Imprese, nel 2016 calano i fallimenti

Secondo il rapporto Cerved tornano a crescere le liquidazioni volontarie (+9%), ma il clima di fiducia è ancora lontano dai livelli precrisi

Nel 2016 si rafforza il calo dei fallimenti, ma tornano a crescere le liquidazioni. E’ quanto emerge dall’Osservatorio su fallimenti, procedure e chiusure di imprese realizzato dal provider Cerved.

Dati alla mano, nel 2016 sono fallite 13.500 imprese, in diminuzione rispetto alle 14.700 mila del 2015. A questo calo corrisponde una riduzione dell’8,5 per cento, che prosegue e rafforza il miglioramento dell’anno precedente, in cui i fallimenti si erano ridotti del 6,1 per cento rispetto al massimo storico raggiunto nel 2014. Il calo delle procedure è diffuso in tutti i settori dell’economia, con una riduzione più marcata nelle costruzioni (2,9 mila fallimenti, -11,1 per cento sul 2015), rispetto a servizi (-8,7 per cento) e industria (-5,8 per cento).

A livello geografico, i fallimenti diminuiscono in tutte le aree della penisola, con la sola eccezione delle isole, dove il fenomeno torna ad aumentare: la riduzione registrata nel Mezzogiorno (-6,4 per cento) ha riguardato infatti le sole regioni continentali, con Sicilia (+3 per cento) e soprattutto Sardegna (+26 per cento) che invertono la tendenza positiva del 2015. I cali maggiori, invece, si registrano nelle regioni settentrionali del Belpaese: nel Nord-Est, in cui i fallimenti erano aumentati anche nel 2015, le procedure fanno registrate una riduzione del 13 per cento; nel Nord-Ovest, per il secondo anno consecutivo, scendono sotto quota 4mila (-10 per cento).

Sono invece tornate ad aumentare le liquidazioni volontarie di imprese in attivo. In base ai dati e alle stime, hanno chiuso volontariamente 85 mila società, in aumento del 9,2 per cento rispetto al 2015. Anche al netto di effetti di natura fiscale che hanno favorito la liquidazione di società immobiliari, il numero di liquidazioni risulta in aumento (+3,8 per cento), con un’inversione di tendenza che ha riguardato tutti i settori dell’economia e tutte le aree, con la sola eccezione del Mezzogiorno. Secondo Marco Nespolo, amministratore delegato di Cerved, “si è chiuso un anno sostanzialmente positivo, che prosegue e rafforza i miglioramenti già osservati nel 2015, con una riduzione più marcata di fallimenti e procedure concorsuali”. Non mancano però i segnali di attenzione: “siamo ancora lontani dai valori fisiologici precrisi e l’aumento delle liquidazioni volontarie riflette infatti aspettative meno ottimistiche da parte degli imprenditori”, un clima di fiducia diminuito di 5 punti tra il 2015 e il 2016 e certificato anche dall’Istat.