Il Servizio Civile diventa universale

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Con la definitiva approvazione del Disegno di Legge in attuazione della Legge n. 106/2016, si apre una nuova era per tutti i giovani interessati al Servizio Civile

Il 10 Febbraio 2016 il Servizio Civile Universale è divenuto Legge di Stato, segnando un passo storico nella Riforma del Terzo Settore.
Il traguardo è il frutto dell’impegno dei molti enti promotori del servizio civile nel sostenere un costante e costruttivo dialogo con le Istituzioni, che ha riportato il Terzo Settore ad essere uno dei punti di attenzione da parte del Governo.
Al lavoro sinergico tra enti e Stato, si è unita una nuova visione di cooperazione tra ente ed ente per consentire anche di risvegliare l’interesse della popolazione giovane verso il servizio civile. Alla costruzione di quest’ottica ha contribuito Cnesc (Conferenza nazionale Enti per il Servizio Civile) che, nata nel 1988, ha accolto e messo in contatto sempre più enti e giovani, arrivando oggi a raggruppare più di 20 associazioni per il servizio civile su territorio nazionale.
La cooperazione è quindi la base sulla quale ha visto la luce la Legge sul Servizio Civile Universale.

Il primo vantaggio di questa nuova disposizione è che il servizio civile accoglierà tutte le richieste di partecipazione dei giovani che volontariamente vorranno approcciarvisi, con particolare cura per il percorso formativo che seguiranno, che dovrà essere per loro anche un investimento qualitativo per la futura occupazione.

I programmi del Servizio Civile Universale trovano applicazione nei settori della protezione civile, del patrimonio ambientale, storico, artistico e culturale, dell’educazione, dello sport, dell’assistenza, dell’agricoltura, della biodiversità, della pace tra i popoli, della nonviolenza, dei diritti umani, della cooperazione allo sviluppo e del sostegno alle comunità di Italiani all’estero.

Nell’ambito attuativo i giovani potranno usufruire di modelli flessibili, adattabili alle loro esigenze di vita e di lavoro. Potranno partecipare ai programmi anche gli stranieri con regolare permesso di soggiorno.
I giovani con minori opportunità socio economiche avranno maggiori occasioni di partecipazione al servizio civile. Inoltre per tutti i partecipanti che svolgeranno il servizio in Italia è prevista la possibilità di scegliere, durante il percorso, di passare un periodo di tre mesi in uno dei Paesi dell’Unione Europea, per rafforzare la condivisione e le conoscenze internazionali, oppure di affidarsi ad un tutor per la facilitazione all’accesso nel mercato del lavoro.
Le competenze acquisite durante il servizio civile potranno essere riconosciute e valorizzate come criteri di assunzione o di accesso ai bandi pubblici.

Lo Stato vigila sullo svolgimento del servizio civile, con il compito di stabilirne la programmazione, controllarne l’attuazione, verificare e valutare i risultati del percorso, accreditare gli Enti promotori.
Le Regioni e le Province Provincie autonome di Trento e di Bolzano “previa sottoscrizione di uno o più accordi con la Presidenza del Consiglio dei ministri, possono svolgere le seguenti funzioni:
a) formazione da erogare al personale degli enti di servizio civile universale, anche avvalendosi di enti di servizio civile universale dotati di una specifica professionalità;
b) controllo sulla gestione delle attività svolte dagli enti di servizio civile universale nei territori di ciascuna Regione o Provincia autonoma;
c) valutazione dei risultati relativi agli interventi svolti dagli enti di servizio civile universale e realizzati nei territori di ciascuna Regione o Provincia autonoma.
d) ispezioni presso gli enti di servizio civile universale che operano unicamente negli ambiti territoriali delle Regioni e delle Provincie autonome, finalizzate alla verifica della corretta realizzazione degli interventi, nonché del regolare impiego degli operatori di servizio civile universale.”

Gli Enti di servizio civile universale “presentano i programmi di intervento; curano la realizzazione degli stessi; provvedono alla selezione, alla gestione amministrativa e alla formazione degli operatori volontari impegnati nel servizio civile universale; attuano la formazione dei formatori; svolgono le attività di comunicazione, nonché quelle propedeutiche per il riconoscimento e la valorizzazione delle competenze acquisite dagli operatori volontari durante lo svolgimento del servizio civile universale. Al fine di garantire una maggiore efficacia ed efficienza dei programmi di intervento ed assicurare una più ampia rappresentatività, gli enti di servizio civile universale possono costituire reti con altri soggetti pubblici e privati”.

A ulteriore garanzia del corretto svolgimento del Servizio Civile Universale sono state istituite la Consulta nazionale per il Servizio Civile Universale, composta da massimo 15 membri nominati con Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri e organo di riferimento per il confronto sui temi riguardanti il servizio civile e la Rappresentanza degli operatori volontari sia a livello regionale che nazionale.
Il nuovo servizio civile diventa così una concreta opportunità per tutti i giovani di investire su se stessi sia per una crescita personale, sia per un maggiore coinvolgimento nella società in cui vivono oggi e che costruiranno, sia, infine, per una più proficua preparazione al mondo del lavoro.