CONSUMI DI CIBO ESTIVO

Pubblicata la rilevazione di Confartigianato sui consumi di cibo estivo da parte degli italiani. Gli italiani sono tra i più in forma al mondo e il merito è anche della qualità e genuinità dei prodotti artigiani e alla Dieta Mediterranea che vede come condimento privilegiato l’olio di oliva

Una particolarità che i Paesi ad esempio del Nord Europa non hanno è quella di modificare l’alimentazione in base alla stagione; così se nel Nord Europa si continua a consumare cibo altamente calorico e iperproteico tutto l’anno, in Italia durante i mesi caldi aumentano i consumi di cibo estivo. E se, sempre nel Nord Europa ma anche negli altri Continenti, si abbonda con grassi animali e salse per condire i piatti, da noi si predilige il più leggero e sano olio d’oliva. L’Italia, grazie alla qualità e alla genuinità dei propri prodotti alimentari e grazie al sapiente utilizzo della Dieta Mediterranea è il Paese, con il Giappone, i cui abitanti sono più longevi al mondo. Non solo: tra i Paesi che si affacciano sul Mediterraneo è quello con il record degli abitanti più snelli, grazie alla preferenza di spesa per il cibo estivo “salva linea”.

Secondo l’analisi di Confartigianato dei dati OCSE (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico) e dei dati Unioncamere, anche se viviamo quanto o poco meno dei giapponesi lo facciamo in modo più sano visto che abbiamo il primato dei meno obesi (9,8% della popolazione adulta contro 19,5% dei giapponesi). Gli italiani spendono per il cibo “salva linea” 9,7 miliardi di euro l’anno e la spesa maggiore va comunque al nostro condimento per eccellenza, il sano olio di oliva, per il quale si pagano 3.048 milioni di euro l’anno.

Per quanto riguarda i cibi estivi, fra questi troviamo: gelati, birre, pizza, olio d’oliva. Sono questi i consumi tipici dell’estate che ci aiutano ad essere al terzo posto al mondo tra gli Stati Ocse e al primo tra i 7 Paesi che si affacciano sul Mediterraneo nella classifica della popolazione snella.

La spesa per il consumo di cibo estivo

E se la nostra spesa va per la maggior parte all’olio, di seguito troviamo il cibo simbolo del Made in Italy, la pizza, per la quale paghiamo ogni anno 2.983 milioni di euro l’anno e – leader dei cibi estivi per eccellenza – il gelato per i quali spendiamo 1.843 milioni di euro l’anno, quasi a pari merito con la birra, per la quale spendiamo 1.828 milioni di euro.

Confartigianato sottolinea che l’alimentazione italiana fa bene alla linea ma anche all’occupazione e all’economia. Per soddisfare la domanda di gelati, birre, pizza, street food, olio si muove un esercito di 46.566 imprese, con 90.900 addetti.

L’Italia è al primo posto in Europa per la maggiore quota di addetti nelle piccole imprese del settore alimentare, pari al 63,9% a fronte della media Ue del 36,5%.

Il merito è della genuinità delle specialità artigiane – sostiene il presidente di Confartigianato Alimentazione Massimo Rivoltini. “Fa bene alla salute, mantiene in forma, fa muovere l’economia e contribuisce a mantenere alta la bandiera del food Made in Italy nel mondo. La ‘ricetta’ dei prodotti artigiani è il rispetto delle materie prime e delle tecniche di lavorazione tradizionali, e un’attenzione sempre più diffusa a soddisfare particolari esigenze dietetiche o legate a intolleranze alimentari della clientela”.

Tra i settori più dinamici vi è quello della birra, come abbiamo già detto nel nostro articolo. Negli ultimi 4 anni, i birrifici artigiani hanno registrato un incremento del 72,7%, al ritmo di 30 birrifici in più all’anno.

Consumi di cibo estivo a livello territoriale

La rilevazione di Confartigianato mostra che, a livello regionale, è la Lombardia a vantare il maggior numero di produttori artigiani di gelati, birre, olio d’oliva, pizza, street food e cibo da asporto: 6.837. Secondo posto per l’Emilia Romagna con 4.455 imprenditori, seguita da Sicilia (4.255), Lazio (4.096), Veneto  (3.895) e Campania con 3.863 imprese.

La classifica provinciale vede in testa Roma, con 2.982 imprese artigiane. Medaglia d’argento per Milano con 2.053 imprenditori, e terzo posto per Torino (1.892). La top 5 delle province con il maggior numero di produttori artigiani di gelati, olio d’oliva, pizza, street food e cibo da asporto si completa con Napoli (1.766 imprenditori) e Bari (1.013).