Passo dopo passo: il sistema duale verso la stabilizzazione

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Si scrive sistema duale ma si chiama alternanza-scuola lavoro. Istituito in Germania nel 2005 e adottato in Italia nel 2015, è un modello sperimentale di formazione e di integrazione che consente ai giovani di ottenere un titolo di studio e sviluppare conoscenze per l’inserimento in azienda con un contratto di apprendistato

L’accordo siglato nel 2015 dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, di concerto con le province e le Regioni autonome, prevede a partire dall’anno formativo 2015-2016 una serie azioni di accompagnamento sul sistema duale facilitando le transizioni tra il sistema di formazione professionale e il mondo del lavoro.
L’obiettivo del legislatore è contrastare l’abbandono scolastico diversificando l’offerta formativa. I percorsi attivati nell’ambito del progetto sperimentale sono finalizzati al conseguimento della qualifica triennale di operatore professionale, del diploma professionale quadriennale, e del certificato di specializzazione di tecnico superiore.

Il Rapporto sul sistema duale è stato presentato lo scorso 13 luglio, presso il Ministero del Lavoro, durante la conferenza “Passo dopo passo: il Duale verso la stabilizzazione”, alla presenza del Ministro del Lavoro, Giuliano Poletti; del Sottosegretario al Lavoro, Luigi Bobba; del Presidente ANPAL, Maurizio Del Conte e di alcuni rappresentanti delle Regioni e delle parti sociali.
L’analisi elaborata dall’Istituto Inapp traccia un quadro delle diverse Regioni che hanno preso parte alla sperimentazione, evidenziando quali sono state le modalità formative utilizzate – impresa formativa simulata e alternanza rafforzata – nei percorsi per il rilascio della qualifica e del diploma professionale.

Al 31 dicembre 2016 secondo i dati Inapp, oltre 21mila giovani si sono iscritti a 2.655 percorsi formativi di sperimentazione del sistema duale. Inoltre, dai dati risulta che da gennaio 2016 ad aprile 2017 sono stati attivati dalle imprese quasi 12.000 contratti di apprendistato: 10.612 per l’apprendistato di primo livello per la qualifica e il diploma professionale e 1.120 rapporti per l’apprendistato di alta formazione e ricerca.

Sono le regioni del Nord quelle con il maggiore numero di contratti di apprendistato di primo livello: 7.388, seguite dal Sud con 2.061 e dal Centro Italia con 1.163 attivazioni.

Il sistema, secondo il Presidente dell’ANPAL Maurizio Del Conte è in grado di gestire il cambiamento e far sì che la mobilità del lavoro diventi un arricchimento per tutti. “Dietro le infrastrutture ci sono le competenze. Dobbiamo creare una generazione competente per poi fare gli investimenti infrastrutturali”, ha affermato.

Le politiche attive, per Del Conte, sono la chiave per promuovere l’incontro tra domanda e offerta, realizzare gli interventi di riqualificazione, creare le giuste professionalità e favorire la crescita dei posti di lavoro, cogliendo al meglio le opportunità che derivano dalla trasformazione digitale dell’economia. Queste azioni tendono soprattutto a stabilizzare il sistema, a diffonderlo a livello nazionale, creando standard omogenei con il trasferimento di know how da parte degli operatori Anpal.

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“Il protocollo è un esempio di come costruiamo il futuro del lavoro e affrontiamo la trasformazione digitale. Abbiamo fatto dialogare le istituzioni, le aziende e le risorse umane” ha spiegato Annamaria Parente, componente della Commissione Lavoro al Senato.
Per il Ministro Poletti è giunto il momento di gestire i processi di cambiamento dentro l’impresa, anticipando i tempi. Il progetto a cui si sta lavorando è un buon prototipo. In passato il rapporto tra impresa e lavoratori è stato costruito su due fronti: quello del conflitto e quello dei contratti. Oggi la relazione tra impresa e lavoro va affrontata con logiche dinamiche e modalità condivise, tramite un mix di interventi pubblici e privati.
Hanno preso parte alla sessione dei lavori anche i rappresentanti delle parti sociali alcuni dei 300 Centri di Formazione Professionale portando la loro testimonianza sui progetti realizzati.

Il dibattito ha visto, anche, la partecipazione delle aziende, soggetti attivi in questa iniziativa che puntano a creare un rapporto strutturato tra scuola e lavoro. Maurizio del Conte, Presidente ANPAL, ha inoltre auspicato la creazione di una filiera della formazione, al cui centro ci sia la persona, e la messa a sistema del modello duale, incentivando le imprese anche meno strutturate con l’alleggerimento dei costi legati ai tutor.
Il Sottosegretario Luigi Bobba ha evidenziato come questo stretto legame tra mondo della formazione e del lavoro dia una marcia in più al duale: “Abbiamo cercato con le Regioni e gli enti formativi di creare una polifonia dove tutti seguano lo stesso spartito. Adesso abbiamo obiettivi più ambiziosi: ampliare la coralità. Crediamo che la sperimentazione diventerà un elemento ordinario del nostro sistema formativo”. Il Sottosegretario ha inoltre affrontato il tema della ripartizione delle risorse tra le varie Regioni nel segno della premialità e del supporto alle realtà locali più in difficoltà, argomento affrontato anche dal Ministro Poletti nel suo intervento conclusivo. “Stabilizzare significa stanziare risorse all’interno di un disegno definito. Ci impegniamo a promuovere azioni di sviluppo ma per farlo dobbiamo dialogare col mondo della scuola e delle famiglie per non generare delle idiosincrasie” ha affermato.

Nel sottolineare l’importanza del confronto, il Ministro ha ricordato come sia aperto il dialogo sul “Lavoro che cambia” dove tutti portano la loro opinione e attingere a quelle degli altri. Poletti ha poi ricordato l’importanza di costruire profili professionali coerenti con il lavoro che cambia.
In conclusione Poletti ricorda che si sta sviluppando una nuova fase del programma Garanzia Giovani nella quale è fondamentale la presenza delle imprese e il confronto reciproco per sapere in quale direzione proseguire.