e significa anche condividere risorse per rendere più accessibili servizi digitali e rendere la popolazione più efficiente e libera nelle azioni, abbattendo le differenze.

Il lavoro degli Stati Generali è proiettato in un futuro in cui la persona sarà di nuovo al centro di ogni operazione di sviluppo e che non sarà più necessario farsi garanti dell’uguaglianza perché sarà spontanea.

La Road Map 2030 è un percorso, come ha spiegato Simonetta Cavalieri, Presidente della SIS (Social Innovatiorn Society), nato per mettere in moto, città per città, modelli di business istituzionali, di servizi e politiche che condividano i valori delle persone e contribuiscano a creare benessere non più calati dall’alto, ma condivisi. Si vuole partire dalla sfera personale degli individui per accelerare la crescita del Paese, il Made in Italy e l’innovazione, attraverso tavoli operativi fisici e una community virtuale dove dialogare sui progetti.

Avvicinarsi, confrontarsi, fare rete è la strada per superare le differenze e la chiusura che bloccano il progresso sia culturale sia socioeconomico e che sfociano nella violenza di genere.
Gli Stati Generali delle Donne contribuiscono attivamente alla battaglia contro la violenza di genere sostenendo nei comuni italiani il progetto “Panchina Rossa” che, con la posa di una panchina colorata di rosso, si rivolge alle istituzioni, alle associazioni, alle scuole e alle imprese per una campagna di sensibilizzazione contro il femminicidio e la violenza sulle donne.
Si sta attuando una nuova rivoluzione che parte dalle idee e pervade tutti i settori della vita. L’invito per le donne e per gli uomini è quello di partecipare.

IL PERCORSO DEL MOVIMENTO

Il 5 Dicembre 2014 è nato, dal lavoro e dalla costanza di un gruppo di imprenditrici, professioniste e rappresentati delle istituzioni, il movimento Stati Generali delle Donne. La filosofia e gli obiettivi sono quelli di mostrare le donne in ciò che fanno ogni giorno, che è qualcosa di determinante all’interno della società nella stessa misura del contributo dell’uomo e per questo devono avere le stesse opportunità, gli stessi spazi e la stessa considerazione, arrivando ad essere rappresentate in misura egualitaria all’interno di ogni settore.

Isa Maggi, Presidente di Sportello Donna e Bic Italia net, e le sue compagne di viaggio Chantal Certan, Consigliera regionale della Valle d’Aosta, Marta Ajò, scrittrice e giornalista romana, Miriam Bisagni, Consigliera delle Elette piacentina, Laura Moschini, membro del Consiglio scientifico del Gio (Osservatorio interuniversitario studi di genere), Augusta Tognoni, magistrata milanese, Cinzia Boschiero, giornalista milanese, Roberta Bortolucci, imprenditrice di Bologna, Maria Grazia Giaume, fiorentina e Rosaria Nelli abruzzese, hanno dato avvio ad un processo di riconoscimento del valore femminile nello sviluppo sociale, economico, politico e civile unendosi, aggregando un numero sempre maggiore di donne, mettendosi in contatto con le istituzioni, creando una rete di sostegno e di progettualità a partire dalle Regioni per arrivare al Governo.

Il 2015 è stato, per gli Stati Generali delle Donne, l’anno della Carta delle Donne, un documento condiviso sui risvolti ai giorni nostri dei lavori della Conferenza Mondiale delle donne, svoltasi a Pechino nel 1995.

Il 2016 è l’anno di “Un Patto per le Donne”. Scritto con il contributo di tutte e ancora oggi in evoluzione, il documento vuole portare all’attenzione del Presidente del Consiglio i risultati del lavoro che gli Stati Generali hanno portato avanti nelle Regioni per definire con il Governo gli obiettivi da raggiungere e iniziare a “trasformare i problemi in opportunità e le richieste in azioni”.

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