Università, arriva il bilancio di genere

La Conferenza dei rettori ha approvato una mozione per il riequilibrio di genere tra i docenti

Una mozione per promuovere l’ingresso di donne tra i professori universitari. La decisione arriva dalla Conferenza dei rettori, sulla scia di quanto accaduto alla Normale di Pisa, che ha introdotto una norma nel proprio regolamento che disciplina le assunzioni del personale docente prevedendo in caso di parità di curriculum la scelta prioritaria del professore donna, almeno finché non sarà colmata la disparità.

In questo modo le università italiane si impegnano formalmente per il riequilibrio di genere: forse già dal prossimo anno accademico dovranno dichiarare quante donne ci sono tra i loro professori, quante sono ai vertici e le politiche che hanno sviluppato per favorire la parità. Un adempimento che in realtà le università, come del resto tutta la pubblica amministrazione, dovrebbero già fare in virtù della legge n.150 del 2009 che impone la diffusione del documento in cui la singola istituzione analizza e valuta le proprie scelte di gestione e gli impegni economico-finanziari in relazione alla presenza di uomini e donne nel proprio organico. Ad oggi le uniche esperienze del genere si trovano a Bologna e a Napoli.

“Si tratta di una decisione che coinvolge tutto il sistema universitario, e deve portare anche a modifiche di legge o delle singole politiche se sarà il caso”, ha commentato il presidente della Crui, Gaetano Manfredi. “È importante – ha aggiunto il direttore della Normale, Vincenzo Barone – che tutti i rettori si facciano promotori di questo progetto”, anche perché a fronte di un aumento del numero di donne che si laureano (il 57,6 per cento del totale dei laureati), la presenza femminile diminuisce mano a mano che prosegue la carriera accademica. Oggi le donne sono il 46 per cento del personale ricercatore, il 36 per cento dei professori associati e solo il 21 per cento degli ordinari, percentuale che scende a picco quando si considerano i rettori e le altre posizioni di vertice.