Lavoro femminile in calo

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Secondo i dati Istat la disoccupazione diminuisce ma non vi corrisponde un aumento di lavoro femminile. Esclusi poi dall’aumento di occupazione i lavoratori tra i 35 e i 49 anni

L’occupazione aumenta ma non per tutti. Non per le donne, soprattutto per chi ha tra i 35 e i 49 anni di età. I dati Istat, anzi, evidenziano un mercato del lavoro a due facce, dove crescono gli occupati (maschi) e la disoccupazione (in particolare femminile).
Si sottolinea che a giugno era stato registrato un calo della disoccupazione ma a luglio è tornata a salire (del 2,1%) e che questo aumento è attribuibile esclusivamente alla componente femminile mentre resta stabile per gli uomini. Per quanto concerne invece l’occupazione, aumentano i lavoratori dipendenti (+ 378.000; 286.000 a termine e 92.000 a tempo indeterminato) mentre calano (di 84.000) i lavoratori autonomi. E a crescere sono i lavoratori ultracinquantenni (+371.000) e i giovanissimi (+ 47.000 di età compresa tra i 15 e i 24 anni).

Uno stato, quello della disoccupazione in Italia, che preoccupa i sindacati. Annamaria Furlan, segretaria generale della Cisl, ritiene che serva un patto tra Governo, imprese e sindacati per cogliere i segnali di ripresa e favorire gli investimenti pubblici e privati affinché arrivi una svolta nelle politiche attive del lavoro e vengano realizzate infrastrutture – materiali e immateriali – allo scopo di offrire nuove opportunità, soprattutto nel Mezzogiorno.

Anche le famiglie ritengono che ci si debba adoprare per vincere le forze avverse che ancora ostacolano la crescita dell’occupazione – in particolare femminile – e di conseguenza della ricchezza del Paese. “Ovviamente non possiamo non rallegrarci dell’aumento del livello dell’occupazione” commenta Gigi De Palo, presidente del Forum delle associazioni familiari, “al tempo stesso, però, non può non preoccupare che l’aumento dell’occupazione sia dovuto integralmente alla componente maschile. Anche la crisi demografica si vince promuovendo la presenza delle donne sul mercato del lavoro; non è solo una questione di equità: è una questione di benessere, un investimento sul futuro di tutti. Lavoro e famiglia sono due temi collegati tra di loro”.

Secondo la presidente della “Commissione Equality and non discrimination” del Consiglio d’Europa, Elena Centemero, poiché “dai dati Istat emerge chiaramente il perdurare di un grave gap occupazione tra donne ed uomini, con le prime costantemente svantaggiate sul mercato del lavoro, favorire l’occupazione femminile è davvero un obiettivo prioritario perché a pagare il prezzo dello scarso coinvolgimento delle donne nel mondo lavorativo è l’intero Sistema Italia”. E Centemero aggiunge che “il nodo va affrontato in maniera strutturale, a partire dalla scuola. È infatti necessario implementare i percorsi di orientamento per favorire l’avvicinamento delle studenti alle discipline di area scientifica e tecnologica, che offrono maggiori opportunità di lavoro”.