Imprese, rinnovato contratto settore alimentare

Sottoscritto dai sindacati di settore il contratto collettivo nazionale per i prossimi 4 anni. Dall’aumento salariale al telelavoro: ecco tutte le novità

Buone notizie per i lavoratori del settore alimentare. E’ stato sottoscritto dai sindacati di settore – Fai-Cgil, Flai-Cisl, Uila-Uil – l’accordo per il rinnovo del contratto collettivo nazionale del lavoro per il quadriennio 2016-2019.

Si tratta di un accordo che riguarda oltre 400 mila lavoratori e che si applica ai dipendenti delle imprese artigiane, delle imprese non artigiane che occupano fino a 15 dipendenti del settore alimentare e ai dipendenti delle imprese della panificazione fino a 249 dipendenti.

Quali le novità? L’accordo prevede, a regime, un aumento medio delle retribuzioni di 105 euro, così suddivise: 20 euro da gennaio 2016, 15 euro da ottobre 2016, 20 euro da ottobre 2017, 25 euro da ottobre 2018, 25 euro da settembre 2019. Non solo, il nuovo contratto – che a differenza delle versioni precedenti dura quattro anni e non tre – apre al telelavoro ed al cosiddetto lavoro agile, con possibilità di determinazione delle condizioni a livello aziendale; e prevede, in caso di violenza di genere, oltre a quelli già definiti dal decreto legislativo n. 80 del 2015, altri tre mesi a carico dell’azienda. Previsti inoltre: l’aumento a 280 ore del limite annuo al ricorso al lavoro straordinario; la definizione di una specifica tipologia di contratto di lavoro a termine per il reinserimento al lavoro destinato ad alcune categorie di lavoratori, con l’erogazione di un salario d’ingresso attraverso il sistema del sotto inquadramento; e l’adeguamento della normativa contrattuale dell’apprendistato e del part-time alle disposizioni previste dal Jobs Act.

Le ore di flessibilità passano da 72 a 88 l’anno e saranno retribuite con una maggiorazione del 20 per cento, a fronte del 45 per cento previsto per quelle a titolo di lavoro straordinario; la percentuale di part-time passa dal 5 per cento al 7 per cento ed i lavoratori godono della cosiddetta reversibilità al tempo pieno. Il part-time può essere scelto come alternativa al congedo parentale; i congedi non retribuiti per malattia del bambino di età tra i 3 ed i 9 anni salgono da 9 a 10 giorni; possibilità di sostegno al reddito dei lavoratori con contratto a tempo indeterminato che hanno perso l’occupazione ed ai quali mancano non più di 2 anni al pensionamento e nei casi di trasformazione del rapporto da tempo pieno a tempo parziale per facilitare la staffetta generazionale. Rinviata al 1* giugno 2020 la compartecipazione dei lavoratori al Fasa, il fondo sanitario di categoria.

Soddisfazione viene espressa dalle associazioni datoriali del settore. Per Dario Bruni, delegato alle relazioni sindacali di Confartigianato, “con l’ampliamento dell’ambito di applicazione, questo accordo avvia l’attuazione del nuovo modello contrattuale dell’artigianato e delle piccole imprese”. Secondo Massimo Rivoltini, presidente di Confartigianato Alimentazione, “l’accordo rappresenta un significativo passo in avanti nel campo della piena rappresentanza  delle imprese del settore che potranno utilizzare nuovi strumenti per favorire il migliore collocamento delle risorse umane e per meglio rispondere alle nuove esigenze dei consumatori”. Non solo, “consente di rappresentare di più e meglio un settore molto ampio con numerose attività da quelle tradizionali fino a quelle specifiche dei frantoiani oleari”.

Commenti positivi anche dalle sigle sindacali. Con “il rinnovo del contratto degli artigiani del settore alimentare e della panificazione si danno risposte concrete ai lavoratori e si prosegue lungo la strada tracciata dall’intesa interconfederale sulle relazioni industriali – commenta Franco Martini, segretario confederale della Cgil –. Si continua a lavorare con l’obiettivo di soddisfare i bisogni materiali e garantire i diritti di tutte le componenti del lavoro nel nostro Paese. Nel corso del 2016 e in questo inizio 2017 sono stati rinnovati contratti per oltre tre milioni di lavoratori e lavoratrici, occorre continuare per tutti quei settori in cui non si è ancora riusciti a farlo”. Il dirigente sindacale sottolinea che “si tratta del primo nel settore dopo l’accordo sul nuovo modello di relazioni siglato il 23 novembre 2016 con il comparto artigiano. L’intesa firmata è coerente con i punti principali in esso definiti e rappresenta un contributo importante agli obiettivi di riorganizzazione contrattuale individuati a livello confederale”. Un rinnovo “di spessore e di prospettiva, il primo siglato con le nuove regole sulle relazioni sindacali, che assicura un importate passo in avanti per i tanti lavoratori dell’Artigianato alimentare”, aggiunge il segretario generale della Flai-Cisl, Luigi Sbarra, spiegando che “con l’accordo rinnoviamo le relazioni industriali, rilanciamo bilateralità e formazione, welfare e integrazione, consolidando nel contempo la parte salariale; in tema di mercato del lavoro si sperimenta poi il contratto di reinserimento a favore di categorie svantaggiate. Ne risulta un concreto incremento del potere d’acquisto e delle tutele dei lavoratori. Risultati tangibili, immediati, che si uniscono a elementi di prospettiva, rendendo questo Ccnl un testo pilota anche per altri settori. Un traguardo importante, che mette in evidenza una volta di più lo stretto rapporto tra buona contrattazione, qualità di processo e di prodotto e sviluppo diffuso”. Esprime “soddisfazione” Guido Majrone, segretario nazionale Uila-Uil, “per l’aumento di salario che siamo riusciti a garantire ai lavoratori in un contesto economico come quello attuale e con l’inflazione che sta risalendo si tratta di un incremento di grande importanza, sono soldi freschi in tasca ai lavoratori”, rimarcando che tale aumento “è stato reso possibile grazie anche alla ricchezza prodotta dal settore dell’artigianato alimentare che rappresenta una parte fondamentale del Made in Italy”.