Contratti di Sviluppo per la Tutela Ambientale

Contratti di Sviluppo per la Tutela Ambientale una nuova opportunità per la green economy (3)

Una nuova opportunità per la green economy. La misura finanziaria nasce per favorire le imprese che vogliano realizzare investimenti di grandi dimensioni per ridurre i consumi energetici e le emissioni di gas che alterano il clima

Il Ministero dello Sviluppo economico, di concerto con Invitalia, la propria agenzia attuativa per l’erogazione di fondi, ha messo a disposizione oltre 500 milioni di euro derivati dalla programmazione PON (Programma operativo nazionale) 2014-2020, da destinare al finanziamento di progetti di impresa nell’ambito della Tutela Ambientale ed efficientamento energetico.
La presentazione della misura, classificabile come contratto di sviluppo, si è svolta nella sede dell’Eur del MISE, con l’intervento dei principali esperti provenienti dal Ministero, da Invitalia e dall’Enea, che ha la funzione di agenzia nazionale per il monitoraggio dell’efficienza energetica.
Lo step della presentazione, in forma di seminario, scelta per questa misura ha rappresentato un importante momento di conoscenza per l’impresa, consentendo una valutazione consapevole dell’opportunità, con tutti i chiarimenti tecnici e burocratici necessari, nonché una comprensione circostanziata dei progetti ammissibili al finanziamento.
L’intervento di Carlo Sappino, Direttore generale della Direzione per gli incentivi alle imprese del Ministero dello Sviluppo economico e di Dante Amati, Responsabile grandi investimenti di Invitalia, hanno tracciato i punti chiave della misura.

Beneficiari dei contratti di sviluppo per la tutela ambientale
Qualunque impresa che operi nei settori energivori e sia iscritta nell’elenco della Cassa per i Servizi energetici e ambientali (CSEA) come impresa a forte consumo di energia.

Progetti ammissibili
– Innalzamento del livello di tutela ambientale dell’impresa, oltre i limiti o anche in assenza di limiti previsti dall’UE;
– miglioramento dell’efficienza energetica;
– realizzazione di impianti di cogenerazione ad alto rendimento;
– riciclaggio e riuso di rifiuti.

Progetti non ammissibili
– Attività direttamente finalizzate alla riduzione dell’effetto serra ( ma se la riduzione dell’effetto serra è un effetto secondario di un progetto questo può essere finanziato);
– impianti di combustione con una potenza calorifica i oltre 20 MW;
– raffinerie di petrolio;
– cokerie;
– impianti di arrostimento o sintetizzazione di metalli;
– impianti di produzione di ghisa o acciaio.

Limiti di investimento previsti per progetto
– € 20 milioni per progetti di tutela ambientale;
– € 7,5 milioni per progetti di trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli.

Costi ammissibili
Sono identificati nei costi di investimento supplementari o sovraccosti di investimento. Questi sono così determinati: quando il costo per la tutela ambientale è un investimento distinto e identificabile all’interno del costo complessivo dell’investimento, il costo agevolabile corrisponde al costo per la tutela ambientale, se invece il costo per la tutela ambientale non è facilmente isolabile dal costo complessivo esso verrà calcolato in base ad un investimento analogo tecnicamente ma meno efficiente dal punto di vista del rispetto ambientale realizzabile senza aiuto finanziario. In questo secondo caso il costo agevolabile è la differenza tra il costo ambientale così calcolato e il costo dell’investimento meno efficiente.

Tipi di finanziamenti erogabili
Ripartizione tra contributo a fondo perduto e mutuo agevolato

Entità del finanziamento erogabile
Dipende dal tipo di attività, dalla localizzazione dell’iniziativa e dalla dimensione dell’impresa.

Data di inizio di presentazione delle domande e modalità
Dalle ore 12 del 26 aprile 2017 sarà possibile iniziare ad inviare le istanze con modalità esclusivamente on line sul sito www.invitalia.it, nella sezione COS-Tutela Ambientale, compilando la modulistica ivi presente, previa registrazione alla piattaforma dedicata e accesso all’area riservata.
La domanda può essere inoltrata da un rappresentante legale o procuratore speciale dell’impresa.

Sull’efficienza energetica di programmi e imprese vigila l’Enea che, come ha spiegato Domenico Santino, Responsabile del Servizio Efficienza energetica dell’azienda, gestisce la banca dati delle diagnosi energetiche e controlla la conformità delle diagnosi alle linee guida dettate dal Decreto Legislativo 102 del 4 Luglio 2014, con il quale l’Italia ha recepito la direttiva UE sull’efficienza energetica.
Misure come il Contratto di Sviluppo per la Tutela Ambientale sono un incentivo al progresso del nostro paese verso la sostenibilità che sta alla base del futuro sviluppo economico globale.

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