Legge Bilancio 2017, con ok finale in Senato è legge

Nel testo stop aumento Iva. Tra le novità arrivano il bonus nido e viene estesa l’opzione donna

La manovra 2017 è legge. Con il via libera definitivo da parte del Senato il ddl bilancio termina il suo percorso parlamentare in tempi record. La crisi di governo che si è aperta a seguito della vittoria del no al referendum costituzionale ha escluso la possibilità di mettere mano al provvedimento in seconda lettura, rendendo necessaria un’approvazione lampo. Sono 16 i capitoli che compongono la nuova finanziaria: dalle politiche fiscali per la crescita alla scuola, dalla previdenza alle politiche per l’occupazione.

Il pacchetto politiche fiscali per la crescita è composto da un mix di misure volte a rafforzare il contrasto all’evasione fiscale e generare maggiori entrate. Una delle novità più interessanti riguarda lo stop agli aumenti dell’Iva, previsti dal 2017 nel dettato della legge di Stabilità 2015. L’operazione costa 15 miliardi ma gli incrementi slittano al 2018 (19,6 miliardi) e al 2019 (23,3 miliardi). Scatta il taglio dell’Ires per le imprese dal 27,5 al 24 per cento previsto dalla legge di Stabilità 2016; e arriva l’Iri, la nuova tassa sul reddito dell’imprenditore, sempre al 24 per cento, per le pmi. Vengono prorogati gli incentivi per le ristrutturazioni edilizie, compresi gli interventi antisismici, per i mobili e l’eco bonus.

Passando alla voce scuola, viene istituito un fondo – con 140 miliardi di dotazione – destinato all’incremento dell’organico docente e dell’autonomia; altri 128 milioni vanno al piano straordinario per il programma #scuole belle. Governo attento alla tutela del territorio: nasce il fondo per la difesa del suolo e il dissesto idrogeologico, con una dotazione di 1,9 miliardi di euro per il prossimo anno. Viene istituito un piano strategico nazionale della mobilità sostenibile, destinato al rinnovo del parco autobus per il trasporto locale.

Per affrontare l’emergenza sismica è autorizzata la spesa, per il 2017, di 100 milioni per la ricostruzione privata e 200 milioni per quella pubblica. In tema di infrastrutture e trasporti, viene istituito un fondo, con una dotazione di 1,9 miliardi di euro, che servirà per interventi di trasporti, viabilità, infrastrutture ed edilizia pubblica. Sono previste misure specifiche per i mondiali di sci 2021, per il sistema nazionale di ciclovie e per il trasporto su acqua.

Per il rinnovo dei contratti del pubblico impiego vengono stanziati 1,5 miliardi per il prossimo anno. Inserite nel pacchetto misure di spending review, che dovrebbero far risparmiare più di 700 milioni nel prossimo anno. Per il settore privato, invece, si prevede uno sgravio contributivo per le nuove assunzioni a tempo indeterminato, che si rivolgono anche al sistema di alternanza scuola-lavoro.

Parliamo di 8.060 euro l’anno per massimo 36 mesi (inizialmente erano 3.250 euro), ma solo per le assunzioni al Sud di giovani e disoccupati. Salgono invece i tetti per la detassazione al 10 per cento dei premi di produttività (fino a 4mila euro su redditi di massimo 80mila euro). Non solo, aumenta di 15 milioni l’anno il finanziamento della riduzione contributiva per i datori di lavoro che stipulano contratti di solidarietà. Largo alle nuove leve con la proroga dei benefici contributivi per incentivare le assunzioni con contratto di apprendistato per la qualifica, il diploma e il certificato di specializzazione tecnica superiore: 2,6 milioni di euro per il 2017; 5,6 milioni di euro per il 2018 e 3 milioni di euro per il 2019.

Novità per i neogenitori: arriva il bonus nido da mille euro l’anno, che sarà esteso anche alle forme di supporto a casa per i bambini al di sotto di 3 anni malati cronici. Per le mamme arriva il ‘premio alla nascita’ (o all’adozione di minore) pari ad 800 euro, corrisposto, in unica soluzione dall’Inps. Buone notizie anche per i papà, il cui il congedo obbligatorio – da fruire entro i cinque mesi dalla nascita del figlio – sarà di due giorni nel 2017 e di quattro nel 2018.

Passando al capitolo previdenza, arriva l’Ape, l’anticipo finanziario a garanzia pensionistica. I requisiti per accedervi sono: età anagrafica minima di 63 anni, maturazione del diritto alla pensione di vecchiaia entro 3 anni e 7 mesi, anzianità contributiva di 20 anni, pensione pari almeno a 1,4 volte il trattamento minimo. Prevista una versione dell’Ape sociale dedicata ai soggetti ‘deboli’, con condizioni più vantaggiose. Si introduce la rendita integrativa temporanea anticipata (Rita), che consente di ottenere in anticipo le prestazioni della previdenza complementare. I lavoratori precoci potranno accedere al pensionamento anticipato; si agevola l’accesso anche a coloro che svolgono attività usuranti. Prosegue la saga degli esodati, con l’ottava salvaguardia che interessa 30.700 soggetti. Per il gentil sesso l’opzione donna – la possibilità per le lavoratrici donne di accedere al trattamento pensionistico anticipato in presenza di determinati requisiti – è estesa anche a chi, avendo 57 anni di età, ha maturato i 35 anni di contributi entro il 31 dicembre 2015: parliamo di oltre 4mila lavoratrici.

Un traguardo importante che interessa il mondo femminile arriva sul fronte giustizia. Viene introdotta una disciplina di maggior favore per l’indennizzo dei figli della vittima di omicidio commesso dal coniuge, dall’ex coniuge o da persona legata da una relazione affettiva: le risorse ammontano a 5 milioni di euro l’anno per il triennio 2017-2019. Alle lavoratrici autonome vittime di violenza di genere è riconosciuto il diritto all’astensione dal lavoro fino a tre mesi con un’indennità giornaliera dell’80 per cento del salario minimo. Infine, arrivano 2 milioni di euro per la predisposizione e l’attuazione del terzo Piano di azione Onu sulle donne, la pace e la sicurezza: stanziati 1 milione di euro per il 2017 e 500mila per ciascuno degli anni 2018 e 2019.