Il nuovo sistema camerale del Lazio

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Le camere di commercio del Lazio hanno costituito un nuovo sistema camerale. La fusione dell’area nord con la provincia di Rieti e Viterbo, e quella sud con Latina e Frosinone rafforza la presenza su tutto il territorio del Lazio

Il 6 giugno, presso la Camera di Commercio di Roma, si è svolto il Consiglio dell’Ente per focalizzare i principali temi sull’imminente riorganizzazione del sistema camerale nel Lazio. All’incontro hanno partecipato Nicola Zingaretti, presidente della Regione Lazio, Lorenzo Tagliavanti, presidente della Camera di Commercio di Roma, Domenico Merlani, presidente della Camera di Viterbo e il commissario straordinario della Camera di Commercio di Latina Mauro Zappia.

La riorganizzazione è sancita da un documento messo a punto da Unioncamere e approvato a larga maggioranza, che prevede una camera di commercio per regione. La fusione camerale mira a creare realtà locali e un bacino imprenditoriale di circa 80.000 imprese. Il testo, che mette in atto la Legge Madia sulla riforma della PA, è in attesa della firma del Ministero dello Sviluppo economico. Esso contiene il piano di fusione delle Camere di commercio che da 105 passano a 60 ridisegnando definitivamente la nuova geografia del sistema camerale. Una razionalizzazione che risponde ad una logica di efficientamento, efficacia e rafforzamento della governance da parte del Mise.
Efficientamento anche dei costi, grazie a un abbattimento del 50% e a una riduzione del 30% del numero dei consiglieri che garantisce il criterio di rappresentatività di oltre 80.000 imprese sul territorio nazionale.

Il nuovo assetto riformatorio conferisce alle Camere di Commercio funzioni centrali sulla digitalizzazione, il turismo, l’orientamento e la formazione. Si tratta dunque di un nuovo sistema camerale, centralizzato, che per il Presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti, induce a un cambio di mentalità e stimola a sfruttare al massimo gli investimenti su grandi progetti insieme alle istituzioni pubbliche, progetti che vanno dall’industria 4.0 all’alternanza scuola-lavoro fino a comprendere la dispersione scolastica.

La riforma camerale interviene anche nella facilitazione all’accesso al credito, allo sviluppo delle filiere produttive, allo sviluppo del turismo, alla crescita del sistema imprenditoriale e nell’aumento del grado d’internazionalizzazione delle imprese.

Saranno stanziati alcuni fondi per investimenti in favore dei piani di sviluppo territoriali per sfruttare le eccellenze che provengono dalle università, per preparare il futuro dei giovani nel mondo del lavoro e dell’impresa.

Nel contempo viene attribuita alle Camere la funzione di hub amministrativo per le imprese, trasformandole nel principale punto di contatto e interazione tra imprenditori e pubblica amministrazione, con la gestione del fascicolo d’impresa in cui confluiranno tutti gli atti amministrativi dalla costituzione, all’avvio, all’esercizio dell’attività di impresa.

Il Presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti richiama anche l’attenzione sulle iniziative messe in campo per rigenerare il tessuto produttivo laziale e sull’urgenza di abbandonare la condizione di attesa per garantire quel rinnovamento di cui ha bisogno: rilancio, crescita equilibrata e duratura del territorio laziale. Il Lazio – ha spiegato Zingaretti – è la seconda regione italiana per popolazione residente, PIL e numero di imprese e garantirà un importante presidio istituzionale da cui scaturirà l’accorpamento delle Camere di Frosinone e Latina. Con un bacino di oltre 730 mila unità produttive, si conferma un polo produttivo ricco di opportunità in grado di crescere e radicarsi.

Focus sulla Regione Lazio

Il nuovo assetto camerale consente di proseguire nei piani di riordino già affrontati e risolti in passato. Zingaretti al riguardo ricorda quanto abbia inciso la crisi del 2013, che ha portato la Regione Lazio a cumulare un deficit di oltre 23 miliardi di euro di cui 13 miliardi non pagati a Comuni e provincie per assenza di risorse. Altro nodo è stato quello del commissariamento della sanità, determinato dal disavanzo sanitario con un basso livello di servizi offerti alle persone. Attualmente la Regione ha aumentato di 160 punti la qualità dei livelli di assistenza ai cittadini. È stata anche aggredita la governance della regione costruita su società che non favorivano la competitività, ma nutrivano la cattiva politica.

La Regione Lazio ha inoltre ridotto gli “enti regionali” e le società partecipate, “entità inutili che erano solo finalizzate a creare consenso e che favorivano il rimpallo delle ridistribuzioni decisionali” al controllo di solo 4 grandi società: Lazio Innova, Lazio Crea, Acotral, e Astral per la rete viaria regionale.
Un altro aspetto interessante – ha detto il governatore del Lazio – è stata la riduzione della discrezione amministrativa in materia di pagamenti: “oggi la Regione Lazio paga fatture e debiti commerciali esclusivamente con criterio cronologico e ha ridotto sensibilmente i tempi di pagamento.”

Anche la collaborazione interistituzionale fra Regione e ANAC, Guardia di Finanza e Carabinieri è stata fondamentale. Il Lazio è stata la prima amministrazione pubblica a sottoscrivere un accordo di vigilanza attiva con ANAC che riguarda sia la redazione delle gare di appalto sia le prassi operative dell’amministrazione.
Inoltre Zingaretti è convinto che bisogna pensare di più alla progettualità delle infrastrutture nelle periferie, alla trasformazione delle reti della mobilità, cioè passare “dalla tentazione al rispetto, alla cultura del rispetto”.

Il nuovo ruolo delle Camere di Commercio

Il Presidente della Camera di Commercio di Roma, Lorenzo Tagliavanti, ha ribadito l’importanza del ruolo di Roma quale elemento di traino con un forte appeal, fulcro di una economia competitiva a livello centrale e territoriale. “Essere capitale non è una onorificenza ma una responsabilità”, ha aggiunto.
Tagliavanti ha parlato di una “alleanza per lo sviluppo” e del fatto che la Camera di Commercio di Roma “è pronta a dare il suo contributo per rilanciare la città affiancandosi a tutte le istituzioni pubbliche a cominciare dalla Regione e al Comune”.
Secondo Tagliavanti rendere Roma competitiva significa agire nella riscoperta del territorio, lavorando insieme alle numerose associazioni imprenditoriali, agli Ordini professionali, alle associazioni dei cittadini, al volontariato, alle associazioni cattoliche e laiche, che da sempre sostengono le periferie raggiungendo buoni risultati.

Mauro Zappia, Commissario straordinario della Camera di Commercio di Latina, condivide il progetto di accorpare le provincie di Frosinone e Latina, un sistema imprenditoriale costituito da 124 mila imprese dove il tessuto produttivo è fortemente rappresentato da tutte le componenti industriali.