Assegno di ricollocazione

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Con l’assegno di ricollocazione si aprono nuovi scenari nella lotta alla disoccupazione. La misura restituisce un nuovo ruolo agli enti per l’impiego e inserisce il lavoratore in percorso attivo e mirato di ricerca dell’occupazione

La fase sperimentale dell’assegno di ricollocazione sta per partire. Sono infatti pronte per essere inviate le prime 25.000 lettere che raggiungeranno gli altrettanti disoccupati designati al percepimento dell’assegno.
I 25.000 disoccupati sono stati estratti casualmente tra quelli con le seguenti caratteristiche: essere beneficiari della Naspi (Nuova Prestazione di Assicurazione sociale per l’Impiego, più comunemente nuovo assegno di disoccupazione, entrato in vigore nel 2015) e percepirla da più di 4 mesi.
La possibilità di effettuare questa sperimentazione è frutto di un accordo tra Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, Anpal (Agenzia nazionale politiche attive lavoro) e Assessori regionali, siglato l’8 Febbraio 2017.
L’assegno di ricollocazione non è specificatamente una misura di sostegno al reddito, ma di accompagnamento al reinserimento occupazionale. Analizziamola nel dettaglio.

In cosa consiste l’assegno
È un buono di valore variabile da 250 a 5.000 euro a seconda del “profilo di occupabilità” dell’individuo, ossia delle personali possibilità di trovare un nuovo impiego.
Importante da comprendere è che l’importo in denaro è sì a favore dell’individuo, ma non verrà erogato direttamente allo stesso bensì all’ente che il disoccupato sceglierà per seguire il percorso formativo e di reinserimento nel mondo del lavoro. È letteralmente un investimento per ricollocarsi. Gli enti potranno essere scelti tra i Centri per l’Impiego (CPI) o tra quelli privati accreditati presso l’Anpal.
Altro punto fondamentale è che l’importo dell’assegno sarà percepito dagli enti solo se il percorso di reinserimento avrà successo, quindi se il lavoratore troverà effettivamente posto.

Quale percorso è previsto per il disoccupato beneficiario dell’assegno
Una volta che il soggetto abbia ricevuto la lettera, deve completare la procedura di registrazione sul sito dell’Anpal e – entro 7 giorni dalla data di ricezione – scegliere l’ente dal quale si voglia far seguire. Dopodiché prenderà un appuntamento con un tutor dell’Ente e inizierà con questi a creare il proprio profilo di competenze redigendo il curriculum, svolgendo la formazione stabilita, vagliando le offerte di lavoro e preparandosi ai colloqui con le aziende.
Le offerte di lavoro congrue al proprio profilo devono essere accettate, pena la perdita dell’assegno di ricollocazione. Il lavoratore può rifiutare solo un’offerta di lavoro e solo se chiaramente non congrua al profilo designato.

Durata della misura
Il periodo in cui il disoccupato può beneficiare dei vantaggi dell’assegno di ricollocazione è di massimo dodici mesi (sei mesi più possibile proroga per altri sei mesi).
Qualora venisse accettato un lavoro di durata inferiore a 6 mesi, la misura viene sospesa per il periodo di lavoro e ripresa alla cessazione.

Compatibilità dell’assegno di ricollocazione con altre misure di sostegno
I disoccupati, nel periodo di fruizione dell’assegno di ricollocazione, non perdono la Naspi (di durata massima 24 mesi).

Servizi informativi Anpal dedicati alla misura
Numero verde attivo dal Lunedì al Venerdì dalle 9.00 alle 18.00: 800.000.039
Casella e-mail: info@anpal.gov.it

La prospettiva è quella di estendere la misura a tutti i disoccupati, su domanda degli stessi. L’iniziativa fa parte di un più ampio piano di sviluppo del sostegno all’impiego e di riassetto dei CPI, promosso nell’ambito della Conferenza Stato-Regioni del 22 Dicembre 2016.