Lavoro, nasce a Genova uno sportello anti-mobbing

L’iniziativa, promossa da Confsal, fornisce un supporto concreto a chi subisce soprusi. In Italia il 52% delle vittime è donna

Assistenza gratuita ai lavoratori vittime di comportamenti aggressivi, di natura sia psicofisica che verbale, negli ambienti di lavoro. Con questo obiettivo apre a Genova uno sportello contro il mobbing promosso da Confsal, la confederazione generale dei sindacati autonomi dei lavoratori.

L’iniziativa, gratuita, si rivolge a tutti i lavoratori, anche non aderenti all’associazione: “Consfal Liguria ha ritenuto di aprire a tutti, quindi anche ai non iscritti, l’operatività del proprio sportello – ha spiegato il segretario regionale ligure Confsal, Daniele Geria –, proprio perché reputa molto importante che la persona ‘mobbizzata’ esca dal suo stato e si rivolga ai nostri esperti. Farlo solamente per gli iscritti, avrebbe creato, da parte nostra, una barriera che, vista l’importanza del fenomeno, non riteniamo sia auspicabile”.

Lo sportello è stato realizzato insieme a Forma Mentis, ente di formazione accreditato dalla Regione Liguria, con lo scopo di fornire alle vittime una maggiore tutela. Nel nostro Paese, infatti, il fenomeno del mobbing è ancora poco regolamentato e l’unico ente che se ne occupa a livello nazionale è il Centro Italiano Anti-mobbing. “Con lo Sportello di prima informazione le persone possono tutelarsi senza subire danni legali e pecuniari, sapendo subito quali prove procurarsi – ha evidenziato la presidente di Forma Mentis, Simona Franceschini, esperta di formazione aziendale – perché in Italia a causa della mancanza di normativa, una persona vittima di mobbing rischia, oltre al danno, anche la beffa di dover di risarcire chi l’ha mobbizzato, perché ci sono azioni che in Europa sono configurate come mobbing, ma qui no. Inoltre cercheremo di coinvolgere anche psicologi che possano fornire una prima assistenza a titolo di volontariato”.

Dati alla mano, secondo una ricerca effettuata dall’Istat, sono 12 milioni i lavoratori che si ritengono mobbizzati in Europa. E in Italia su 21 milioni di occupati, 1.500.000 si reputa vittima di tale reato. Non solo, secondo l’Istituto per la prevenzione e la sicurezza del lavoro, il 65 per cento dei casi italiani si commette al Nord; e oltre il 70 per cento avviene nella pubblica amministrazione. Il 52 per cento delle vittime è di sesso femminile.