Imprese, ecco l’Italia in 10 selfie

La Fondazione Symbola esamina i punti di forza del sistema Italia raggruppandoli in 10 selfie

Manifattura, green economy e cultura. Sono questi in estrema sintesi i punti di forza del sistema Italia, messi in luce dalla Fondazione Symbola nel suo report ‘L’italia in 10 selfie 2017’, per dimostrare che “per rilanciare l’economia e affrontare le sfide del mondo dobbiamo guardare ai nostri punti di forza, senza mai dimenticare i nostri mali antichi e i tanti problemi di oggi”.

Ecco l’Italia in dieci scatti fotografici:

Manifattura: con un surplus commerciale manifatturiero con l’estero di 103,8 miliardi di dollari nel 2015, l’Italia si conferma quinta al mondo dopo Cina (1.062,1 miliardi), Germania (362,3 miliardi), Corea del Sud (201,8 miliardi) e Giappone (174,7 miliardi), consolidando così il ruolo di punta nell’industria mondiale.

Rinnovabili: sono oltre 385mila le aziende italiane che durante la crisi hanno scommesso sulla green economy. Un settore che vale 190,5 miliardi di euro di valore aggiunto – pari al 13 per cento dell’economia nazionale – e che fa bene anche all’occupazione: 330mila dipendenti in più nel 2016, pari al 43,9 per cento del totale delle assunzioni – stagionali e non stagionali – previsti nell’industria e nei servizi.

Energia solare: l’Italia è primo paese al mondo per contributo del fotovoltaico nel mix elettrico nazionale (pari all’8 per cento nel 2015), meglio di Grecia (7,4 per cento) e Germania (7,1 per cento), ma anche di paesi come Giappone (sotto il 4 per cento) e Usa (meno dell’1 per cento).

Efficienza energetica: il modello produttivo italiano si conferma tra i più innovativi ed efficienti. Con 107 tonnellate di CO2 siamo secondi per minore intensità di emissioni atmosferiche, dietro Francia (93, aiutata in questo caso dal nucleare) e davanti a Spagna (131), Regno Unito (131) e Germania (154).

Riciclo: sono 47 i milioni di tonnellate di rifiuti non pericolosi recuperati per essere avviati a riciclo, il valore assoluto più elevato tra tutti i Paesi europei. Siamo seguiti da Germania con 43,6, Regno Unito 38,8, Francia 29,5 e Spagna 23,7.

Machinery: con 59,5 miliardi di dollari di surplus, l’industria italiana del machinery si conferma nel gruppo di testa della graduatoria internazionale per saldo della bilancia commerciale, preceduta dai competitor tedeschi (108 miliardi), cinesi (84,5 miliardi) e giapponesi (69,4 miliardi).

Cultura: dal design al Made in Italy, dai new media al patrimonio storico-culturale fino al turismo, il settore rappresenta il 17 per cento della ricchezza nazionale. Cultura e creatività danno lavoro al 6,1 per cento del totale degli occupati, circa 1,5 milioni di persone. Non solo, l’Italia vanta il primato mondiale per numero di siti Unesco: sono ben 51 quelli riconosciuti al nostro Paese.

Legno: con 9 miliardi di dollari di surplus l’industria italiana del legno arredo è seconda al mondo per saldo della bilancia commerciale, preceduta solamente dalla Cina (86,3 miliardi). L’industria del legno arredo Made in Italy è all’avanguardia nella sostenibilità ambientale, dai consumi di energia alle emissioni.

Competitività: l’eccellenza del Made in Italy sta nell’elevata diversificazione delle sue specializzazioni, che sono imperniate soprattutto nei macrosettori delle cosiddette ‘4 A’ (Alimentari-vini, Abbigliamento-moda, Arredo-casa e Automazione-meccanica-gomma-plastica).

Agroalimentare: dalla pasta ai pomodori, dall’aceto ai fagioli: sono 16 i prodotti italiani campioni assoluti nelle quote di mercato mondiale. Il nostro è il Paese più forte al mondo per prodotti ‘distintivi’: primi nel food, con 292 tra Dop/Igp/Stg, e nel vino, con 523 Doc/Docg/Igt.