Infortuni sul lavoro: campagna ANMIL 2017 al femminile

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Arte e dati tecnici le due facce della lotta contro gli infortuni sul lavoro nella Campagna ANMIL 2017 al femminile. Gli stati d’animo da una parte ed il panorama statistico-giuridico dall’altra sono i risvolti che l’Associazione vuole cogliere e far conoscere del fenomeno

ANMIL (Associazione nazionale fra mutilati e invalidi del lavoro), in collaborazione con Gangemi Editore, ha presentato a Roma, in occasione della Giornata della Donna 2017, due iniziative per portare all’attenzione dell’opinione pubblica e delle istituzioni un argomento di cui ancora non si parla abbastanza: gli infortuni sul lavoro che coinvolgono le donne.
Con il focus puntato sulla declinazione al femminile dei risvolti dell’insicurezza lavorativa, le due iniziative, tra loro molto diverse, si incontrano nel cogliere il vissuto emotivo, economico e sociale delle donne vittime dirette o indirette degli infortuni sul lavoro e le conseguenze fisiche, morali e relazionali che questi drammi hanno sulla famiglia e sui contatti esterni della donna.

Un’iniziativa – la seconda edizione del Concorso di poesia “Lavoro insicuro: riflessi negli sguardi delle donne” – mira alla sensibilizzazione attraverso l’espressione artistica, l’altra iniziativa – lo studio “Colf e badanti: una risorsa preziosa per le famiglie italiane” – alla diffusione della conoscenza del fenomeno attraverso dati giuridico – statistici, laddove viene presentato l’ambito del lavoro domestico che più di altri è appannaggio delle donne e presenta notevoli fattori di rischio infortuni.

Alla presentazione delle due iniziative sono intervenute personalità di spicco dell’ANMIL: il Presidente nazionale Franco Bettoni, il Coordinatore dei Servizi statistico-informatici, nonché curatore dello studio sul lavoro domestico, Franco D’Amico, la Responsabile Lavoro e Sicurezza Maria Giovannone, le portavoce del Gruppo Donne ANMIL per le Politiche femminili Graziella Nori.
Accanto a tali personalità ANMIL erano presenti rappresentanti istituzionali quali Isabella Aiello, funzionaria del Ministero del Lavoro, Francesco Rampi, Presidente CIV INAIL, e di organizzazioni datoriali come il Vice Presidente Assindatcolf (Associazione nazionale Datori di Lavoro domestico) Andrea Zini.

Il Presidente ANMIL Franco Bettoni si è soffermato sulla necessità di parlare del fenomeno degli infortuni sul lavoro soprattutto nell’ottica della ripresa emotiva e lavorativa delle persone, che vanno accompagnate ed aiutate nel percorso di reinserimento sociale e produttivo. “Non è in una sola giornata il senso del sostegno alle donne e alle famiglie di chi è colpito da tali sventure” ha specificato, “ma è nel lavoro costante e continuo di ANMIL, che con la Giornata della Donna ANMIL e le sue iniziative, vuole testimoniare una strada lunga, piena di traguardi raggiunti e di mete prefissate. Sono le testimonianze delle donne ANMIL che maggiormente incarnano lo spirito dell’Associazione e danno valore ai mezzi, sia culturali sia tecnici, con cui ANMIL persegue l’obiettivo di sensibilizzazione e aiuto”.

Maria Agnello, vedova di un lavoratore che ha perso la vita in un incidente stradale in itinere (durante un percorso che stava compiendo per lavoro), ha portato la sua testimonianza spiegando alla platea la sua idea di associazionismo: far incontrare persone che hanno vissuto esperienze simili allo scopo di aiutarsi e riemergere insieme. A Ragusa, nella sua città, ha fondato un gruppo di auto-aiuto femminile. Si tratta di donne che, riunendosi e “parlando delle proprie problematiche, relazionandosi, ricostruiscono quella rete sociale minata da un dolore così grande come una morte o una malattia legate al lavoro e si riaffacciano alla realtà lavorativa con fiducia, perché non sono sole”.
Maria Agnello ha sottolineato anche l’importanza dell’educazione alla sicurezza, sia per i datori di lavoro sia per i lavoratori stessi. Perché “i datori di lavoro non devono tenere malsani i luoghi di lavoro, ma i lavoratori non devono trascurare quelle norme che possono fare la differenza tra la vita e la morte”.

Silvana Zambonini ha invece portato la propria esperienza di vittima di un luogo di lavoro malsano che le è costato due serie malattie professionali: la sordità e la proliferazione di cellule tumorali per esposizione all’amianto. Silvana ha parlato delle proprie patologie con una serenità acquisita dopo grandi lotte per ottenere giustizia, lotte che hanno portato alla totale bonifica dell’edificio in cui lavorava. Nel suo intervento ha esortato a non aver paura di denunciare in quanto la denuncia è necessaria per far cambiare davvero le cose.
La scrittura è stata per lei un’ancora di salvezza che ha reso più lieve il percorso di adattamento alle malattie e le ha consentito di trasmettere la sua forza. Un esempio di come la cultura possa essere un mezzo per muovere le coscienze. E proprio questo è ciò che il concorso di poesia promosso da ANMIL vuole fare: muovere le coscienze verso la comprensione di un fenomeno, coinvolgere tutti e nello stesso tempo dare spazio agli stati d’animo di chi è coinvolto nel fenomeno, farlo aprire.

Modalità del Concorso “Lavoro Insicuro: riflessi negli sguardi delle donne”

La partecipazione al concorso è gratuita ed è rivolta a chiunque voglia aderire, senza alcuna esclusione, al fine di “raccontare in versi il tema degli infortuni sul lavoro e le sue implicazioni sulla vita quotidiana, familiare, sociale e lavorativa dell’universo femminile, prevedendo la massima divulgazione del tema e la più ampia partecipazione”.
I partecipanti potranno inviare un massimo di due componimenti da 50 versi ciascuno, in formato word, all’indirizzo mail: concorsodipoesia2017@anmil.it entro il 21 Luglio 2017, con allegata la scheda di partecipazione scaricabile dal sito www.anmil.it.
Le poesie verranno preselezionate da una Commissione tecnica della quale fanno parte: Giuseppina Paterniti, giornalista Vice Direttrice del TGR Rai, Luce Tommasi e Simona D’Alessio giornaliste e componenti del Gruppo Donne ANMIL, la poeta Lucia Franchi e la responsabile Comunicazione ANMIL Marinella De Maffutiis. Questa Commissione sceglierà i componimenti da presentare ad una Giuria composta esclusivamente da donne del mondo del giornalismo, della moda e dello spettacolo, nominata da ANMIL.
Ai primi tre classificati andranno premi in denaro così stabiliti: € 1.500 al 1° classificato, € 1.000 al 2° classificato, € 500 al 3° classificato.
Inoltre tutte le poesie pervenute saranno pubblicate in una sezione apposita del sito Anmil e saranno sottoposte a votazione degli utenti del web. La più votata riceverà uno speciale Premio della Giuria che consisterà in una targa e 300 euro.
La cerimonia di premiazione si terrà a Dicembre 2017. Le poesie migliori saranno raccolte in un libro.

Lavoro domestico e infortuni

L’analisi statistica del lavoro domestico e degli infortuni ad esso connessi ci mette di fronte ad un fenomeno in crescita per quanto riguarda il numero di lavoratori e che mantiene un andamento costante nel tempo per numero di infortuni verificatisi. Dal 2005 al 2015 infatti i lavoratori domestici sono passati da 470.000 a 886.125 (dati riferiti al lavoro regolare) con una prevalenza di donne, che rappresentano l’87,8% dei lavoratori. Nel 2015 è stato registrato un aumento del 13% delle lavoratrici italiane e un lieve decremento di quelle straniere, segnale che la crisi dell’occupazione ha portato le italiane a rivalutare questo mestiere. Parlando di infortuni, una verifica su cinque anni, dal 2011 al 2015, non ha però mostrato grandi variazioni: nel 2011 gli infortuni sono stati 4.816, nel 2015 sono stati 4.820. La maggior parte ha interessato donne (l’89,5% del totale nel 2015) e gli esiti mortali si sono mantenuti su una media di 10 per anno.

Osservando per Regione, quelle con maggiore presenza di lavoratori domestici sono anche quelle con il maggior numero di infortuni e si sono rivelate essere le regioni del Centro Nord, con una distribuzione così declinata per il 2015: Lombardia 720 infortuni, Emilia Romagna 575, Toscana 526, Lazio e Piemonte 409, Veneto 307.

La Salute del lavoratore domestico

Dal punto di vista giuridico la salute del lavoratore domestico è tutelata dall’art. 6 della Legge 339/1958, con l’obbligo a carico del datore di lavoro di garantire un ambiente di lavoro non nocivo sia sul piano fisico sia sul piano morale, e dal Decreto del Presidente della Repubblica n. 1.403 del 1971, che estende ai lavoratori domestici sia la copertura assicurativa sia quella previdenziale.
La maternità per la lavoratrice domestica è invece normata dalla Legge 1.204 del 1971, con diritto all’astensione dal lavoro per 5 mesi, all’indennità sostitutiva completamente a carico Inps e alla conservazione del posto di lavoro, ma non viene previsto il diritto al congedo parentale (astensione facoltativa).

Il Testo Unico di Salute e Sicurezza (d.lgs. n. 81/2008) contempla il lavoro domestico con obblighi prevenzionistici a carico del datore di lavoro solo se svolto per professionisti o imprenditori. Se invece è svolto per un privato (es. una famiglia) il lavoratore domestico viene considerato come un lavoratore autonomo.
Un grande scoglio rappresenta nell’ambito del lavoro domestico più che altrove il lavoro nero.
Si stima che ci sia un 40% di lavoro sommerso che costituisce un grave rischio non solo fiscale, ma per la stessa incolumità del lavoratore.
Prendere di petto la questione della sicurezza sul lavoro vuol dire proprio far emergere le situazioni irregolari sia nella forma contrattuale sia nelle condizioni di lavoro e non abbandonare le vittime che denunciano e che vogliono tornare a vivere una vita normale.