Camere di commercio: si accorpano Parma, Reggio e Piacenza

Al via un nuovo ente che comprende 200 dipendenti e 160 mila aziende. Per il ministro dello Sviluppo economico Calenda l’accorpamento delle Camere di commercio rende il sistema “più efficiente”

Un ente camerale con 200 dipendenti e altissimi livelli di informatizzazione dei servizi, forte della presenza di quasi 160 mila imprese iscritte, su una superficie di 8.325 chilometri quadrati. E’ la conseguenza dell’accorpamento delle tre Camere di commercio delle province di Parma, Reggio Emilia e Piacenza, che porterà alla nascita di una delle più grandi realtà camerali italiane.

Le delibere dei Consigli camerali saranno comunicate a Unioncamere e passeranno al vaglio del ministero dello Sviluppo economico, chiamato a pronunciarsi sull’accorpamento, la cui realizzazione avverrà presumibilmente all’inizio del 2018. La nuova Camera di commercio sarà la più grande dell’Emilia Romagna e tra le prime d’Italia; opererà su un territorio in cui sono presenti 159.179 imprese con 509.999 addetti, generando un valore aggiunto di 37,5 miliardi ed un export di 19,5 miliardi: il 30 per cento dell’economia regionale. La nascente Camera di commercio avrà più di 70 milioni di patrimonio netto e quasi 25 milioni di incassi annuali.

L’accorpamento si inserisce in un più ampio progetto di razionalizzazione delle Camere di commercio, in un’ottica di “efficientamento, efficacia e riforma della governante” voluto dal governo Gentiloni e concretizzato attraverso un decreto legislativo approvato lo scorso agosto. Le Camere di commercio, infatti, passeranno dalle attuali 105 a non più di 60 nel rispetto dei seguenti vincoli direttivi: almeno una Camera di commercio per ogni Regione; e accorpamento degli enti camerali con meno di 75 mila imprese iscritte. Il provvedimento introduce maggiore chiarezza sui compiti delle Camere con l’obiettivo di focalizzarne l’attività su mansioni istituzionali evitando, al contempo, duplicazioni di responsabilità con altri enti pubblici. “Un nuovo modello in grado di dare risposte concrete alla necessità di riorganizzazione sul territorio e di definire con maggiore precisione le funzioni delle Camere”, ha commentato il ministro dello Sviluppo Economico, Carlo Calenda.