8 marzo, le ragazze di San Patrignano rendono omaggio a Lucia Annibali e a Gessica Notaro

Annalisa e Silvia con Lucia Annibali (al centro)

Una delegazione femminile dalla comunità a Roma per dire no alla violenza e sì alla vita

Annalisa ha grandi occhi scuri e un taglio alla maschietta, eroinomane a 16 anni, a 20 incontra quello che lei crede sia l’uomo della sua vita. Si ricrede dopo che le botte diventano un sottofondo quotidiano fino a farla finire all’ospedale con un trauma cranico e il setto nasale rotto.
Silvia è minuta e delicata, in tasca ha una laurea in Accademia di Belle Arti con 110 e lode. Sogna di lavorare in un museo e intanto dipinge fiori. Poco tempo fa era una donna dalla doppia vita, fatta di normalità di giorno e di eccessi e trasgressione la sera, accanto a chi diceva di amarla pur togliendole il respiro in un vortice di minacce e ricatti.

Due ragazze di San Patrignano che hanno voluto fortemente, oggi, essere a Roma per consegnare di persona a Lucia Annibali un mazzo di mimose proveniente dalle coltivazioni della comunità. Contemporaneamente è stato consegnato un pensiero floreale anche a Gessica Notaro, la ragazza riminese sfregiata con l’acido dall’ex. Un gesto profondamente simbolico che amplifica il senso di questa giornata perché combattere la tossicodipendenza per San Patrignano significa lottare contro la violenza sulle donne, specialmente tutelando i soggetti più deboli e lavorando durante il percorso di recupero per restituire loro dignità e sicurezza. “Oltre il 70 per cento delle ragazze presenti oggi ha subito in passato maltrattamenti o abusi – evidenzia Antonio Tinelli, presidente del Comitato sociale di San Patrignano – Ci sentiamo vicini a Lucia e a Gessica per il loro coraggio, la forza e la capacità di rialzarsi dopo la violenza subita. A Lucia va anche tutta la nostra stima per l’impegno a favore della parità di genere”.

Attualmente la Comunità conta una popolazione femminile totale di 350 donne ed ospita 212 ragazze in percorso con un’età media intorno ai 26 anni, quattordici di loro sono minorenni e 23 sono mamme di cui circa la metà ha potuto portare con sé i figli a San Patrignano.
Ragazze che come tutti coloro passati da San Patrignano sin dalla sua fondazione ricevono aiuto e sostegno in maniera completamente gratuita senza gravare ne sulle famiglie ne sullo Stato. In questi giorni infatti si svolge la campagna di raccolta fondi intitolata “Per i nostri figli”, attraverso cui la comunità vuole ribadire il suo sostegno incondizionato e gratuito nei confronti delle famiglie, affiancandole nel difficile compito educativo a sostegno dei giovani. Per partecipare alla campagna e aiutare la Comunità a portare avanti le sue attività, fino al 13 marzo sarà sufficiente inviare un SMS da cellulare al numero solidale 45518 per donare 2 euro, o chiamare da rete fissa per donare 5 e 10 euro.

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