Food Innovation nella Capitale con il Taste of Excellence 2016

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Roma teatro dell’eccellenza food&beverage con la IV edizione della kermesse “Taste of Excellence”, esperienza di incontro e confronto tra le realtà di punta della cucina italiana

Organizzata da “Excellence Magazine” e patrocinata dall’Università di Roma Tre – Dipartimento di Scienze e Cultura Enogastronomica, la quattro giorni di Taste of Excellence – dal 25 al 28 Novembre 2016 – ha portato nei locali del SET (Spazio Eventi Tirso) il concept innovativo di fusione tra esposizione, performance culinarie e artistiche, convegni, dibattiti e eventi formativi.
40 tra le migliori aziende italiane hanno partecipato con i loro stand, 30 chef stellati e altrettanti del territorio hanno portato la loro sapienza mostrandosi all’opera nei Cooking Show; 3 scuole e 8 corsi di cucina sono stati a disposizione del pubblico riportando l’attenzione sul legame tra studio e passione: questi alcuni numeri di Taste of Excellence. I convegni, i dibattiti e gli spettacoli a tema hanno completato un quadro dove la cucina diventa anche espressione storico culturale ed emozionale di un Paese.

Tutto ciò allo scopo di creare un “punto d’incontro fondamentale per gli imprenditori, offrendo sempre più stimoli e strumenti per affrontare al meglio le sfide del mercato”, ha dichiarato Pietro Ciccotti, editore di Excellence Magazine. “Vogliamo rispondere puntualmente alle nuove esigenze delle imprese. In questa edizione abbiamo dato molta importanza anche al mondo della ricerca, innovazione e formazione, elementi chiave per entrare nel lavoro ed essere sempre aggiornati”.

Anche nell’enograstronomia il futuro si concentra sulle start-up, su modi nuovi di presentare i piatti e di realizzarli con attenzione alla sostenibilità e alla tecnologia a servizio del buon cibo e del buon vino, su percorsi formativi all’insegna della conoscenza scientifica.
Il digitale entra a supporto della condivisione dei contenuti e dell’incontro B2B: durante l’evento sono stati presentati due portali: ricettadidonna.it, per favorire il business al femminile, e dialoghidellacucina.it, per creare contatti tra chef e operatori del settore enogastronomico.

I Premi Excellence

La ristorazione resta ancora uno dei campi dove molti sono i giovani che decidono di investire e sono disposti a rischiare, studiando e impegnandosi a conoscere il mercato e i modi per scalarlo.
Taste of Excellence è anche una vetrina per nuovi talenti , nuove imprese, nuove ricette e per chi ha dedicato la propria carriera alla ristorazione e alla produzione vinicola sapendosi adattare ai tempi che cambiano, alle nuove richieste degli avventori, senza mai perdere quel rispetto per la qualità che rende eccellenze.
Sono stati questi i protagonisti dei premi Exellence 2016, consegnati nella serata inaugurale della manifestazione, il 25 Novembre 2016, in una carrellata presentata da Federica De Denaro, essa stessa assegnataria del Premio “Dialoghi della Cucina” per il suo impegno nel mondo televisivo, con trasmissioni dedicate, e delle pubblicazioni, con il suo libro, nel diffondere la cultura culinaria.
10 oltre questo i premi assegnati :
“Chef così com’è 1986”, per i giovani chef nati dal 1986 in poi. Ne sono stati assegnati due rispettando la par condicio di genere: vincitori Alessandro Narducci e Caterina Ceraudo;
“Carriera 2016”, vincitore lo chef Davide Scabin,
“Architecture for Taste 2016”, per le realtà che hanno saputo compiere una sintesi creativa tra architettura e cultura, vincitore il Mercato Centrale Stazione Termini,
“Azienda Lazio 2016”, per la migliore realtà produttiva del Lazio, vincitrice l’Azienda Sergio Mottura,
“Nuova Apertura 2016” per le migliori nuove imprese nella ristorazione aperte nell’anno, vincitori i ristoranti romani “Tardomatto” e “Per me”,
“Chef Comunicazione Social 2016”, per chi ha saputo meglio utilizzare i nuovi media per trasmettere la cucina, vincitore Nikita Sergeev,
“Ricetta di Donna 2016”, per la ricetta innovativa dell’anno, vincitrice Iside De Cesare,
“Ambasciatore Internazionale della Cultura Gastronomica Italiana 2016”, per chi ha saputo portare la nostra tradizione nel mondo, vincitore Heinz Beck,
“Manager dell’Horeca 2016” per il miglior manager del settore alberghiero, vincitore Bruno Papaleo,
“Chef Excellence 2016”, omaggio ai maestri della cucina italiana, vincitore Peppe Guida.

Particolare apprezzamento hanno suscitato le parole dello chef Davide Scabin, premio alla carriera, che ha sottolineato come nella cucina non esista competizione ma collaborazione tra la vecchia e la nuova generazione di chef, perché in questo mondo ciò che conta è tramandare per poter innovare. “Il mondo della ristorazione è cambiato e non esiste una linea di demarcazione generazionale, si gioca alla pari e questo è un bene”, ha dichiarato lo chef il quale ha messo in luce anche come “dobbiamo riprendere in mano la cucina nostrana e valorizzarla, valorizzare le nostre materie prime, liberandoci un po’ dalle contaminazioni estere per ritrovare un pensiero enogastronomico nazionale”.

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Sponsor dei premi e della manifestazione aziende di fama come “Sagripanti”, “Agrodolce”, “Rago”, “BPM”, “Microcredito”, “Così Com’è”, “Operation Smile”, “G&J”, “I Viaggi dell’Elefante”, “La Perla del Mediterraneo “, “ Intrecci”.
Enrica Cotarella, dell’azienda vinicola Falesco e ideatrice insieme a Marta e Dominga Cotarella della scuola di formazione “Intrecci”, ci ha introdotti nel mondo del buon vino, l’altro protagonista di Taste of Excellence insieme al buon cibo, ed è stata portavoce dell’importanza della formazione per acquisire competenze in un settore in cui le donne raggiungono ruoli di primo piano.

Sul vino non è mancato il riferimento culturale per far arrivare al pubblico una tradizione che, rispetto a quella gastronomica, risulta più complessa da apprezzare perché il vino è visto come un “di più”, un qualcosa ancora di elitario, non essenziale come il cibo. Invece vino e vita si mescolano in un percorso emozionale che rende olfatto e gusto colonna sonora dei momenti quotidiani. Questo pensa Adua Villa, sommelier, scrittrice e giornalista, che durante la kermesse ha presentato una pièce tratta dal suo libro dove il vino è il sottofondo aromatico della storia.

La partecipazione straordinaria di Gianmarco Tognazzi, in qualità di erede dell’azienda del padre Ugo a Velletri, da lui stesso definita un po’ azienda agricola, un po’ tenuta, un po’ cantina, ha riportato ad un’atmosfera familiare dove si mangia ciò che si produce con dedizione e cibo e vino sono espressione di un modo antico di concepire il valore della terra.

Riappropriarci dei nostri sapori per esaltarli con inventiva e creatività e con l’apporto della ricerca scientifica è il messaggio che l’evento ha veicolato, in una esaltazione dell’italianità che in cucina è un primato.