Premio Marzotto 2016, trionfano le start-up biomedicali

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Il brevetto di Eucardia che combatte l’insufficienza cardiaca si aggiudica i 300mila euro del Premio Marzotto 2016


Sotto il cielo di Roma e della Lanterna di Fuksas si è celebrata, lo scorso 1 dicembre, la finale del Premio Marzotto 2016, giunto alla sua sesta edizione. Il più importante premio italiano dedicato alle start-up, che dalla sua istituzione ha elargito a start-up italiane e innovatori circa 5 milioni di euro tra premi e percorsi di affiancamento. Un progetto per creare un nuovo tessuto sociale, il premio fa capo all’Associazione Progetto Marzotto, di cui Matteo Marzotto ne è presidente.
Queste le sue parole nell’apertura della serata di premiazione: “È il festival dell’innovazione, con questo progetto vogliamo pungolare la ‘migliore Italia’ quella con la voglia di fare infinita, creativa e innovativa. Le start-up qui presenti sono le Marzotto di oggi”.
Filippo Tortoriello, Presidente di Unindustria, partner dell’appuntamento insieme a Gala Lab Venture Accelerator, afferma che: “L’innovazione è la spinta decisiva verso la crescita duratura di ogni sistema territoriale ed è con questo spirito che Unindustria si affianca a Premio Marzotto. La creazione di nuovo valore e l’aumento di produttività attraverso approcci innovativi pervasivi e sistematici sono l’unica energia sostenibile per tenere accesi i motori della competitività del tessuto produttivo regionale. Il futuro del Lazio dipende anche da quanto verrà valorizzato l’ecosistema dell’innovazione, di cui le start-up costituiscono un nutrimento essenziale. Queste ultime rappresentano la visione di nuovi mercati, di nuovi prodotti, di nuovi modelli organizzativi. Ma incarnano metaforicamente anche quel cambiamento largamente auspicabile non solo in ambito imprenditoriale ma, in senso lato, anche culturale e sociale”.

Il premio ha una durata decennale e vuole contribuire a creare una piattaforma dell’innovazione italiana e le condizioni ambientali per un cambio di paradigma, sostenendo la nascita di nuova impresa in Italia. Open innovation e internazionalizzazione, i due asset su cui si basa, con il fine di creare una reale condivisione di saperi, visioni, modelli, rischi e benefici tra grandi aziende e giovani imprese innovative.

Categorie, premi e vincitori

Quest’anno molte le imprese innovative che sono giunte in finale provenivano dal mondo della ricerca, in particolare quella biomedica. Il montepremi è stato di 2.338.000 euro, tra premi in denaro e percorsi di affiancamento, e dodici le categorie di concorso:

  • Premio per l’impresa;
  • Premio dall’idea all’impresa;
  • Premio Corporate Fast Track;
  • Amazon Launchpad Award;
  • Premio Speciale Aubay Digital Transformation;
  • Premio Speciale Cisco;
  • Premio Speciale Consorzio Roma Ricerche;
  • Premio Speciale EY;
  • Premio Speciale Gala Lab;
  • Premio Speciale IngDan Far East Development;
  • Premio Speciale Invitalia;
  • Premio Speciale UniCredit Start Lab.

ll Premio per l’impresa è il più alto in valore economico con 300.000 euro in denaro al vincitore da parte di Progetto Marzotto, 25.000 euro in percorso di affiancamento da parte di CUOA Business School e 20.000 euro in percorso di affiancamento da parte di 012Factory Academy. In tutto 345mila euro.
È destinato alla migliore impresa innovativa con capacità di generare significative ricadute positive negli ambiti sociali territoriali, culturali o ambientali. Per partecipare servono una società già costituita, un team consolidato, un mercato di riferimento e preferibilmente un partner (incubatore, acceleratore) che ne accrediti il valore.

A vincerlo quest’anno è stata Eucardia, una start-up innovativa lombarda del settore biomedicale, nata nel 2013 per sviluppare un nuovo dispositivo cardiaco impiantabile, l’Heart Damper (HD), che mira ad allungare e migliorare la qualità della vita dei pazienti con insufficienza cardiaca (HF), riducendo i costi sanitari per la loro assistenza.
L’inventore del brevetto è il prof. Roberto Parravicini, cardiochirurgo milanese che negli ultimi decenni ha operato più di 10 mila persone tra Italia e Stati Uniti, ordinario all’Università di Modena e Reggio Emilia.
Insieme a sua figlia Francesca hanno deciso tre anni fa di crederci e fondare una start-up che li ha portati ad aggiudicarsi il premio più importante della competizione.

I 50mila euro del premio dall’idea all’impresa sono stati invece vinti dalla start-up Wrap, che sta sviluppando terapie tissutali innovative tramite stampa 3D per il trattamento di piaghe da piede diabetico.
“La giuria premia Wrap in quanto ha presentato un progetto dal forte impatto potenziale sia in termini di scalabilità che di problematica affrontata, con un elevato grado di innovatività del medical device oggetto dell’invenzione, un modello molto solido di business, scalabile e differenziabile anche sul fronte del 3D printing in futuro, e uno strutturato team proponente”.

A questo link sarà presto possibile scaricare l’elenco dettagliato dei vincitori delle altre dieci categorie di premi e quello dei vincitori dei trenta percorsi di affiancamento promossi dal network incubatori del Premio Gaetano Marzotto 2016.