Prestiti alle imprese

Claudio Pucci - Vicepres Unimpresa

Pubblicato il rapporto mensile sul credito, a cura di Unimpresa

Il primo dato, sconcertante viste le politiche anticrisi attuate in Italia negli ultimi anni, è che i prestiti che le banche concedono alle imprese sono calati ulteriormente, di quasi 17 miliardi di euro, nel corso del 2016. Un dato che fa riflettere e porta il Vicepresidente di Unimpresa, Claudio Pucci, a chiedersi: “lo Stato salva le banche con 20 miliardi, ma chi ci assicura che i finanziamenti ripartiranno?”.

Non demorde insomma il credit crunch per le aziende italiane nonostante il tanto decantato aumento di 13 miliardi dei finanziamenti a medio termine. Non basta tale aumento infatti a modificare il trend negativo e nel 2016 si ha un calo totale del 2% a prescindere da questo aumento particolare. Infatti a essere calati – e di molto – sono i finanziamenti a breve periodo (- 20 miliardi) e quelli a lungo periodo (- 10 miliardi).
Le banche dal canto loro si schermano con un altro dato: le sofferenze (rate non pagate) sono tornate a salire e sono sopra quota 200 miliardi (ma l’aumento è veramente minimo, in termini di percentuali è un +0,08%, pari a 162 milioni) e quindi preferiscono concedere i prestiti alle famiglie piuttosto che alle aziende. Sono infatti cresciuti di 5 miliardi i mutui e di 5 miliardi i crediti al consumo.

A realizzare il Report è stato il Centro studi di Unimpresa, l’associazione nazionale delle MPMI (micro, piccole e medie imprese), che ha analizzato i dati della Banca d’Italia.

Prospetto andamento prestiti 2016 Unimpresa

I dati nel dettaglio

Riportiamo di seguito quanto comunicato da Unimpresa:

Il totale dei prestiti al settore privato è calato negli ultimi 12 mesi di 12,5 miliardi (-0,89%) passando dai 1.412,7 miliardi di dicembre 2015 ai 1.400,2 miliardi di dicembre 2016. Nel dettaglio, è calato di 16,9 miliardi (-2,13%) lo stock di finanziamenti alle imprese passati da 792,9 miliardi a 776,05 miliardi: nel dettaglio, sono calati di 19,7 miliardi (-7,04%) da 280,6 miliardi a 260,9 miliardi i crediti a breve termine (fino a 1 anno); giù di 10,8 miliardi (-2,97%) i prestiti di lunga durata (oltre 5 anni) scesi da 365,5 miliardi a 354,7 miliardi; sono invece cresciuti di 13,7 miliardi (+9,34%) i finanziamenti di medio periodo (fino a 5 anni) passati da 146,6 miliardi a 160,4 miliardi. Risultano complessivamente in aumento di 4,3 miliardi (+0,71%) i prestiti alle famiglie, passati da 619,7 miliardi a 624,1 miliardi: in particolare, è salito di 5,3 miliardi (+6,53%) il credito al consumo (denaro concesso per acquistare elettrodomestici, automobili, televisori e smartphone) passato da 81,2 miliardi a 86,5 miliardi; in aumento anche i mutui di 5,8 miliardi (+1,61%), saliti da 362,3 miliardi a 368,1 miliardi; in calo, invece, i prestiti personali, scesi di 6,7 miliardi (-3,82%) da 176,2 miliardi a 169,5 miliardi.

Le sofferenze

Per quanto riguarda i prestiti non rimborsati, si registra un lieve aumento delle sofferenze lorde, cresciute in totale di 162 milioni (-0,08%) dai 200,7 miliardi di dicembre 2015 ai 200,8 miliardi di dicembre 2016. Il rapporto tra sofferenze lorde e prestiti è passato dal 14,21% al 14,35%. Sono aumentate di 341 milioni (+0,24%) le rate non pagate dalle aziende, salite da 142,9 miliardi a 143,2 miliardi; in calo di 241 milioni (-0,65%) anche i crediti deteriorati riconducibili alle famiglie – passati da 37,3 miliardi a 37,08 miliardi – e di 51 milioni (-0,32%) quelli legati alle imprese familiari, calati da 16,09 miliardi a 16,04 miliardi; sono invece risultate in aumento di 113 milioni (+2,59%) le sofferenze della pubblica amministrazione, delle assicurazioni, dei fondi e delle onlus. In totale delle sofferenze nette, invece, ovvero quelle non coperte direttamente da garanzie, sono calate di 1,6 miliardi (-1,85%) da 88,5 miliardi a 86,8 miliardi. Il rapporto tra sofferenze nette e prestiti è passato dal 6,27% al 6,20%.