Vinitaly 2017: parola d’ordine internazionalizzazione

vino

La 51° edizione della più importante fiera italiana del wine&food ha puntato sui mercati esteri, aumentando espositori, buyers e iniziative b2b per una nuova spinta economica, sostenuta anche dall’innovazione

Quest’anno Vinitaly, la più grande rassegna mondiale dedicata al vino e alla sua produzione, è giunta alla cinquantunesima edizione e in queste quattro giornate di fiera, dal 9 al 12 Aprile 2017, sta mostrando novità importanti per l’imprenditoria del settore ed il commercio internazionale nonché riconferme di successo che contribuiscono allo sviluppo della produzione vitivinicola.
Organizzata da Veronafiere in collaborazione con MISE (Ministero dello Sviluppo economico, MIPAAF (Ministero delle Politiche agricole alimentari e forestali) e ITA (Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane), Vinitaly 2017 ha visto una proiezione più ampia e specifica verso i mercati internazionali , soprattutto Cina e Stati Uniti, che sono Paesi chiave per l’economia basata sul wine&food e strategici per le esportazioni dei nostri prodotti. Gli Usa rappresentano infatti il primo importatore mondiale di vino italiano e la tendenza è voler mantenere il ruolo leader del nostro Paese, mentre la Cina ci vede ancora dietro Francia, Cile, Australia e Spagna, ma con un trend in aumento, che spinge ad investire di più e meglio.

Le novità di quest’anno

La prima novità di questa cinquantunesima edizione è proprio la piattaforma b2b, con 5 mila nuovi buyer esteri registrati, provenienti da USA, Cina, Hong Kong, Australia, Canada, Francia, Danimarca, Belgio, Germania, Giappone, Svizzera, Norvegia, Svezia, Russia, Taiwan, Brasile e Regno Unito. Altrettanti sono gli appuntamenti b2b fissati, per favorire gli scambi tra imprese e operatori.
A questa spinta verso i mercati esteri contribuiscono anche le due fiere complementari e contemporanee a Vinitaly, Sol&Agrifood e Enolitech, entrambe volte alla diffusione della conoscenza nel mondo dei nostri prodotti agroalimentari. Sol&Agrifood ha messo quest’anno l’accento sulla biodiversità, mentre Enolitech, dalla sua prima edizione a servizio delle nuove tecnologie nella produzione vinicola ed olearia, ha visto in aumento gli espositori ed in particolare quelli esteri da USA, Austria, Svizzera, Repubblica Ceca, Germania, Spagna, Francia, Serbia, San Marino, Ucraina, Regno Unito, Cina, Irlanda e Danimarca.
Collegato a questo rinnovato spirito internazionale anche il progetto sperimentale lanciato quest’anno per l’innovazione digitale dei servizi per l’internazionalizzazione delle imprese, cui partecipano 3000 buyer esteri al fine di migliorare i contatti tra operatori e imprese.

La significatività per l’economia del settore enogastronomico è stata riconosciuta anche dal Commissario UE all’Agricoltura, Phil Hogan, che durante la conferenza di apertura della Fiera ha dichiarato: “Continueremo a mettere al centro delle politiche europee future la qualità del cibo e del vino e a sostenere un settore così importante a livello mondiale. Se tutti i settori fossero come cibo e vino avremmo un’economia molto forte in Europa”.
Altrettanta enfasi è stata posta sul settore da Confagri, che ha messo in evidenza come l’impulso alle imprese che basano la propria economia sull’agricoltura per essere competitive, sia sinonimo di posti di lavoro, ripartenze delle zone rurali più svantaggiate ed ecosostenibilità.

L’esperienza di Vinitaly simboleggia un impegno nello sviluppo perché non si esaurisce nell’evento ma si inserisce in una progettualità che ha portato Veronafiere a costituirsi SpA e a partecipare ad investimenti – per 94 milioni di euro fino al 2020 – volti al miglioramento infrastrutturale, alla digitalizzazione, alla promozione dell’incoming estero e, al contempo, al made in Italy e al consolidamento in nuovi mercati.

Altra novità a partire da quest’anno, che si aggiornerà di edizione in edizione, è stata la realizzazione della prima guida nata da una grande fiera del vino. Con l’edizione 2017 è stata lanciata e vedrà la luce nei prossimi mesi, la 5Stars Wines The Book, una selezione di etichette da tutto il mondo effettuata da esperti di alto valore internazionale.

La ricerca sul mondo del vino

Grande attenzione anche per i gusti e le tendenze dei consumatori. È stata infatti presentata nella giornata del 10 aprile, la più grande ricerca sul mondo del vino, condotta su un campione di 50 mila consumatori. Un lavoro consistente realizzato da Tannico, uno dei più importanti rivenditori nazionali di vini. La ricerca risponde alle maggiori domande relative alla qualità, quantità e natura dei consumi vinicoli sul territorio nazionale: mette in evidenza cosa bevano gli italiani, le differenze per genere, per età e per regioni di appartenenza, si estende a verificare come noti brand e premi conferiti alle etichette condizionino le vendite e non lascia nemmeno da parte valutazioni sorprendenti, come l’influenza dei pianeti sui consumi.

Una sezione della ricerca è interamente dedicata all’universo femminile, mettendo in luce come le donne comprino maggiormente vini rossi, ma, rispetto agli uomini, siano consumatrici più appassionate di bollicine, vini bianchi e aromatici. In relazione al marketing legato alle etichette, le donne sono più attente degli uomini a quelle cantine che hanno un buon nome e/o siano state oggetto di show cooking, denotando una raffinatezza di gusti cui spesso l’uomo rinuncia in favore del risparmio (qui le slide illustrative della ricerca realizzate e presentate da Tannico il 10 Aprile 2017).

Il programma e i numeri di Vinitaly
Parlando ancora di dati, i numeri di Vinitaly mostrano la rilevanza della manifestazione: su una superficie espositiva di 98 mila metri quadrati si dislocano 4.271 espositori provenienti da 30 Paesi per una mole di visitatori imponente, che nel 2016 è arrivata a 131.000 persone, delle quali 49.000 provenienti da 140 Paesi esteri e 2.110 giornalisti.

Le conferme della cinquantunesima edizione sono state le aree tematiche di esposizione in cui è organizzato il salone:
– Vinitalybio, per le produzioni vitivinicole biologiche,
– ViVit per i vini artigianali,
– Vininternational per i produttori esteri,
– le degustazioni organizzate dalla VIA (Vinitaly International Academy),
– la rassegna Tasting Ex…Press , un giro del mondo enologico che quest’anno porta tra i sapori e i profumi dei vini dell’Austria, dell’Ungheria, del Perù, della Slovenia, del Mar Nero, dell’Australia, passando per le nostre vigne del Brunello, del Franciacorta e del Trendoc,
– il corso di certificazione VIA, giunto alla sua terza edizione, che anticipa la Fiera vera e propria, cui sono stati dedicati i giorni dal 3 al 7 Aprile, per la designazione degli ambasciatori che promuoveranno nel mondo la varietà enologica italiana , contribuendo ad aumentarne conoscenza e diffusione.

Aspetto cui viene prestata particolare cura nell’organizzazione della Fiera è la separazione tra esigenze degli operatori del settore ed esigenze degli estimatori del vino, per garantire la massima fruibilità e soddisfazione. Così anche quest’anno come nel 2016, per gli estimatori è stato previsto il fuori salone Vinitaly and the City, un percorso di degustazione, arte, storia e cultura nel centro di Verona, tra Piazza dei Signori, Loggia di Fra’Giocondo, Loggia Antica, Torre dei Lamberti, Cortile del Mercato Vecchio e Arsenale, con due novità rispetto al 2016: l’allungamento del l’evento di un giorno, cinque giorni, dal 7 all’11 Aprile, invece di quattro e l’estensione della manifestazione alla cittadina di Bardolino, di grande attrattiva turistica, situata sul Lago di Garda.

Con questa attenzione al business e al piacere del vino, al mercato internazionale mantenendo alta la qualità e specificità nazionale e aprendo agli scambi , alla promozione dei vitigni attraverso una formazione specifica, all’integrazione dei percorsi vitivinicoli con altre tradizioni enogastronomiche italiane d’eccellenza, all’estensione della Fiera principale in altri eventi che la introducono e la completano per offrire un’esperienza enogastronomica completa sia dal punto di vista commerciale sia gustativo sia culturale, Vinitaly si conferma essere un crocevia irrinunciabile di tendenze, il centro dell’incontro tra domanda e offerta e un punto di partenza per l’innovazione e lo sviluppo nel settore vitivinicolo.