Risparmio, settore a caccia di giovani talenti

Assogestioni lancia il progetto ‘Il tuo capitale umano’ per selezionare 40 tirocini

Al via ‘Il tuo capitale umano’, il programma formativo e informativo lanciato da Assogestioni per avvicinare i giovani a una carriera nel risparmio gestito. Raccogliendo l’adesione di 23 società di gestione del risparmio, l’Associazione ha organizzato oltre 10 incontri sul territorio nazionale presso alcuni dei principali atenei italiani: Milano, Trento, Pavia, Torino, Roma, Napoli e Bari.

Il progetto, che si rivolge a neolaureati e laureandi con competenze di tipo gestionale, economico, giuridico e quantitativo intenzionati a una carriera nel settore, si struttura in tre momenti. Si parte con un primo incontro in ateneo dove gli studenti hanno la possibilità di conoscere le caratteristiche chiave del settore e le skill principali per potersi candidare; ci saranno poi una giornata di formazione e orientamento durante il ‘Salone del Risparmio 2017′ e una giornata aperta al pubblico, il 13 aprile, dove i ragazzi avranno la possibilità di incontrare i rappresentanti di società di gestione del risparmio sia italiane che estere, partecipare a workshop dedicati, ascoltare le testimonianze di chi lavora nel settore e affrontare, insieme ai responsabili delle risorse umane, i colloqui di selezione. A tutti i ragazzi selezionati per il tirocinio, Assogestioni offrirà la possibilità di partecipare ad una sessione di formazione sulle tematiche chiave del settore. I tirocini partiranno da maggio 2017, potranno svolgersi in Italia o presso le sedi estere delle società e avranno durata di 6 mesi.

“Nel corso degli ultimi anni la nostra industria ha visto una contrazione significativa del numero degli addetti. Inoltre, diverse indagini hanno evidenziato come il gestito tricolore stia diventando un’industria matura, ma forse anche un po’ troppo di nicchia – ha spiegato il presidente di Assogestioni, Tommaso Corcos –. Questo progetto è una grande occasione per rilanciare il lavoro e ricordare il ruolo che l’industria svolge e deve continuare a svolgere in un’economia come quella italiana”.