Investire in El Salvador

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La promozione di rapporti internazionali che rafforzino l’economia e creino occasioni di sviluppo ed espansione anche culturale è quello in cui credono Italia ed El Salvador


Così nella sede romana dell’IILA (Istituto Italo Latino Americano) lo stesso Istituto, l’Ambasciata di El Salvador in Italia, il Governo di El Salvador e Proesa (Organismo di promozione di investimenti ed esportazioni di El Salvador) hanno organizzato in collaborazione con il nostro Ministero degli Esteri il primo Forum Imprenditoriale aperto alle aziende per far conoscere le risorse di El Salvador e stimolare l’interesse ad investire in questo Paese ricco di possibilità, nel cuore dell’America Latina.

El Salvador, poco più di 21 mila chilometri quadrati di estensione per 6,3 milioni di abitanti, è lo Stato più densamente popolato dell’America Centrale e si trova tra Guatemala, Honduras e Oceano Pacifico. Questa posizione geografica lo rende territorio favorevole per molteplici tipi di economia, supportati anche da facili collegamenti. L’Oceano è una grande via di import-export, ma la funzionalità dei collegamenti non è soltanto beneficio naturale bensì anche frutto di un’importante rete infrastrutturale di porti e aeroporti tra le più tecnologiche ed efficienti del mondo, tanto da costituire una delle maggiori fonti di investimento per i Paesi esteri in El Salvador.

L’assetto fiscale del Paese, unito alla presenza di zone franche appositamente create per essere bacino di capitalizzazione straniera, rende El Salvador sede dei principali siti di manutenzione nautica e aereonautica mondiali nonché di molteplici attività in outsourcing delle multinazionali.

Motivazioni per investire in El Salvador

Il presidente di Proesa, Sigfrido Reyes, ha messo in evidenza le principali ragioni per cui El Salvador può essere una culla di investimenti per l’Italia.
La solida economia, la stabilità dei prezzi, l’inflazione all’1,6% negli ultimi cinque anni, la manodopera altamente specializzata , la tassazione sugli utili e l’IVA molto convenienti, le migliori infrastrutture di collegamento del Centro America, i parchi industriali, il rispetto degli accordi economici stipulati con molti Paesi fanno della Repubblica Presidenziale di El Salvador un appetibile trampolino di lancio per idee imprenditoriali.

I Settori di investimento

Quali sono i campi in cui un investimento in El Salvador ha le maggiori probabilità di successo?
Abbiamo già visto come infrastrutture, nautica ed aereonautica offrano ampie possibilità. Ma non sono gli unici settori di punta.
El Salvador è uno dei Paesi che ha più attenzione per le energie rinnovabili, in particolare geotermica e solare. Nel Paese sono in costruzione i primi centri di produzione energetica interamente tratta dal sole e dal gas naturale.
Il clima favorevole tutto l’anno, il territorio diviso tra montagne, mare e città di cultura, la presenza di siti archeologici e architetture Maya, i parchi naturali, le cattedrali e i musei nonché i paradisi per surfisti sono i tanti aspetti per cui un altro settore di sviluppo è il turismo.
Senza tralasciare l’agroalimentare, di cui la risorsa più nota è il caffè.

I Rapporti economici tra Italia e El Salvador attuali e auspicabili

Perché El Salvador punta su di noi per la sua crescita economica? Per una similitudine territoriale e culturale, entrambi crocevia di scambi tra Paesi, dove il mare la fa da padrone, e perché il nostro Paese sta adottando una politica economica sulle PMI che anche El Salvador condivide.
L’Italia ad oggi risulta investire tra import ed export tra i 20 e i 30 milioni di dollari l’anno. Soprattutto si registrano esportazioni di macchinari industriali, strumentazione di precisione, prodotti edilizi, chimici, farmaceutici e metalmeccanici e importazioni di manufatti tessili, caffè, prodotti ittici (tonno in scatola in primis), legname, apparecchi e congegni meccanici e piante ornamentali.

Quello che le rappresentanze istituzionali, nostre e di El Salvador, intervenute al Forum si augurano è di aumentare la presenza degli imprenditori italiani nella piccola e media impresa all’interno del Paese perché proprio per le PMI i Governi, sia italiano sia salvadoregno, si stanno impegnando a dinamizzare l’economia con accordi di cooperazione internazionale che rimettano al centro la persona che vuole creare business all’estero.
A tale proposito il Ministro degli Affari Esteri, Massimo Bellelli, ha spiegato le possibilità per gli imprenditori date dall’Art.27 della Legge 125/2014 sulla Cooperazione allo Sviluppo. La più grande novità apportata è l’inserimento dei privati tra i soggetti di cooperazione, rendendo loro accessibile il credito per investimenti all’estero con le garanzie e le coperture di rischio previste per la cooperazione internazionale. Le tappe da seguire per accedere alla possibilità di sostegno all’investimento estero sono: prendere contatto con l’Agenzia Cooperazione e Sviluppo con un’idea progettuale in una specifica area, attendere le verifiche di accessibilità ai finanziamenti da parte della cassa depositi e prestiti, seguire il piano di investimento sviluppato dall’Agenzia Cooperazione e Sviluppo.

Sia il Vice Ministro degli Affari Esteri di El Salvador, Jaime Alfredo Miranda Flamenco, sia l’Ambasciatrice di El Salvador, Sandra Elizabeth Alas Guidos, hanno sottolineato come ogni azione di collaborazione possibile sarà messa in atto da El Salvador per favorire rapporti trasparenti con gli investitori e l’ambasciata di El Salvador in Italia costituirà un centro di mediazione per fornire chiarimenti e mettere in contatto.

Focus su El Salvador

Le università salvadoregne ogni anno immettono nel mercato giovani preparati soprattutto nel campo dell’innovazione e, nel tempo, un’attenzione alla formazione giovanile ha rallentato quel fenomeno di affiliazione alle gang criminali ed ha reso l’emigrazione dovuta più a scelte personali che a motivazioni economiche, professionali e di sicurezza intrinseche al Paese.

I salvadoregni nel mondo sono circa 3 milioni di cui la comunità più grande in Europa è proprio quella in Italia, che si attesta ad essere la terza mondiale dopo quelle in Usa e Canada. Di questi emigrati la maggior parte risulta essere composta da donne e perfettamente integrata nei Paesi di destinazione, con un lavoro, un’istruzione e una buona rete sociale. Inoltre il tasso di criminalità tra gli emigrati salvadoregni risulta essere molto basso.

Importante considerazione sulla sicurezza sociale in El Salvador è stata fatta dal Presidente di Proesa, Sigfrido Reyes, il quale ha sottolineato come le leggi salvadoregne abbiano consentito di ridurre il tasso di criminalità nel Paese in modo significativo (tasso di omicidi è diminuito del 50% dal 2012) e non solo statistico, tanto da aumentare infatti anche la percezione della pubblica sicurezza negli abitanti.
Necessaria precisazione però va fatta sulle modalità cui si è giunti ad un accurato monitoraggio legislativo e governativo della violenza in El Salvador. Il motore del cambiamento sono state le proteste della società civile che, auto organizzandosi, ha messo in atto vere e proprie iniziative di mediazione tra le parti coinvolte nei reati ottenendo risultati come la tregua nelle lotte tra gang, che appunto ha portato alla riduzione degli omicidi e ha sostenuto le organizzazioni non governative nella lotta per i diritti umani, nella tutela delle vittime di violenza e nella riduzione della domanda di droga.

Conclusioni del Forum

L’importanza della giornata di Forum sta nell’apertura al dialogo diretto tra le parti interessate, fornendo anche i canali istituzionali e tecnici per trasformare le intenzioni imprenditoriali in realtà, in un’ottica di globalizzazione ben organizzata.
“Il mondo vive situazioni inedite dal punto di vista politico e commerciale, ma credo che la globalizzazione non sia il problema. Il problema è la nostra incapacità a gestire la globalizzazione. Io penso che il protezionismo sia impraticabile e causi più effetti negativi che positivi alle aziende. Dobbiamo diventare capaci di fare della globalizzazione un’opportunità”. Così ha concluso Pierferdinando Casini, Presidente della Commissione Esteri del Senato, invitando a recuperare la volontà di conoscersi meglio tra Paesi, superando diffidenze e concentrandosi su realtà in evoluzione per il progresso reciproco.

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