Violenza sulle donne, in 16 anni ha causato 1.600 orfani

uomo in attesa

Per la statistica Sabbadini si rischia di “compromettere la vita dei bambini che assistono alla violenza sulle donne, che un domani potrebbero diventare anche loro carnefici”

Dal 2000 ad oggi sono 1.600 i bambini rimasti orfani a causa del femminicidio. Lo rileva il presidente del Consiglio nazionale degli assistenti sociali, Gianmario Gazzi, ricordando che non bisogna trascurare “l’intervento di sostegno sui minori vittime di violenza assistita o nel peggiore dei casi di orfani di madre per mano del proprio padre, condizione quest’ultima che rappresenta un concreto e importante fattore di rischio nel percorso di crescita”.

Proprio per questo motivo Gazzi sottolinea la necessità di specifici percorsi di “supporto alle famiglie affidatarie, spesso nonni o zii, che devono essere sostenuti per poter affrontare un dramma di quel tipo e garantire la protezione di questi minori”.

Dati alla mano, negli ultimi cinque mesi si sono registrati in Italia oltre venticinque femminicidi: “più di una donna a settimana è stata uccisa per mano di un uomo all’interno di una relazione dominata da una sovrastruttura ideologica volta ad annullare la donna, nella sua identità e libertà, non soltanto fisicamente, ma anche nella sua dimensione relazionale e sociale” prosegue Gazzi. “Servono una serie di strumenti operativi che consentano innanzitutto alle donne di non sentirsi sole quando avvertono di essere minacciate, colpite e danneggiate: tra questi, una rete di ascolto attento per superare la solitudine, il silenzio, la paura, la vergogna”. Ma non solo.

Per il presidente degli assistenti sociali italiani, servono anche interventi concreti per proteggere le donne, promuovere lo sviluppo di processi di elaborazione delle violenze subite, come equipe multidisciplinari e multiprofessionali che siano in grado di rispondere sotto il profilo giuridico, relazionale e sociale a questi bisogni. Per questo motivo il potenziamento e il rafforzamento dei centri antiviolenza e delle strutture protette “deve essere un obiettivo primario di politica nazionale”.

A guardare la violenza dagli occhi dei bambini è Linda Laura Sabbadini, statistica e firmataria della lettera di adesione alla manifestazione nazionale contro la violenza maschile sulle donne ‘Manchi solo tu’, che punta alla prevenzione: “la violenza di oggi semina la violenza di domani. Combatterla oggi, proteggere i propri figli dai padri violenti, è fondamentale per diminuire la violenza di domani”.

Sabbadini ricorda che sebbene “la violenza sulle donne sia in diminuzione in tutte le sue forme, aumenta però la sua gravità. Milioni di donne l’hanno subita nel corso della vita” e partner ed ex partner “sono gli autori delle violenze più gravi”. Ma l’attenzione “va posta sulla trasmissione intergenerazionale della violenza: molti bambini e bambine sono vittime della violenza maschile perché assistono alla violenza del padre sulla madre”. Succede nel 60 per cento dei casi, ma rischia di compromettere “la qualità della vita presente e futura dei bambini. Perché i figli che assistono alla violenza avranno una probabilità maggiore di diventare a loro volta autori di violenza e le figlie vittime, come risulta da tutti gli studi anche a livello internazionale”.

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