StartupBootCamp Foodtech

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Le 10 startup scelte per salire sul palco al Demo day di Startupbootcamp Foodtech

Dopo 3 mesi di accelerazione con Startupbootcamp Foodtech le 10 start-up selezionate si sono presentate alla platea di investitori sul palco dell’Auditorium Parco della Musica di Roma. Lo Startupbootcamp FoodTech con sede a Roma, infatti, supporta le aziende innovative nel settore alimentare a scala globale. Per partecipare al programma di accelerazione erano state inviate oltre 600 proposte da parte di startupper di tutto il mondo ma solo 10 hanno superato la selezione e così hanno ottenuto l’aiuto di un team di imprenditori di prima classe, investitori e partner.
La squadra Startupbootcamp – formata dai fondatori FoodTech Peter Kruger (CEO & Managing Director), Paolo Cuccia (Presidente del Gambero Rosso e chairman dell’iniziativa), Matteo Fago (membro del board) e Diego Falanga – ha messo in campo oltre 100 mentors e aziende tra cui Facebook, Amazon, Cisco, Google, Intel, Salesforce, Tetra Pak e più di 1.000 business angels, tra cui Endeit, Earlybird, Sunstone, Google VC e Gruppo LVenture.

Il Demo Day

Peter Kruger nel presentare l’evento Demo Day ha spiegato: “Il Foodtech è la strada per costruire innovazione e abbiamo scelto l’Italia perché è il paradiso del cibo. Se vuoi veramente salvare il pianeta, devi portare disruption nella catena alimentare. Da qui al 2050 la produzione agricola dovrà aumentare del 70% e ciò significa che in futuro sarà necessario lavorare per assicurare sicurezza e cibo sostenibile”.
Secondo le statistiche mondiali, il business verrà influenzato e inevitabilmente saremo obbligati a cambiare le abitudini di vita e alimentari. “Quello cui assistiamo oggi è prezioso per il futuro dell’Italia” ha aggiunto Enrico Mercadante, Lead for Systems Engineering and Cloud South Europe di Cisco. “L’agrifood sarà uno dei temi cruciali e per l’Italia sarà la sfida dei prossimi anni, per questo Cisco è oggi qui”.

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Chi sono i “magnifici 10” startupper

Tre ventenni indonesiani hanno creato Bite Back, un’alternativa sostenibile all’olio di palma fatta di insetti commestibili. Il loro motto è Good for The Planet.
Il consumo degli insetti è considerato uno degli affari più promettenti nel prossimo futuro in grado di far fronte alle sfide alimentari e nutrizionali che affliggono il mondo. Gli insetti richiedono una piccola quantità di mangime, acqua, terra e non producono gas serra. L’olio degli insetti ha una percentuale più alta di omega 3 e una percentuale minore di grassi, ha spiegato il CEO Mush’ab Nursantio aggiungendo che “il mercato degli edible insects ammonta a 91 miliardi di dollari e questo è l’olio del futuro”.
La startup attualmente ha in cantiere progetti pilota con Barilla e Bahlsen.

Nel settore olivicolo sono presenti antichi metodi di coltivazione, e Elaisian ha sviluppato un servizio di agricoltura di precisione che rivoluziona e ottimizza questi processi. Un algoritmo agronomico consiglia ai produttori di olio la migliore azione da fare nel momento giusto. Il risultato è una riduzione dei costi e un incremento della produzione. In sintesi un sistema informatico per raccogliere dati sulla salute degli ulivi, per rendere più semplice e tech la produzione di olio di oliva.

Evja, start-up italiana, opera nell’internet delle cose e nella Smart Agricolture market. L’idea portante è una rete di sensori che raccoglie dati relativi alla coltivazione e li invia al sistema centrale. Lì vengono incrociati con informazioni meteo e processati usando modelli previsionali per prevenire l’insorgere di agenti patogeni, oltre a rendere più efficienti potatura, irrigazione e gestione delle piantagioni. Le informazioni finali vengono restituite in modo semplice e intuitivo sul browser, smartphone o tablet.
Evja usa il Lora network, e possiede il primo modello predittivo per la lattuga in Europa.

FruitsApp è un’App B2B che mette in contatto produttori di frutta con aziende e venditori. “Un’App che permette di fare tutte le operazioni di trading nel settore della frutta in modo veloce”, ha dichiarato il CEO Carlos Iborra.
Alla piattaforma hanno aderito già 300 società tra cui Del Monte, Carrefour, Spar.
Il valore delle transazioni su piattaforma finora ammonta a 55 mila euro e l’obiettivo è raggiungere il 2017 con un plus di 2.500 compagnie e un milione di turnover. Attualmente opera in Spagna e Italia ma in futuro sarà presente in tutto il mondo.

Kiwi campus invece è una community di studenti della Colombia, chiamati “kiwers”, che si occupano di fare consegne di cibo all’interno dei campus universitari dove i tradizionali servizi di delivery non arrivano. Il modo più semplice per ordinare cibo nel campus è attraverso un’App.
Attualmente alla loro piattaforma si sono registrati 40 mila utenti e gli studenti hanno già preso accordi con 100 ristoranti. L’Università di Berkeley l’ha già adottata.
Kiwi ha inoltre costruito una rete di robot che fanno le consegne nei campus: attualmente operano negli U.S.A, Cile e Colombia.

MilisBio sviluppa un dolcificante sostituto dello zucchero ricavato dalle proteine senza danneggiare la salute. Non ci sono attualmente dolcificanti a base di proteine per il mercato alimentare e questo è il primo. Tra l’altro ogni grammo di dolcificante sviluppa una sola caloria.

NeoFarms ha sviluppato un metodo per fare home gardening riducendo il consumo di acqua e velocizzando i tempi di crescita, attraverso una tecnologia sviluppata dalla Nasa. Il gruppo di giovani ricercatori immagina un futuro in cui serre automatizzate saranno presenti nelle nostre case come i frigoriferi lo sono oggi.

Phytoponics è una società fondata nel 2016 a Cardiff in Inghilterra da Adam Dixon, che guida il team verso soluzioni Tech per combattere la fame nel mondo e la sostenibilità economica e sociale. Il team anglo-italiano, formato da ingegneri e dalla giovane studiosa Chiara Saraceno, ha avviato due programmi pilota e un sistema di installazione per la coltura idroponica più economica e sostenibile rispetto ai tradizionali sistemi.

Trakbar, attraverso la raccolta e l’analisi dei dati, punta a far crescere le attività economiche di bar e ristoranti. Il sistema funziona collegandosi ai sistemi POS e l’installazione si può fare in 5 minuti.

Wallfarm si presenta come “l’Intel inside” del settore del vertical farm.
Wallfarm propone la tecnologia LIA (Lean Intelligent Agriculture) per coltivazioni sviluppate in verticale su pareti di edifici o all’interno di spazi ristretti. Il sistema consiste in un box di dimensioni molto ridotte che può quindi essere facilmente installato su ogni tipo di struttura.