FVG: Contributi a professionisti under 35

assessora Loredana Panariti - FVG

La Regione Friuli Venezia Giulia finanzierà la formazione all’estero da parte dei giovani professionisti residenti o con sede legale od operativa sul territorio regionale

La delibera è stata emanata dalla giunta regionale del Friuli Venezia Giulia, su proposta dell’assessora alla formazione Loredana Panariti, il 3 febbraio 2017 (delibera n. 154/2017). Secondo il Regolamento approvato – che alleghiamo all’articolo – verranno finanziate le spese sostenute per la formazione all’estero fino a un massimo di 10.000 euro.
Le spese ammesse al contributo regionale del Friuli Venezia Giulia potranno essere riferite sia a costi da sostenere sia a quelli già sostenuti nei 24 mesi precedenti la data di abilitazione professionale. Il contributo varierà in base al volume d’affari di chi lo richiede, ovvero “al totale dei componenti positivi del reddito”.

La formazione per l’accrescimento delle proprie competenze professionali deve essere stata effettuata da giovani under 35 che siano residenti nel Friuli Venezia Giulia o vi abbiano sede legale od operativa. In particolare avranno diritto al finanziamento i professionisti in possesso dei seguenti requisiti:

  • i prestatori di attività professionali ordinistiche regolarmente iscritti a ordini o collegi professionali ai sensi dell’articolo 2229 del Codice civile;
  • i prestatori di attività professionali non ordinistiche, iscritti ad una associazione professionale inserita, ai sensi della legge 14 gennaio 2013, n. 4 (Disposizioni in materia di professioni non organizzate), nell’elenco delle associazioni professionali che rilasciano l’attestato di qualità dei servizi, pubblicato dal Ministero competente nel proprio sito internet;
  • i prestatori di attività professionali non ordinistiche iscritti ad un’associazione inserita nel registro delle associazioni di cui all’articolo 4 della legge regionale 22 aprile 2004, n. 13 (Interventi in materia di professioni).

Il regolamento stabilisce che siano ammessi al contributo unicamente i soggetti che:
a) hanno la residenza, il domicilio fiscale, la sede legale o la sede operativa nel territorio regionale; b) hanno un’età non superiore a 35 anni;
c) svolgono esclusivamente attività professionale in forma individuale, associata o societaria.

Sono esclusi invece i seguenti soggetti:

  1. lavoratori dipendenti a tempo indeterminato;
  2. collaboratori di impresa familiare;
  3. artigiani;
  4. commercianti;
  5. coltivatori diretti;
  6. titolari di impresa individuale;
  7. amministratori di società di persone o di capitali.

La formazione all’estero deve essere “finalizzata all’accrescimento, in termini di eccellenza e qualità, delle competenze professionali, in attuazione dell’ articolo 19, commi 2, 3 e 4 e dell’articolo 33 della legge regionale 22 marzo 2012, n. 5 (legge per l’autonomia dei giovani e sul fondo di garanzia per le loro opportunità)”. Essa deve essere realizzata presso organismi di formazione accreditati, enti o strutture pubbliche e private, ordini professionali, accademie, scuole o università.

Lo scopo dell’iniziativa è rafforzare e aggiornare le competenze e le abilità individuali dei giovani professionisti under 35, promuovendo così la competitività e riducendo i rischi di “obsolescenza professionale”.

Ma cosa coprirà il contributo regionale?
– le spese di iscrizione al percorso formativo,
– l’acquisto di testi connessi alla frequenza,
– le spese di viaggio,
– le spese accessorie al soggiorno, definite in modo forfettario,
– le eventuali spese di istruttoria per l’ottenimento di fideiussioni, rilasciate nell’interesse del professionista beneficiario da banche o istituti assicurativi.

L’assessora Loredana Panariti così ha commentato il provvedimento: “la Regione riconosce il potenziale imprenditoriale dei liberi professionisti, i quali sono un motore dell’economia basata sulle conoscenze e contribuiscono al raggiungimento degli obiettivi della Strategia Europa 2020 per una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva. L’apporto intellettuale che contraddistingue questo settore conferisce alle libere professioni un rilevante potenziale di creazione di nuovi posti di lavoro competitivi”.