Decreto Sud, sconti fiscali fino al 45% per le pmi

Decreto Sud: rafforzato il credito d’imposta per le imprese del Sud. Per il vice ministro Bellanova si tratta di un “sostegno reale alle pmi, chiave di volta dello sviluppo”. Soddisfazione espressa da Confindustria, che aveva chiesto una revisione della misura

Novità per le imprese del Mezzogiorno. Dopo aver incassato il via libera della Camera con 236 voti favorevoli, 38 contrari 38 e 77 astenuti, il decreto legge per il Sud è ora all’esame del Senato.

Tra le novità, un cambio di rotta dell’esecutivo in tema di credito d’imposta per le aziende delle regioni meridionali che optano per nuovi investimenti: il governo ha infatti deciso di aumentare le aliquote ed allargare la base imponibile su cui calcolare il bonus. Finora la misura prevista dalla legge di Stabilità 2016 non aveva portato i frutti sperati, né era stata utilizzata quanto auspicato, tanto da spingere anche Confindustria a chiederne una revisione.

Il decreto legge rafforza quindi il credito d’imposta concesso per l’acquisto di beni strumentali nuovi destinati a strutture produttive nelle zone assistite delle Regioni del Mezzogiorno. “Continuiamo a lavorare per sostenere in maniera intelligente e mirata il tessuto produttivo del nostro Paese, grazie anche a misure come l’aumento massimo consentito del credito d’imposta contenuto nell’emendamento al decreto legge sul Mezzogiorno”, ha spiegato la viceministra allo Sviluppo economico, Teresa Bellanova, riferendosi proprio alle misure introdotte nel provvedimento durante il passaggio parlamentare a Montecitorio.

E infatti è stato proprio un emendamento presentato dal governo in commissione Bilancio alla Camera a portare lo sconto per l’acquisto di beni strumentali dall’attuale 10 al 25 per cento per le grandi imprese, dal 15 al 35 per cento per le medie aziende e dal 20 al 45 per cento per le pmi. Il credito d’imposta così maggiorato riguarderà, come il precedente, la Campania, la Puglia, la Basilicata, la Calabria e la Sicilia, e per la prima volta anche la Sardegna. Risultano così aumentate le relative aliquote fino al massimo consentito dalla Carta degli aiuti a finalità regionale 2014-2020 (con la possibilità di arrivare al 45 per cento).

Insomma, a detta della viceministra Bellanova parliamo di un sostegno “reale alle imprese che resistono all’onda lunga della crisi, in particolare le piccole e medie imprese, che rappresentano l’ossatura, e la chiave di volta dello sviluppo in particolare a Sud. Consapevoli che se siamo in grado di dare risposte concrete al Mezzogiorno, se riusciamo a colmare il gap con il resto del Paese non con l’assistenzialismo ma individuando i reali fattori di progresso basati sulle potenzialità reali del territorio, facciamo crescere il Mezzogiorno e crescere tutto il Paese”.

Allo stesso tempo, si allarga anche la base imponibile su cui calcolare l’agevolazione e cessa il divieto di cumulo con gli aiuti ‘de minimis’ e con altri aiuti di Stato sugli stessi costi. La base andrà infatti considerata al lordo e non più al netto degli ammortamenti già concessi per l’acquisto di beni strumentali. Una modifica considerata necessaria per favorire anche le aziende che hanno fatto investimenti negli anni precedenti in beni strumentali il cui ammortamento è ancora in corso. Infine si alzano le soglie dei progetti d’investimento agevolabili, da 1,5 a 3 milioni di euro per le piccole imprese e da 5 a 10 milioni per le medie: un aumento che punta ad incoraggiare le pmi con potenzialità di sviluppo e progetti di crescita. Per le grandi imprese il massimale resta invece a 15 milioni. L’allargamento complessivo non comporta lo stanziamento di nuovi fondi, ma rientra in quelli finanziati nella legge di Bilancio di quest’anno, pari a 617 milioni di euro.

Soddisfatto il presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia, che annuncia una nuova stagione di investimenti: “l’approvazione delle modifiche al credito d’imposta per gli investimenti nel Mezzogiorno è un passaggio di grande importanza per consolidare i segnali di ripartenza che si registrano nel Paese. Le modifiche alla misura agevolativa consentono di sfruttare tutti gli spazi e le opportunità offerti dalle regole europee, superando i vincoli che ne avevano condizionato l’operatività nei primi mesi di funzionamento”. Le nuove caratteristiche della misura “ben si conciliano con l’esigenza di un robusto e immediato sostegno al rilancio degli investimenti produttivi abbiamo finalmente a disposizione un incentivo trasparente che si applica solo a imprese che effettivamente realizzano investimenti e che in tal modo possono ridurre il global tax rate. Uno strumento automatico, con pochi oneri amministrativi, che supporta imprese forti e innovative, indipendentemente dai settori di appartenenza. Uno strumento a impatto immediato, che potrà favorire indirettamente anche la crescita dell’occupazione e l’attrazione di investimenti dall’esterno”.

Il testo è all’esame della commissione Bilancio del Senato e dovrebbe arrivare in Aula già dalla prossima settimana.