Unimpresa: arriva la stangata fiscale da 75 miliardi

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Nel triennio 2017-2019 la pressione fiscale aumenterà arrivando a sfondare il muro degli 800 miliardi di euro: arriva la stangata fiscale da 75 miliardi

Il rapporto del Centro studi di Unimpresa (Unione nazionale di imprese), l’associazione che rappresenta 108.000 micro, piccole e medie imprese italiane, sulle Entrate dello Stato è stato realizzato sulla base dei dati del Ministero dell’Economia e delle Finanze e mette in evidenza come il totale delle entrate tributarie si attesterà a quota 493,1 miliardi alla fine del 2016 di cui 248,2 di imposte dirette (come Irpef, Ires, Irap, Imu), 240,9 di imposte indirette (come Iva, accise, registro) e 3,8 le altre in “conto capitale”.

Secondo l’analisi di Unimpresa si tratta di una voce del bilancio pubblico che salirà a 505,8 miliardi nel 2017 (rispettivamente 245,8 miliardi, 258,4 miliardi e 1,6 miliardi), a 518,1 miliardi nel 2018 (rispettivamente 247,8 miliardi, 269,3 miliardi e 831 milioni), a 530,9 miliardi nel 2019 (rispettivamente 254,3 miliardi, 275,7 miliardi e 841 milioni).

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Complessivamente, considerano la variazione di ciascun anno del triennio in esame rispetto al 2016, l’aumento delle entrate tributarie nelle casse dello Stato sarà pari a 75,5 miliardi: le imposte dirette cresceranno di 3,3 miliardi, le indirette di 80,5 miliardi e le altre si ridurranno di 8,3 miliardi.
In questo modo le Entrate dello Stato sfonderanno il muro degli 800 miliardi grazie alla stangata fiscale da oltre 75 miliardi nel triennio, visto che le tasse cresceranno costantemente, passando dai 493 miliardi del 2016 ai 505 miliardi del 2017, ai 518 miliardi del 2018 e ai 530 miliardi del 2019.

Sono le imposte indirette (la principale è l’Iva) – spiega Unimpresa – che “garantiranno” il maggior gettito aggiuntivo con un aumento complessivo di 80,5 miliardi; le indirette cresceranno di 3,3 miliardi, mentre caleranno di 8,3 miliardi gli altri tributi in conto capitale. Saliranno anche i versamenti allo Stato per contributi sociali e previdenziali: qui l’incremento sarà di quasi 33 miliardi. Per quanto riguarda previdenza e assistenza infatti dai 219,6 miliardi del 2016 si passerà ai 222,3 miliardi del 2017, ai 230,1 miliardi del 2018, ai 239,5 miliardi del 2019. L’incremento complessivo sarà pari a 32,9 miliardi.
In salita, poi, anche le altre entrate correnti per 2,3 miliardi. Ne consegue che il totale delle entrate dello Stato aumenterà di 110,3 miliardi: dai 786,2 miliardi del 2016 si passerà agli 800,8 miliardi del 2017, agli 821,9 miliardi del 2019 e agli 846,1 miliardi del 2019.

Nessuna variazione positiva dunque per la pressione fiscale. Il totale delle entrate dello Stato rispetto al prodotto interno lordo si è attestato al 42,6% nel 2016 per poi passare al 42,8% nel 2017, al 42,7% nel 2018 e 2019. Il quadro – aggiunge Unimpresa – non migliora nemmeno se si osserva il dato “epurato” del bonus da 80 euro introdotto a partire dal 2014 e contabilizzato, ai fini del bilancio pubblico, come uscita e non come minore entrata: la pressione fiscale (al netto, dunque, degli 80 euro), raggiunta quota 42,1% alla fine del 2016, salirà al 42,2% per tutto il triennio 2017-2019.