Turismo, aumentano le donne guida

Secondo la Compagnia dei cammini, per diventare buone guide “basta riuscire a far vedere quello che gli occhi distratti dalla vita urbanizzata non vedono più”

Sono sempre di più le donne che scelgono di mettersi alla guida di gruppi di escursionisti. Da sempre appannaggio del genere maschile, la professione di guida turistica attrae ogni anno più personale di sesso femminile, segno che i tempi sono cambiati e che non esistono più lavori ‘da maschi’ e occupazioni ‘da femmine’.

La conferma arriva dalla Compagnia dei cammini, associazione di turismo sostenibile dedita a diffondere la cultura del camminare. E’ semplice diventare guide, basta “riuscire a far vedere quello che gli occhi distratti dalla vita urbanizzata non vedono più – ha spiegato la guida Roberta Ferraris –. Importante è la lettura del paesaggio, capire la relazione tra specie umana e il suo ambiente, il fragile ecosistema del pianeta Terra. Importante è ritornare con i piedi sul suolo, riconnettersi con la terra e con se stessi. Importante è leggere il filo della storia e della civiltà che corre lungo le antiche vie”.

Ma, come consiglia Luca Gianotti, coordinatore della Compagnia dei cammini, per fare del cammino una vera e propria professione “è importante camminare. Per più giorni, in contesti diversi. Leggere diari di viaggio, approfondire i mondi del turismo sostenibile, dell’economia solidale, dei cambiamenti virtuosi in atto in Italia e nel mondo. Farsi cioè una cultura del camminare, perché non basta saper riconoscere le piante o le rocce per essere una guida. E poi, certo, fare un corso per prendere un patentino, corsi che ancora dipendono dalle normative regionali”.

C’è chi si avvicina a questo mestiere perché l’ha respirato in famiglia, chi abbandona il posto fisso per seguire una vocazione e farne una scelta di vita sostenibile o chi parte dalla propria passione per trasformarla in una professione. In questa scelta anche la formazione ha la sua importanza: si può diventare guida partecipando ai corsi dell’Associazione guide ambientali ed escursionistiche; oppure accompagnatori di media o alta montagna grazie ai corsi disponibili presso l’associazione Guide alpine italiane.

Eppure la strada per colmare il gender gap è ancora lunga. Secondo i dati del Collegio nazionale Guide alpine, nel 2016 le donne iniziano ad essere presenti tra gli accompagnatori di media montagna: 68 presenze su 279 guide turistiche. Fanalino di coda le guide alpine, che sono solo 12 donne.